Autore

Peppe Messina


Evidenza, old_Politica, Sicilia

La Formazione in Sicilia d’eccellenza: l’esperienza del Cedifop

L’ENTE DI FORMAZIONE E’ SPECIALIZZATO NEL SETTORE DELLA SUBACQUEA INDUSTRIALE

In un brutto momento come quello che sta attraversando la formazione professionale in Sicilia, un ente di formazione, il CEDIFOP, si sta distinguendo per un percorso di eccellenza. L’Ente è citato nel libro di Daniele Fano, che fino al febbraio 2014 è stato Capo della Segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro,  (www.danielefano.com); il libro uscirà fra gennaio e febbraio 2015 ed è dedicato alle sfide di “Garanzia Giovani” (Youth Guarantee), edito dall’editore Brioschi, dove CEDIFOP è menzionata per le attività formative svolte.

Il centro studi Cedifop, si presenta come una scuola specializzata nel settore della subacquea industriale, membro IMCA (International Marine Contractors Association) nella divisione diving per l’Europa ed Africa (www.imca-int.com ), full member IDSA insieme ad altre 14 scuole al mondo di cui 13 in Europa, unica realtà in Italia (www.idsaworldwide.org ), membro dell’American Welding Society, per la saldatura subacquea, (www.aws.org) e membro UNI (Ente Italiano di normazione) con partecipazione attiva in diversi gruppi di lavoro (www.uni.com )

Abbiamo intervistato il direttore del CEDIFOP, Manos Kouvakis, membro della commissione sicurezza UNI nel gruppo di lavoro per la norma 11366 “Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria – Procedure operative”, per avere maggiori informazioni su questo settore affascinante e molto particolare, anche in virtù del disegno di legge n.698 “Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale”, attualmente nelle fasi finali di discussione all’Assemblea Regionale Siciliana.

Direttore Kouvakis, che tipo di corsi svolgete?

CEDIFOP negli anni si è specializzata alla realizzazione di corsi per “Sommozzatori e lavoratori subacquei” definiti dalla nomenclatura e classificazione delle Unità Professionali ISTAT 62160, nella categoria dei metalmeccanici, cioè addestra coloro che eseguono, in immersione,  attività lavorative subacquee a titolo professionale, nei vari livelli di addestramento e qualifica, a partire dai corsi base per OTS (harbour diver), specializzando successivamente chi vuole continuare la formazione nei vari livelli di addestramento come l’Inshore Air Diver, Offshore Air Diver e Offshore Sat Diver

 

Chi sta frequentando i vostri corsi?

I nostri allievi arrivano da tutte le regioni d’Italia e dall’estero, prenotando diversi mesi prima dell’inizio dei corsi. Attualmente abbiamo completato le iscrizioni fino a giugno 2015 e accettiamo prenotazioni per settembre 2015 e per il 2016.

Perché si sceglie il CEDIOP per formarsi in questo settore?

Possiamo dividere in tre tipologie gli standard internazionali che rendono ottimale la gestione di un cantiere offshore nella subacquea industriale, assolutamente diverse fra di loro, ma nello stesso tempo, anche, complementari

  • Standard Formativi (IDSA) (IDSA rappresenta l’unica didattica nella subacquea industriale a livello internazionale, cosi come in ambito sportivo abbiamo diverse didattiche PADI, CMAS, SSI, ecc.)
  • Standard Operativi (IMCA), applicabili nel cantiere (qui rientra anche la normativa UNI 11366), e
  • Standard di Sicurezza (HSE) come, per esempio, le norme HSE del Regno Unito.

Per il buon funzionamento di un cantiere offshore è intuitivo che le tre tipologie di standard devono coesistere.

Noi siamo full member IDSA, ciò implica accettare i controlli triennali (audit) per la verifica, nelle attività formative dell’ente, della applicazione degli standard formativi IDSA, che come didattica fornisce un percorso formativo “ideale” per realizzare nei vari livelli di addestramento, che senza sostanziali differenze coincidono, a livello mondiale ai tre livelli, che noi abbiamo identificato nel documento dell’ENI SpA del 5 Agosto 2013 “Requisiti HSE per i fornitori di lavori subacquei” in “ishore air diver”, “offshore air diver”  e “offshore sat diver”, mentre lo stato di membro IMCA ci autorizza all’affermazione che i corsi del CEDIFOP sono in linea con i documenti guida dell’IMCA (Course content is in line with guidance document IMCA) D 015 (Mobile/Portable Surface Supplied System), IMCA D 023 (Diving Equipment Systems Inspection Guidance Note for Surface Orientated Diving System-Air) richiesti anche dall’ENI spa.

Esiste una legislazione in questo settore in Italia?

In realtà no. I tre decreti Ministeriali del 13 gennaio 1979 (Istituzione  della  categoria  dei  sommozzatori in servizio locale), e i due integrativi D.M. 31 marzo 1981 e D.M. 2 febbraio 1982, sono l’unica legislazione attualmente vigente in Italia e regolamentano le attività all’interno delle aree portuali. Fuori dai porti, non è mai stata promulgata alcuna legge che regolamenta questo settore, malgrado i 14 disegni di legge presentati fra camera e senato dal 1997 ad oggi (nell’attuale legislatura ci sono 4 disegni di legge presentati, 2 alla camera dei deputati e 2 al senato) mai strasformati in legge.

Quale relazione esiste nel DDL 698 con la formazione inshore e offshore?

Il disegno di legge n.698 (http://www.ars.sicilia.it/icaro/default.jsp?icaDB=221&icaQuery=16.LEGISL+E+00698.NUMDDL) ha recepito la necessità di regolamentare il settore extra portuale, per la prima volta in Italia, riportandolo nell’articolo 3 (Qualifiche professionali), mentre nell’articolo 5 (Obblighi formativi per lo svolgimento delle attività) sottolinea che i titoli rilasciati “devono risultare conseguiti, previa frequenza alle attività formative e prova finale ai sensi della vigente disciplina statale e regionale, e devono essere opportunamente vidimati dai competenti uffici della Regione. I titoli rilasciati da altre Regioni ovvero riconoscibili ai sensi della Direttiva 2005/36/CE devono essere comunque conformi ai criteri di controllo e vidimazione previsti dalle relative norme”  sottolineando che “devono essere conformi agli standard formativi internazionali in riferimento ai tempi di immersione e di fondo, stabiliti dalla didattica I.D.S.A. (International Diving Schools Association) per il livello di qualifica richiesta ed agli eventuali ulteriori standard relativi ai contenuti formativi prescritti a livello internazionale in materia di sicurezza e prevenzione, tutela della salute e dell’ambiente” Il passaggio completo nel DDL 698, lo troviamo nel comma 2 dell’articolo 6 che specifica che questi interventi “dovranno essere conformi nei contenuti agli standard internazionalmente riconosciuti dall’International Diving Schools Association (IDSA) e, per le parti eventualmente operate presso le imprese di cui al comma 3 dell’articolo 2, alle prescrizioni e linee guida fissate dalla normativa UNI 11366 “Norme per la sicurezza e la tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell’industria” e sui controlli che devono essere effettuati per il rispetto di obblighi e requisiti generali in materia di salute sicurezza ed ambiente (HSE), anche in conformità alle linee guida di International Marine Contractors Association (IMCA)” .

Essendo una (proposta di) legge regionale come il DDL 698 potrebbe essere di aiuto per le certificazioni Italiane in ambito internazionale?

Stranamente potrebbe essere una soluzione per valorizzare i titoli Italiani in ambito Internazionale, dove i “riconoscimenti IMCA” sono importantissimi. Qui va sottolineato che IMCA non ha mai fatto e mai farà corsi di subacquea industriale, perché non rientra nelle politiche associative (si occupa delle imprese e non della formazione ad eccezione di 4 corsi, 2 di supervisor, Diver Medic e LST), ma ha creato una lista di paesi che hanno una legislazione per l’offshore con controlli rigidi nel proprio territorio. Attualmente in questa lista, in ambito europeo, sono inseriti i paesi quali Francia, Inghilterra, Olanda e Norvegia. L’Italia non ne  fa parte perché non ha una legislazione per l’Offshore. Nel merito, anche se venisse promulgata una legge in ambito nazionale, visto che in Italia la formazione è demandata alle singole regioni, sarebbe molto difficile garantire il controllo che soddisfa le procedure IMCA. Un esempio del genere si è verificato con la Spagna, il governo centrale ultimamente ha  emanato una legislazione di questo genere, ma con le loro provincie autonome  hanno difficoltà nella sua applicazione, motivo per cui IMCA non ha incluso la Spagna nella sua lista. Al contrario, il DDL 698, in Sicilia, dove abbiamo una autonomia legislativa, garantendo standard formativi di altissimo livello come quelli della didattica IDSA e il controllo dell’ente pubblico con l’iscrizione ad un Registro Regionale presso l’Assessorato al Lavoro, ha i requisiti che IMCA richiede per il riconoscimento. In tal modo l’iscrizione al registro regionale per i livelli offshore, anche se valida in ambito regionale, tramite IMCA avrebbe una immediata spendibilità  in ambito internazionale, facendo così diventare la Sicilia, non solo punto di riferimento in Italia, ma di tutto il Mediteranno, risolvendo una problematica (quella della riconoscibilità delle certificazioni italiane in ambito internazionale nel settore offshore) che ci portiamo dietro da più di 35 anni.


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31 dicembre 2014

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Peppe Messina


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