Autore

Franco Pullara


Lacrime che scorrono sulle guance di una detenuta… E’ Natale
Editoriale, Evidenza

Lacrime che scorrono sulle guance di una detenuta… E’ Natale

“Gli auguri di Natale sono gli auguri di Dio che nasce nei nostri cuori”, sono le parole dell’Arcivescovo di Agrigento, intanto scorrono le lacrime sulle guance di una detenuta.

petrusa 1Mi trovo all’interno del carcere della Petrusa, da giornalista, meglio precisare, come altri miei colleghi invitati in occasione della festività natalizie organizzate dalla direzione dell’Istituto di pena di Agrigento. Non avevo idee su ciò che dovevo trovare, ma pure ad averle sarebbero risultate assolutamente errate, rispetto ad una realtà che si è rivelata di grande e positiva esperienza. Di una realtà che nell’immaginario comune sembra non appartenerci. Eppure quel mondo oggi mi ha regalato un Natale diverso e sicuramente, da credente, un vero Natale. petrusa

Questa mattina l’Arcivescovo di Agrigento, mons. Franco Montanegro, ha celebrato la Santa Messa all’interno del carcere di Petrusa e nella sua omelia in riferimento agli auguri di buona Natale ha sottolineato che il particolare evento si celebra ponendo Dio al buonacentro senza ridurlo ad una parte marginale, “quasi di comparsa o di scomparso” rispetto ai pranzi e alle cene, ai regali e alle luci.

E mettendo Dio al centro hanno un valore immenso gli auguri di buon Natale, in qualsiasi posto e momento, anche in un luogo di pena. Si celebra la nascita di Gesù che sceglie una mangiatoia e non una reggia perché tutto sia, fin dall’inizio, un messaggio di amore e di pace, senza differenze. “Dio nasce nel cuore di ognuno”. Le parole dell’Arcivescovo sono ascoltate nel silenzio. Nel silenzio proprio del conforto e della vicinanza. E mi rendo conto che quello che scorre sulle guance della detenuta sono lacrime, per l’appunto, di conforto, dell’essere accettati, della vicinanza, in un momento che include e non esclude.  Le abbiamo regalato qualcosa, così come lei lo ha regalato a noi.

Nell’offertorio hanno portato i loro lavori, ricami, un piccolo presepe di carta, tanta gioia per un Natale, quello vero che in pochi abbiamo la fortuna di consumare. Grande è stato il contributo del cappellano del carcere don Luigi Mazzocchio per la buona riuscita dell’evento e oggi con l’Arcivescovo di Agrigento e con don Vito Scilabra, ha concelebrato la Santa Messa.

Di vicinanza ha parlato il direttore dell’istituto, dottore Valerio Pappalardo, di una vicinanza del mondo esterno a quello carcerario. Il dottore Pappalardo ha ringraziato tutti i presenti.

A Messa celebrata e dopo l’intervento del direttore dell’istituto, Monsignor Montenegro, il magistrato dipetrusa 10 Sorveglianza, dottor Walter Carlisi, la capo area, dottoressa Maria Clotilde Faro, la comandante del Nucleo provinciale traduzioni e piantonamenti, commissario capo dottoressa Gesuela Pullara, il vice comandante di reparto, commissario capo dottoressa Aurora Mirabile, la dirigente e il personale dell’Istituto alberghiero di Favara, il dottore Giuseppe Di Rosa, il personale di polizia penitenziaria hanno assistito all’esibizione del Quartet Folk con le loro applauditissime novene di Natale.

Per chiudere e tornando ai ringraziamenti del direttore del Carcere, dottore Valerio Pappalardo, penso che il mondo esterno dovrebbe, a sua volta, ringraziare il personale dell’Area educativa e di Polizia penitenziaria che non hanno fatto dell’istituto penitenziario di Agrigento un carcere che umilia i detenuti, che li rende più agguerriti e maggiormente destinati a delinquere anche in futuro, una volta ritornati liberi.

I laboratori, la presenza dell’Istituto alberghiero all’interno del Carcere, la stessa cerimonia di oggi dimostrano che il tempo di pena è stato trasformato, nella casa circondariale di Agrigento, in tempo di rieducazione del detenuto per essere reinserito nella società civile.


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20 dicembre 2018

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Franco Pullara


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