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giuseppe.moscato


Anche il 2018 si chiude senza l’approvazione del Bilancio stabilmente riequilibrato
Editoriale, Evidenza

Anche il 2018 si chiude senza l’approvazione del Bilancio stabilmente riequilibrato

Il Comune di Favara anche per l’anno 2018, il terzo consecutivo, ha chiuso senza un bilancio di previsione che nel caso specifico, essendo il Comune di dissesto finanziario, si chiama Bilancio stabilmente riequilibrato.

Come era già stato per gli anni 2016 e 2017 anche per il 2018 il Consiglio comunale non è riuscito ad approvare il bilancio. Tiriamo in causa la massima assise cittadina in quanto è l’organo che deve approvare il bilancio la cui ipotesi viene predisposta dall’amministrazione comunale, Consiglio che non può adempiere al suo principale o comunque importante compito, in quanto non ne è ancora in possesso.

Conferenza stampa bilancioIn realtà la Giunta comunale della sindaca Anna Alba, quella precedente all’attuale con assessore al bilancio Crocetta Maida, in data 8 novembre 2018 con atto deliberativo n. 95 ha provveduto ad approvare lo “Schema di ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per gli esercizi 2016-2018”, ben 400 pagine di documento programmatico che è passato al vaglio del Collegio dei Revisori dei conti che ancora non hanno esitato. Pare opportuno ricordare che il Collegio si è insediato da pochi mesi e che tutti i tre Revisori sono di nuova nomina.

La Giunta già nel 2017 aveva predisposto un’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato con la delibera n. 76 del 7 agosto 2017, che non aveva trovato il parere favorevole dei Revisori, ipotesi di bilancio che aveva modificato, anche per sopraggiunte nuove norme e per variazioni nei trasferimenti di Stato e Regione, con atto deliberativo n. 119 del 9 novembre 2017. Bilancio infine ritirato con la revoca delle delibere di approvazione e  modifica il 30 gennaio del 2018 a seguito della relazione della responsabile del Servizio finanziario, dottoressa Carmelina Russello, che comunicava uno squilibrio di bilancio di oltre due milioni di euro. Tutto da rifare, quindi.

debiti-fuori-bilancioCome dicevamo lo scorso 8 novembre è stata approvata l’ipotesi di Bilancio stabilmente riequilibrato solo per il triennio 2016-2018, mentre nella normalità, per questa data, dovevano essere pronti anche quelli dei trienni 2017-2018 e 2018-2020. Un ritardo enorme dovuto a mille difficoltà come più volte detto dall’ex assessore Crocetta Maida e della stessa sindaca Anna Alba. Il tempo è scandito dalle tappe che hanno portato alla dichiarazione del Dissesto finanziario da parte della Giunta comunale

La data di partenza è il 3 febbraio 2017 ovvero il giorno in cui il Presidente della Repubblica Italiana ha emanato il decreto, di cui all’art. 252 del Tuel, Testo Unico Enti Locali, con il quale ha nominato la Commissione straordinaria di liquidazione per il Comune di Favara, Ente in dissesto finanziario.

Consiglio 5 stelleL’adempimento da compiere, da parte del Consiglio comunale di Favara, era quello di approvare, entro il termine di tre mesi, un’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato, preparato dall’Amministrazione comunale. L’articolo 259 del Tuel, infatti, impone al Consiglio comunale dell’Ente in dissesto finanziario di presentare al Ministro dell’Interno, entro il termine perentorio di tre mesi dalla data di emanazione del decreto di nomina, un’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato.

La data di partenza dei 3 mesi, come dicevamo, è il 3 febbraio 2017, tre mesi già trascorsi il 3 maggio 2017. Ma di approvazione di Bilancio di previsione stabilmente riequilibrato da parte del Consiglio comunale non vi è traccia. Il Ministero dell’Interno non ha adottato alcun intervento (almeno noi non abbiamo alcuna notizia) sanzionatorio. Da tenere in considerazione quanto disposto nell’art. 262 del Tuel che recita: “L’inosservanza del termine per la presentazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato o del termine per la risposta ai rilievi ed alle richieste di cui all’articolo 261, comma 1, o del termine di cui all’articolo 261, comma 4, o l’emanazione del provvedimento definitivo di diniego da parte del Ministro dell’interno integrano l’ipotesi di cui all’articolo 141, comma 1, ovvero : “I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno”.

In tutto questo tempo lo squilibrio di bilancio, ovvero la differenza tra uscite ed entrate, pare che sia notevolmente lievitato e può essere quantificato, in difetto, in diversi milioni di euro. Si attende adesso il parere e la relazione del Collegio dei revisori dei conti, dopodiché le Commissioni consiliari inizieranno a lavorare per i pareri ed infine in Consiglio comunale ché dovrà votarlo ed attendere infine, se tutto procederà bene il parere della speciale commissione del Ministero.

Essenfo esercizi finanziari già trascorsi praticamente più che un bilancio di previsione è un consuntivo, dove non si potrà incidere se non nel controllare che ci sia un equilibrio tra entrate e uscite.


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3 gennaio 2019

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giuseppe.moscato


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