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Il sindaco di Raffadali deciso ad impugnare la norma sulla premialità nella raccolta differenziata
Dai Comuni, Raffadali

Il sindaco di Raffadali deciso ad impugnare la norma sulla premialità nella raccolta differenziata

“Nonostante abbia votato e appoggiato questo governo regionale mi trovo costretto a impugnare una norma approvata in questa legislatura perché a mio parere non rispetta i principi di giustizia e democrazia”. Così si è espresso il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro a proposito della norma che regola l’erogazione di somme ai comuni virtuosi in materia di raccolta differenziata.

“Non è possibile – continua Cuffaro – danneggiare sempre i comuni medio-grandi, costretti ad aumentare le tasse ai cittadini e diminuire l’erogazione dei servizi, a vantaggio dei comuni più piccoli, che sono avvantaggiati nel raggiungere certi obiettivi, rispetto ai comuni più grandi che sono costretti a mettere in atto strumenti repressivi con molte più difficoltà e dispendio di energie per raggiungere lo stesso risultato.
Già si era verificato nel passato, è da circa dieci anni che per una scelta scellerata dell’assemblea regionale si è fatto ricadere sui comuni medio-grandi il taglio che la regione ha applicato sui trasferimenti agli enti locali, e questo è diventato ormai prassi comune.
Comuni al di sotto dei cinque mila abitanti non hanno avuto diminuito il loro budget mentre i comuni più grandi come il mio hanno subito un taglio del 70%.
Ritengo sia vergognoso che all’assemblea regionale siedano sindaci di paesi con meno di 20000 abitanti che approvano leggi a loro vantaggio, visto che esiste l’incompatibilità per i sindaci della città più grandi. Una vergogna di cui nessuno parla e sono rammaricato che l’ANCI non attenzioni questa problematica e non vigili attentamente sulle norme approvate dalla regione.
Un comune di 10000 abitanti deve risolvere problemi dieci volte maggiori rispetto a un comune di 1000 abitanti, e deve garantire servizi di ben altro spessore. Quindi la norma che prevede un contributo base di 32mila euro per tutti e le altre somme erogate col criterio inversamente proporzionale alla consistenza demografica, ritengo che sia palesemente ingiusta e iniqua.
Per farlo comprendere meglio voglio fare un esempio: se Palermo, città con oltre 600mila abitanti, fosse uno dei comuni virtuosi potrebbe ricevere, come premialità, poche migliaia di euro, al contrario di un paese di meno di mille abitanti che attualmente, con questa legge riceve centinaia di migliaia di euro.
Una norma chiaramente illogica e paradossale che intendo impugnare dinanzi al TAR, non per bloccare i contributi, infatti non chiederò la sospensiva, ma perché venga trasmessa alla Corte Costituzionale, venga esaminata e se ne dichiari l’incostituzionalità. Una norma fatta da persone senza scrupoli che sfruttano la loro posizione per approvare leggi a loro favore e non per tutti i siciliani.
ORA BASTA! Ho deciso di impugnare questa norma, e se è necessario ne impugneremo altre al fine di dare una consistenza a ciò che viene sbandierato in tutti i comizi e in tutti i convegni e cioè quello di avere una regione libera da condizionamenti, democratica e giusta nelle emanazioni delle leggi.
Credo sia arrivato il momento di superare gli steccati e spero che altri sindaci si uniscano alla mia protesta in maniera tale da far sentire più forte la nostra voce contro norme e provvedimenti iniqui e ingiusti”.


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8 dicembre 2018

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