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La magia della musica, intervista a Pasquale Augello

Giuseppe Maurizio Piscopo

Pasquale Augello ha la Laurea Specialistica in percussioni al Conservatorio di Musica “A. Scontrino” di Trapani .

Nasce a Realmonte (un piccolo paese in provincia di Agrigento il 10 aprile 1958. Le sue esperienze musicali lo vedono coinvolto in gruppi locali.

1982

Partecipa col settetto di Stefano Maltese a “Sicilia Jazz Giovani”

rassegna organizzata da Rai 3 a Villa Palagonia (Bagheria).

Pasqaule Augello 1 (1)Nello stesso anno sempre per RAI 3 registra un concerto con il NEXT Ensemble ( e subito dopo partecipata a10 puntate nella trasmissione di Pasquale Santoli “ UN CERTO DISCORSO” con Mario Schiano arricchito dalla presenza di Stefano Maltese, Sebi Tramontana e Gioconda Cilio, con i quali proseguirà un sodalizio che lo porterà a girare tutta l’isola in Rassegne e Festival di particolare interesse finchè negli anni 83 si trasferisce a Roma perfezionandosi nello studio del jazz…Nello stesso periodo conosce il Maestro Silvio Vitale il quale lo prepara in Teoria e Solfeggio conferendo l’anno dopo la licenza presso il Liceo Musicale V. Bellini di Caltanissetta.

Durante i 10 anni di permanenza nella Capitale, collabora con diversi musicisti del panorama jazzistico italiano alcuni dei quali: Antonello Salis, Mario Schiano, Riccardo Lay, Pino Sallusti, Makoudy Sal, Moudu Mbalo, Pasquale Innarella, Eduardo Ricci, Stefano Cesare, Mario Paliano.

Con quest’ultimo e Mauro Orselli nasce            l’IPER TRIO gruppo di sole percussioni che ha partecipato a prestigiose manifestazioni e concerti in tutta Italia. Partecipa a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive per la Rai e diverse registrazioni in sale discografiche.

La sua esperienza lo porta a suonare in numerosi concerti e spettacoli teatrali in Italia e all’estero: Francia, Germania, Belgio, Olanda, Danimarca.

Vanta una lunga collaborazione con la Regista Giuditta Lelio.

 ( Dagli anni  80 fino agli anni 2000 ha partecipato

a numerosissime rappresentazioni teatrali, alcune delle quali: “La lunga notte

di Medea” con attori come Mario Valdemarin  “Il Cortile degli Aragonesi” con Corrado Olmi, Carla Calò, Elio La Fiura, “Antigone”, L’Orlando Eroe con i DIOSCURI, “Annata ricca” con Gennaro Piccirillo, Elisabetta D’acunzo, Catia de Vincentis, musiche di Patrizio Marrone, coreografie di Aurelio Gatti.

Dal 2002 al 2007 collabora con l’Orchestra Sinfonica           del Conservatorio “A. Scontrino” di  Trapani.

Nel Novembre 2009 assieme al KontaKté trio fa parte della lunga notte dell’improvvisazione (in occasione della rassegna”Curva Minore” con la Globe Unity.

Molto attivo nel campo della musica improvvisata, partecipa ad incontri collettivi tenuti da Franco Ferguson a Roma e a concerti di sole percussioni con Mario Paliano e Francesco Lo Cascio.

Nel 2012 partecipa alla rassegna “NOTE SULLA MAREMMA” esibendosi nel col gruppo AFRIKAN  Song con Angelo Olivieri, Claudio Sbrolli, Madia Diabate.

L’anno seguente sempre nella stessa rassegna si esibisce con l’IPERTRIO con Mario Paliano, Francesco Lo Cascio, Angelo Olivieri, Marco Colonna e Ivano Nardi.

 Dal 2012una lunga tournèe durata cinque anni, lo porta ad esibirsi nei più prestigiosi teatri italiani, partecipando come percussionista nell’Opera Teatrale Barberia con la regia di Massimo Venturiello e la Compagnia popolare favarese con la quale vanta una lunga collaborazione.

Settembre 2016 per il JAZZ ITALIANO PER AMATRICE,

organizzata da Paolo Fresu assieme a Pasquale Innarella e Paolo Alongi si esibisce a Lampedusa.

Attivo nel campo dell’insegnamento, nella ricerca di musica improvvisata, popolare e sperimentale.

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I TEMPI COMPOSTI

Didattica  musicale Feltrinelli.

Incontriamo Pasquale Augello un musicista speciale, fuori dagli schemi. Pasquale suona le percussioni in maniera raffinata. Costruisce le tamorre, le kalimbe, gli strumenti di canna, i tamburi a  cornice, i tamburi  irlandesi, iraniani e tutti gli altri strumenti che gli occorrono per gli spettacoli. E’ capace di far suonare anche le foglie morte che cadono dagli alberi. Ha un senso della musica molto coinvolgente. E’ un personaggio legato al Jazz, alla musica popolare e alla musica contemporanea. Pasquale Augello è la musica stessa. Suona come si suonava una volta nelle grandi Orchestre.

Quando nasce la tua passione per la musica?

Da sempre. All’eta’ di 5 anni in occasione del giorno dei morti, come regalo trovai una batteria giocattolo. Ricordo che mio padre mi fece fare il giro dei parenti con giradischi e batteria giocattolo a seguito e mi fece accompagnare una canzone di Domenico Modugno.

Che bambino sei stato?

Sono stato un bambino molto curioso. Mi attraeva tutto ciò che mi circondava, ascoltavo parecchia musica, andavo in bici e sui pattini.

Pasquale Augello 3 (1)Quando hanno influito i tuoi genitori sulle tue scelte?

I miei genitori hanno influito ben poco. I nonni parecchio perchè suonavano anche loro.

La tua storia parte da lontano. Nel 1983 ti sei trasferito a Roma per 10 anni per perfezionarti nello studio del jazz. Poi cosa è successo?

Roma mi ha aperto la strada nel mondo del jazz nazionale. Il primo anno mi sono iscritto alla Saint Louis School dove ho studiato due anni. Nel frattempo ho iniziato a lavorare con il Teatro Lelio di Palermo e una volta al mese scendevo per due settimane, in base al lavoro richiesto. A Roma ho conosciuto Mario Paliano con il quale ho formato l’IPER TRIO un gruppo di sole percussioni e ci siamo esibiti nei locali della Capitale.

Che ricordi hai delle tue partecipazioni in spettacoli della Rai e dei tuoi tour  all’estero, in Francia, Germania, Belgio,Olanda, Danimarca?

Ricordi della Rai ne ho molti. Allora pagavano molto bene. Ho vissuto delle esperienze molto formative.

Le tournèe direi che erano stimolanti, soprattutto suonare in paesi diversi, conoscere gente nuova. Il solo fatto di viaggiare oltre alla stanchezza ti mette di buon umore e con questo rendi di più sul palco.

Che cos’è il jazz per te?

Il jazz per me è vita, espressione. E’ un linguaggio universale che supera tutte le barriere e non c’è bisogno di conoscere le lingue per comunicare. Il jazz è una musica che arriva dritta al cuore toccando tutti i punti dell’anima.

 Tu hai collaborato con il teatro di Giuditta Lelio,  con il Piccolo Teatro Pirandelliano con Massimo Venturiello e la Compagnia popolare favarese nel fortunato spettacolo Barberia in tour in tutta Italia. Che ricordo ti porti dietro di queste esperienze importanti ?

Intanto l’armonia e l’amicizia che si è creata nello spettacolo Barberia difficilmente si crea nelle altre compagnie. Personalmente ho vissuto  grandi emozioni, indimenticabili. Barberia è  uno spettacolo che coinvolge il pubblico dei teatri ogni sera e in tutte le città, uno spettacolo che merita un successo internazionale e non deve fermarsi solo in Italia.

Che cos’è la “nobile arte” delle percussioni?

La nobile arte delle percussioni intesa come costruire il suono, ricerche timbriche, colorare e abbellire ciò che l’orchestra suona.

Puoi parlare del maestro Silvio Vitale. Che cosa hai appreso da lui?

Il Maestro Silvio Vitate è stato un grande Maestro, grazie a lui ho iniziato a frequentare il

Conservatorio. Era un Maestro di flauto e uno dei migliori Maestri di solfeggio. Studiavamo anche 6 ore ininterrottamente. Era un maestro instancabile, era una fusione con la musica.

Mi ha incuriosito sapere che hai suonato in un gruppo di sole percussioni il quartetto Exotica.  Ne vuoi parlare meglio?

Il gruppo EXOTICA l’abbiamo formato durante gli studi in conservatorio a Trapani.

 Suonavamo musiche di J. Cage, Steve Reich, si suonava di tutto: dagli strumenti convenzionali a parecchi non convenzionali come tamburi dei freni delle auto, vassoi di metallo, bottiglie ecc e tutto ciò che producesse suoni interessanti.

 Hai suonato con grandi jazzisti  e di prestigio Antonello Salis, Mario Schiano, Riccardo Lay, Pino Sallusti, Andrea Beneventano, Salvatore Bonafede ed altri… Com’ è andata questa esperienza?

All’inizio ero preoccupato, pensavo: e se suono male!!!!!, avevo sempre l’appoggio

 di Mario che aveva più esperienza di me. Ma poi dopo tanti concerti mi sono abituato e ci ho preso pure gusto.

Tu costruisci i tuoi strumenti che sono vere opere d’arte. Da chi hai imparato  a fare queste cose straordinarie?

Il mio primo maestro è stato Edoardo Cicala, lui costruiva i tamburi a cornice per i gruppi folkloristici e anche Edwin Duran un carissimo amico liutaio boliviano.

Con te suona tutto anche le foglie morte che cadono dagli alberi?

Esatto, ho suonato un brano di John Cage Children of tree dove gli strumenti impiegati sono vegetali, piante, cactus, foglie ecc…

La musica e la natura. Oggi siamo così distratti che non sappiamo apprezzare l’acqua che scorre da una cascata, il suono del mare, il canto del vento…

La gente oggi è distratta, frenetica, troppo presa dallo stress. Ha perso gran parte di bellezze sonore che possiamo ascoltare gratuitamente dalla natura.

Vivendo vicino al mare posso dire di essere fortunato nel poter ascoltare il mare anche in tempesta, con lo scirocco, o ascoltare il merlo alle 5 del mattino con tutti i suoi discorsi. Oltre a questa magia posso affermare che i suoni stanno dappertutto anche nel traffico: nei mercati, nella vita quotidiana. John Cage ad un certo punto della sua vita disse: “Non ho bisogno del  pianoforte perché ho la mia quarantaduesima strada con tutti i suoni”, oppure 4,37 il famoso brano del silenzio, in cui non è il silenzio lo strumento protagonista ma ciò che si ascolta durante i tre TACET.

 Cosa si prova a suonare le percussioni all’alba davanti al tempio Hera di Selinunte?

Suonare all’alba è un’esperienza straordinaria è come se la luce man mano che albeggia si fonde con il suono rendendolo visibile e pieno di sfumature e di colore.

 Puoi commentare questa frase celebre dello scrittore e musicista Leonard Cohen: “C’è una crepa in ogni cosa e da lì che entra la luce”…

In ogni crepa la luce che entra ti dà speranza. E’ l’inizio di ciò che può accadere nella vita.

 E’ vero che molti musicisti moderni suonano senza anima ?

È vero. Ne conosco tanti. Molti usano la musica solo come mezzo di guadagno economico trascurando tutto il resto.

Altri si limitano ad eseguire ciò che leggono dagli spartiti, altri ancora si specializzano

nei virtuosismi partecipando addirittura a gare di carattere agonistico.

 Qual è il potere della musica?

Ai tempi dei greci nel 400 A.C. fare musica era vietato tranne che non avevi un permesso governativo, perché la musica trasmetteva il famoso ethos che poteva cambiare il carattere di un intero popolo, anche se parliamo di mitologia, di vero c’è che la musica è veramente potente e ti dà sensazioni immediate a livello epidermico. E’ scientificamente provato che le mucche producano più latte ascoltando certa musica. Ascoltando Mozart la musica è curativa. Immaginate come sarebbe il mondo senza la musica. L’uomo ha bisogno di nutrirsi anche di musica.

La musica salverà il mondo?

La musica può dare il suo contributo alla salvezza del mondo perché non inquina, ma l’uomo può fare di più prima che sia troppo tardi.

Che ricordo hai della Compagnia popolare favarese?

La Compagnia Popolare Favarese è stata una parte della mia vita e del mio bagaglio culturale che ancora conservo.

Avvolgendo il nastro della tua vita, rifaresti le stesse cose che hai fatto?

Rifarei tutto quello che ho fatto magari correggendo alcune cose.

 Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per il momento mi sto dedicando all’insegnamento, alla costruzione di nuove sonorità e alla ricerca di nuove emozioni musicali.


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16 aprile 2019

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