Autore

Franco Pullara


A Favara, uno è solo se vuole esserlo
Editoriale

A Favara, uno è solo se vuole esserlo

Mi ha fatto riflettere non poco l’intervento della sindaca Anna Alba nell’incontro tenuto a Favara del suo movimento, nel quale esternava il suo malessere per essere sola e assediata, quasi esclusivamente, da persone pronte a criticarla.

Penso che nella nostra città sia solo chi vuole esserlo, ché il favarese ama essere nincatu, coinvolto, questo è nella sua natura. Viceversa ci resta ladiu se viene escluso, molto ladiu se è capace di risolvere un problema, ma nessuno lo cerca.

Ora, per evitare che qualcuno dia una interpretazione sbagliata alle mie parole assimilandomi con l’universo mondo che critica la sindaca, dico subito che il mio vuole essere un invito indirizzato ad Anna Alba a vedere i suoi concittadini interessati al bene della città e pronti a collaborare per migliorarne la qualità di vita.

La logica è semplice: nessuno vuole il male per se stesso, anzi, è esattamente, il contrario.

Io che racconto, su queste pagine, i reclami dei favaresi, posso affermare che sono fondati. Hanno ragione da vendere. Nello stesso tempo, non ricordo il significativo numero di suggerimenti offerti per risolvere le problematiche da parte di professionisti, politici, di donne e uomini che sollevato un problema, offrono la soluzione. Tra l’altro, c’è una opposizione costruttiva, lo afferma la stessa sindaca quando dice che, a volte, il numero legale nelle sedute del consiglio comunale lo garantisce proprio l’opposizione e non la sua schiacciante maggioranza.

Fino a qualche mese fa Anna Alba godeva il favore dell’opinione pubblica, oggi perso quasi del tutto. E a farglielo perdere non sono state certamente le critiche, come non è stata la comunicazione. Le cose sono andate male e la responsabilità è dell’amministrazione, senza se e senza ma. Così come se fossero andate bene le sarebbero stati riconosciuti i meriti.

Dice bene la sindaca, da soli è davvero molto più difficile e complicato amministrare la città. Ma nessuno l’ha chiusa dentro il palazzo, è, al contrario, lei stessa che si è chiusa dentro e ha buttato le chiavi.

Noi cittadini, dal canto nostro, non aspettiamo che essere coinvolti nel processo di miglioramento della nostra Favara. Ed è per questo che non amiamo e non siamo amati dal possibile cerchio magico, quest’ultimo non vedrebbe di buon occhio avvocati, ingegneri, architetti, imprenditori e i tanti professionisti di Favara partecipare al governo del bene comune. Meglio soli, meglio vivere alla giornata, perché la soluzione passa inevitabilmente in un maggiore lavoro della macchina burocratica, ormai abituata a funzione a basso regime di giri e, cosa più importante, a non essere controllata.

Ad ogni modo, concludo, i favaresi non sono responsabili della solitudine della sindaca, chiamati le farebbero ottima compagnia al punto di liberarla, qualora più che sola si trovasse prigioniera a sua insaputa.


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5 febbraio 2019

Autore

Franco Pullara


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