Autore

Franco Pullara


L’immagine del Redentore di nuovo vandalizzata. Il forte richiamo di don Marco e le lacrime di Adriano
Dai Comuni, Evidenza

L’immagine del Redentore di nuovo vandalizzata. Il forte richiamo di don Marco e le lacrime di Adriano

Muntagné della Pace il luogo benedetto che sovrasta Favara è stato nel giro di poche settimane di nuovo teatro di inqualificabili azioni di inciviltà. E’ stata sfigurata l’immagine del Redentore e distrutto l’altare.

mintagneVolutamente non andiamo oltre nella descrizione dei danni per non dare alle bestie umane la “soddisfazione” di aver raggiunto il loro deprecabile risultato, preferendo dare voce alla normalità, alla città rispettosa e perbene che reagisce come ha sempre reagito di fronte a questi episodi inqualificabili.

Mi ha chiamato don Marco, la sua voce era alterata dal dolore per l’oltraggio al luogo. “La città non può restare indifferente – dice il sacerdote – non basta più il disgusto, bisogna dire a chiare lettere che la nostra società è malata. Il mio dolore non è solo per le immagini sacredon marco vandalizzate, sono statue, il mio dovere è quello di gridare che la nostra società è malata. Invito le istituzioni civili, militari e la società favarese a condannare gli artefici di questo gesto vile che ancora una volta hanno perpetrato l’azione criminale. Esprimo la mia tristezza, la mia angoscia e la mia preoccupazione per la città di Favara, chiedo alle istituzioni, al sindaco al consiglio comunale di prendere una posizione ferma e forte, chiedo alle istituzioni militari che fanno tanto di vigilare maggiormente su questi terribili episodi. C’è qualcosa che non funziona a Favara, dobbiamo chiamare le cose con il loro nome. Il città c’è malessere sociale. Queste persone vanno prese e aiutate.”

adriano-varisanoIl pianto di Adriano Varisano, ideatore della Montagnè della Pace, interrompe di tanto in tanto la conversazione telefonica. E’ addolorato. “Padre Pietro Profeta – dice Adriano – nel 2015 ha benedetto questo luogo, che è, dunque, uno spazio sacro. Questo accanimento contro la Muntagnè non può trovare spiegazioni nel mondo della normalità. Sono gesti di una persona o di più persone malate e pericolose per loro stessi e per gli altri. Dobbiamo individuarle, non solo per fare cessare simili atti, ma per la nostra stessa sicurezza”.

Una donna ha commentato “Dio mio, Dio mio perdono”. Al di là dell’aspetto della fede e della religiosità, non può una città continuare a sopportare gli atti di grande inciviltà da parte di poche bestie umane. Ed è chiaro che Favara non può da sola liberarsi di questo male. Ci sono persone profondamente ammalate all’interno della società favarese e il fenomeno deve iniziare ad essere maggiormente attenzionato. Non possiamo più sperare che le bestie si stanchino di essere tali, non possiamo affidarci totalmente al tempo, mentre gli animali feroci possono alzare il tiro delle loro malefatte.


Stampa articolo
9 ottobre 2018

Autore

Franco Pullara


Lascia un commento