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joseph.zambito


Parte il Governo del cambiamento?
Editoriale

Parte il Governo del cambiamento?

Dopo un estenuante trattativa, in Italia è nato il nuovo governo, frutto di un accordo politico tra il Movimento 5 Stelle e la Lega. Gli attori protagonisti, per quella che viene definita la Terza Repubblica, sono Luigi Di Maio, capo politico dei grillini e Matteo Salvini, leader della Lega nonchè del centro destra, anche se le altre forze politiche come Fratelli di Italia e Forza Italia non fanno parte della maggioranza parlamentare che sostiene il Premer Conte.
Da questa alleanza, l’Italia ha finalmente il suo governo ma soprattutto M5S e Lega “vanno a comandare”, con pieni poteri ed ampio consenso perché così hanno deciso gli elettori del mezzogiorno sostenendo il m5s e gli elettori del nord che hanno rafforzato la lega.
Ma Salvini è riuscito ha scrollarsi di dosso l’etichetta che la lega fosse solo un partito del nord e Di Maio ha sfatato il mito delle non alleanze con gli altri partiti ma soprattutto che i vecchi partiti o i vecchi politici sono tutti da cestinare. Un accordo politico che ha visto, non una spartizione di poltrone, come gli ultras dei due partiti tengono a precisare, ma un’equa ed identica divisione dei ministeri, che nella formula certamente si ripeterà anche per i vice ministri, sottosegretari e presidenti di commissioni parlamentari.

di maio
Di Maio e Salvini da populisti, ora dovranno dimostrare di rispettare gli impegni della loro lunga campagna elettorale e rendere esecutivo il famoso “contratto di governo”. Non hanno più nessun alibi, anzi hanno totalmente lo Zeitgeist a loro favore, oltre ad un centro sinistra ridotto ai minimi termini. All’orizzonte né Berlusconi né tanto meno Renzi sono nelle condizioni di fare opposizione perché rappresentano il passato e non riescono più ad essere rappresentativi di una nuova classe dirigente capace di parlare con le speranze del popolo italiano. Per i prossimi 5 anni potrà essere perdonato qualsiasi cosa, compreso l’utilizzo delle auto blu o degli aerei di stato oppure la piena indennità di carica ai ministri e le folte nomine nelle stanze dei bottoni di professionisti rappresentativi certe altre l’hobby.
Quindi ci sono tutte le condizioni e nessuna scusante per non poter realizzare quello che è stato sottoscritto nel contratto di governo. Di Maio e i suoi fedelissimi pretoriani così come Salvini e i suoi legionari possono mettere in pratica quello che hanno promesso ai cittadini. Non esistono correnti, non esistono diatribe interne nei due partiti perché i parlamentari sono stati da loro scupolosamente selezionati. Non esistono altre figure di spessore o di portata tale da poter scalfire le due leadership.
Di Maio, ministro al Lavoro e allo stesso tempo allo Sviluppo Economico può direttamente attuare da un lato le tanto attese Politiche attive del Lavoro e il suo reddito di cittadinanza, così come dall’altro lato promuovere ed attuare le misure a sostegno delle imprese e degli imprenditori. Così come Salvini, ministro degli Interni, può finalmente concretizzare le sue iniziative verso gli immigrati e rifugiati e garantire sicurezza agli italiani.
Sarebbe stato interessante e sicuramente sarà sfuggito la creazione di un’apposito Ministero dei Sindaci, che potesse interloquire con i sindaci di tutte le città italiane, specie quelle in difficoltà o in dissesto finanziaria e per avvicinare i cittadini alle istituzioni.
Per anni Di Maio, Salvini e i loro accaniti tifosi, le hanno dette di santa ragione ai precedenti governanti, hanno sempre criticato pure le piogge estive e osannato alla rivoluzione totalitaria. Oggi è arrivato il loro tanto atteso momento e per fortuna governano assieme, senza alcuna reciproca possibilità di opposizione per la prossima e futura alternanza.
salviniIn tutto questo bisogna recitare un ruolo di primissimo piano a livello internazionale e rappresentare la svolta nelle dinamiche di politica europea. Ci hanno tentato prima altre personalità come Monti, Letta e Gentiloni, da ora in avanti ci proveranno invece Conte, Savona e Moavero, non proprio un nome di cambiamento perché già ministro nei governi Monti e Letta, così come Tria, collaboratore di Brunetta ed in lista pure nell’abortito governo Cottarelli.

Sul fronte della sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione, molti si aspettano un gran lavoro dall’ex finiana e avvocato di Andreotti, Giulia Bongiorno, oggi neoleghista mentre i docenti attendono dal neo ministro all’Istruzione Busetti (Lega), che venga rivoluzionato il mondo della scuola e soprattutto le dinamiche delle migliaia di insegnanti precari o deportati nel nord Italia.
Sullo sfondo a livello siciliano, come anticipato da rep.repubblica.it, la possibile “svolta gialloverde nel governo  Musumeci con un probabile ingresso dei Cinquestelle“. 

Non ci resta che attendere e sperare bene ma soprattutto che qualcuno sappia accettare le eventuali critiche che stavolta potranno arrivare dai social media o dagli organi di informazioni!


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3 giugno 2018

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joseph.zambito


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