A chiusura del suo incarico di presidente del Circolo LIBERARCI di Favara, Pasquale Cucchiara traccia, attraverso il nostro giornale, una relazione riassuntiva delle azioni che hanno caratterizzato il suo impegno alla giuda dell’associazione.

“Per tre anni e mezzo ho avuto il piacere e l’onore di guidare il Circolo Culturale LiberArci. Sono stati anni intesi, ricchi di soddisfazioni e, per questo motivo, ritengo opportuno tracciare un bilancio. Ci siamo costituiti nel febbraio 2016 dopo una serie di consultazioni con i soggetti più attivi del nostro territorio. L’idea era quella di catalizzare, in un unico soggetto largo e plurale, quel fortunato sodalizio che si creò fra le diverse associazioni del territorio negli anni precedenti e che vide molti di noi protagonisti di questo fermento di idee che, però, piano piano si spense.

Ritenemmo che l’ARCI potesse essere lo strumento necessario per riaccendere quel sano attivismo civico volto al miglioramento del nostro territorio. Credo che, abbiamo centrato l’obiettivo.

Dopo le prime riunioni operative, abbiamo scritto lo statuto e votato democraticamente il logo, il nome, il direttivo e il presidente. Ci siamo strutturati in modo da valorizzare ogni singolo associato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. In questo triennio abbiamo presentato decine e decine di eventi culturali, cinematografici, politici, antifascisti, antirazzisti e femministi. Tra i tanti libri presentati sfoggiamo con orgoglio anche i nostri (“La sindrome della trasfigurazione” di Mariagrazia Costanza e “Salvatore Bosco, il filosofo del popolo di chi scrive) e ci siamo contaminati culturalmente con tutti i personaggi che abbiamo inviato a partire da Claudio Fava, Matteo Dalena, Giuseppe Barcellona, Alan David Scifo, Carmela Pistone, Giovanni Sorbello e tanti altri. Personalmente, sono molto legato alla serata di beneficenza che organizzammo nel Natale del 2017. Il teatro San Francesco era esaurito in ogni ordine di posto e riuscimmo a raccogliere più di mille euro che affidammo all’amico Frà Salvatore.

Abbiamo intessuto buoni rapporti di collaborazione con le parti sociali della nostra città e non solo: anpi, Istituto Marrone, palazzo cafisi, libera, CGIL, Centro Donna George Sand e, non ultimo, con i ragazzi di Yard 44 con cui ci siamo ripromessi di continuare a puntare i riflettori sulle troppe disarmonie che attanagliano il nostro centro storico. Non vogliamo cittadini di serie A e cittadini di serie B e, proprio per questo motivo, abbiamo svolto la nostra assemblea in pieno centro storico.

Con l’amministrazione comunale abbiamo dialoghiamo finora poco e male (basta pensare all’equivoco sui murales!) e non siamo soddisfatti del suo operato culturale e politico. Nel primo caso, le ricorrenze sono praticamente snobbate e, infatti, per dirne una, l’organizzazione del 25 aprile è a nostro esclusivo appannaggio. Per l’estate 2019 non è stato programmato alcun calendario di eventi. Forse, non era mai successo nella storia recente della nostra città.

Tuttavia, mi preoccupa maggiormente l’inefficienza politica-amministrativa: l’ombra di un secondo dissesto finanziario, l’immenso patrimonio del personale comunale da riorganizzare, le condizioni pietose in cui versano molte villette comunali e il cimitero, la spazzatura che sommerge le nostre periferie (soprattutto a causa dell’inciviltà!) i frequenti cambiamenti del calendario della riscossione dei rifiuti, l’insostenibilità della turnazione idrica e chi più ne ha più ne metta. Come se non bastasse, la sindaca elude la nomina dei 2 assessori mancanti e questo fatto non giova al paese.

Nella maggioranza di governo regnano i dissidi, i dissapori, le dimissioni e l’On. locale, dopo esseri seduto comodamente a Palazzo dei Normanni, ha scaricato il suo sindaco, i suoi assessori, i suoi consiglieri e, di conseguenza, il suo paese; quello che lo ha eletto.

Purtroppo, altresì, ritengo insufficiente l’opposizione in consiglio comunale.

Per chi come me ha avuto la fortuna di crescere all’interno di una sezione politica dove si ci riuniva settimanalmente, si discuteva senza l’ingerenza di vassalli, valvassini e valvassori, ci si scontrava, anche in modo aspro, al fine di suggerire una valida azione di governo dall’opposizione o contestando, con determinazione, ogni singolo atto o proposta che non ritenevamo in linea con la nostra idea della città, è inconcepibile questo modo “morbido” di fare opposizione.

Bisogna lavorare ad un’alternativa radicale. Oggi, il nostro nuovo presidente Fabio Lupo è la personalità giusta per guidare la nostra associazione in relazione alle difficili sfide del nostro tempo. Io, sia da dirigente provinciale sia da associato, sosterrò le attività politico/ culturali che la nuova dirigenza porterà avanti con lo spirito di sempre: essere il collante della cultura del centro sinistra e continuare a proporre, come dice il nostro slogan, “più cultura e meno paura. Noi ci crediamo”.

                                                                                                                                                         Pasquale Cucchiara

                                                                                                                                               Direttivo provinciale ARCI Agrigento