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L’opportunità di Roberto Lagalla di iscrivere una nuova pagina in Sicilia
FRANCAMENTE

L’opportunità di Roberto Lagalla di iscrivere una nuova pagina in Sicilia

Enzo Di Natali

Un decennio fa ci aveva provato Raffaele Lombardo con il Movimento per l’Autonomia a far ripartire la Sicilia, ma non ebbe successo, nonostante la nobile sigla. Si rivelò, infatti, un’operazione più elettorale che politica, come noi scrivemmo sul Numero Unico di Liberi e Forti, e fummo profeti perché non fummo smentiti.

Adesso ci sta provando Roberto Lagalla con Idea Sicilia al fine di realizzare una politica davvero siciliana, per i siciliani, con i siciliani nella cornice nazionale ed europeista.

La Mongolfiera, simbolo del Movimento di Lagalla, riuscirà a volare ad alta quota? Ce l’auguriamo, soprattutto per la differenza tra Lombardo e Lagalla; il secondo gode di una preparazione culturale non indifferente; e il programma di Idea Sicilia risente di connotati dell’Appello ai Siciliani di don Luigi Sturzo.

La storia insegna che il successo politico dei Popolari di Sturzo, cento anni fa, fu dovuto ad una forte concezione culturale che diventò ben presto pensiero e, infine, azione Politica, coinvolgendo i molteplici segmenti della società sia produttiva sia anagrafica. La Lega Nord docet! Agli inizi degli anni ’80, essa diventò carro trainante – Carroccio di Pontida – contro i palazzi romani perché, prima di essere azione politica, fu azione culturale e di pensiero, tramite il suo ideologo Gianfranco Miglio, il quale diede le coordinate per risvegliare il dna dormiente nelle popolazioni del Nord, nonostante la politica industriale a favore dei governi a guida democristiana. Detto in altro modo, Miglio e Umberto Bossi, il pensiero e l’azione, furono le motivazioni culturali e l’espressione politica che determinarono il futuro della Lega. Insomma, senza Miglio, Bossi avrebbe trainato un Carroccio senza cavalli e si sarebbe rivelato una mera operazione elettorale che, come la neve, si scioglie dinanzi al primo sole, come fu per il Movimento di Raffaele Lombardo, causando una frustrazione non indifferente nella popolazione siciliana.

Roberto Lagalla se davvero vuole far volare in alto la Mongolfiera deve gonfiarla di ossigeno di buona qualità, che sono le motivazioni culturali (da non confondere con la poesia annacquata), seminati nel nostro dna, interpretando l’humus siciliano, espresso nel disagio e nelle potenzialità mortificate.

Egli ha tutte le credenziali per scrivere una nuova pagina della storia siciliana, di cui non si vede traccia da parecchio tempo. Una pagina gloriosa, positiva, ma occorre scongelare l’autentico pensiero sturziano, intriso di pensiero liberale e di autentico solidarismo.

Considerato che la cultura politica è il respiro dell’azione politica, un suggerimento desideriamo rivolgere all’Assessore regionale alla Formazione: costituire un gruppo che elabori una cultura politica di trasformazione autentica, capace di dare una nuova linfa politica al nostro profondo Sud. L’esperienza acquisita nel campo Accademico, fino a svolgere il delicato ruolo di Rettore Magnifico del prestigioso Ateneo Siciliano, è un’ottima garanzia. Induce a pensare che è capace di distinguere la paglia dal grano; e, purtroppo, molta paglia si vede in giro.

Nel discorso al Medison di Realmonte, Lagalla mostrò ossatura politica, riscaldando la numerosa platea, la quale non sentiva da tempo vigorosi richiami.

Tra le province siciliane, Agrigento gode di una storia di figure radicate nel territorio che possono dare un nuovo slancio e scrivere un nuovo percorso politico come è stato evidenziato da Enzo Fontana e Nenè Mangiacavallo, durante la kermesse al noto locale realmontino.

Ci auguriamo che la Mongolfiera siciliana possa volare davvero in alto. Noi abbiamo ritenuto offrire un suggerimento per niente indifferente.

 

 


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28 dicembre 2018

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