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Franco Pullara


Giuseppe Veneziano: L’Europa non è un nemico
Politica

Giuseppe Veneziano: L’Europa non è un nemico

Europa, per le già provate finanze delle famiglie, l’attuale momento politico deve ritenersi di allerta rosso? La domanda è stato l’argomento in un amabilissimo incontro avuto con il dottore Giuseppe Veneziano. Uno, purtroppo, dei pochi, per ragioni di tempo, nei quali mi sazio sempre ad ascoltarlo.

Ecco la breve intervista del dottore Veneziano.

Dott. Veneziano, nella sua qualità di Economista e Consulente aziendale, che cosa ne pensa di questo atto di sfida lanciato dal Governo italiano all’Unione Europea?
Al fine di evitare equivoci, diciamo subito che questa Unione Europea va modificata al fine di potere continuare ad esistere, diversamente verrà travolta dalle varie spinte ed esigenze nazionaliste.
Ciò non significa – come si vuol far credere – che l’Europa ce l’abbia con noi e pertanto sia il nemico da combattere, ma bisogna far di tutto a ché assieme agli altri stati membri ci si possa battere perché essa diventi un organismo propulsore di crescita economica ed occupazionale e non resti soltanto il “guardiano” dell’euro in modo che ogni cittadino si senta salvaguardato, sia trattato alla pari in tutto il territorio e possa sentirsi orgoglioso di essere cittadino europeo.
Nello specifico, è giusto fare rilevare che i nostri padri si sono battuti per un ventennio per raggiungere questo traguardo, che – seppur non del tutto soddisfacente – ha avuto il merito di mettere assieme prima gli stati fondatori, tra i quali l’Italia, e poi, mano mano, tutti gli altri, al fine di abbattere le frontiere e contrastare l’accerchiamento politico e commerciale dei potenti del mondo ( America, Cina e Russia).
Certo, si sono fatti molti trattati prima di formare l’Unione e pervenire alla moneta unica, ma – alla fine – si arrivò a raffigurare una istituzione tesa a salvaguardare gli interessi generali degli stati membri, pur nel rispetto della loro autonomia, con l’obbligo – comunque – di osservare i principi fondanti dell’Unione basati sul mantenimento di un equilibrio monetario e sull’abbattimento dei debiti sovrani – sino allora sostenuti – in un lasso di tempo definito, pena pesanti sanzioni e la fuoruscita dall’Unione.
Ciò premesso, appare del tutto inopportuna la sfida lanciata dal Governo all’Unione, specie che le conseguenze ricadono sul debito pubblico dell’Italia e sulla stessa economia delle famiglie italiane. La mancata fiducia sulla solvibilità dei titoli italiani, invero, sta influenzando in modo negativo i mercati, facendo innalzare lo spread e gli stessi interessi debitori.
Vengono danneggiati in modo particolare le famiglie, i pensionati, gli operai e i lavoratori che con grande sacrifici hanno avuto la fortuna di mettere di lato qualche piccolo risparmio, in quanto penalizzati da questa spirale speculativa finanziaria che sta facendo deprezzare i loro risparmi di almeno un quindici per cento.
Volendo fare un esempio pratico, è come se i figli non volessero riconoscere i debiti contratti dai padri e reclamassero a gran voce altra cassa, fregandosene del buon nome che portano, della stabilità patrimoniale della famiglia e mandando tutto a carte 48.
Che la cosa sia molto grave, danneggi l’economia degli italiani e stia isolando l’Italia nell’Eurozona, lo sta dicendo anche lo stesso ministro Savona, seppur sino ad ieri risultava era l’ideologo di una aspra battaglia contro i vertici dell’Europa.
A lume di naso, sembra che questa ostentata arroganza ed evidente offensiva tendi a fare uscire l’Italia dall’Unione Europea e quindi, di conseguenza, dall’euro ……..a meno che non si voglia giocare sulla pelle della povera gente per fatti squisitamente politici ( elezioni europee).
Che cosa c’è da fare? Come si può fermare questa spirale speculativa che sta danneggiando l’economia nazionale e quella della famiglie italiane?
La democrazia ha le sue regole. Chi vince le elezioni va a comandare, seppur nel caso specifico nessuno ha vinto. Il governo è formato da due forze contrastanti, tra loro in opposizione di programmi e di vedute politiche, messe assieme soltanto dalla mancata realizzazione di coalizioni diverse.
Certo, la gente sta male, si è rivoltata contro la “casta” e avrebbe votato per chiunque avesse parlato di rinnovamento. La cosa grave sta nel fatto che molti si sono fatti abbindolare da promesse difficilmente realizzabili e che l’Italia è maledettamente indebitata, avendo superando di gran lunga i parametri di stabilità concordati tra tutti gli stati membri dell’Unione Europea, per cui c’è da augurarsi che almeno qualcosa venga fatto, non danneggiando più di tanto l’economia nazionale e l’immagine del nostro paese.
Poi bisogna aspettare e sperare che i governanti si convincano che prima della politica c’è l’Italia e gli italiani e che tutti vogliamo un’ Europa unita e diversa..


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19 novembre 2018

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Franco Pullara


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