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Peppe Messina


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Polverini (FI): Tempi duri per sindacati, lavoratori, donne e giovani

CRITICO L’ESPONENTE DI FORZA ITALIA A MONTECITORIO NEI CONFRONTI DEL GOVERNO RENZI LE CUI SCELTE, IN ASSENZA DI UN MINISTERO DELLE PARI OPPORTUNITA’, VANNO IN DIREZIONE OPPOSTA AI TEMPI DI CONCILIAZIONE LAVORO FAMIGLIA ED IL JOBS ACT HA RIDOTTO LA GARANZIA SUL LAVORO

“Sui temi del lavoro, della protezione e dei tempi di conciliazione il nostro Paese sta arretrando e le donne perdono spazi che si erano conquistati nel tempo”.
Ad affermarlo, Renata Polverini, esponente di Forza Italia, vice presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, componente della Commissione bicamerale sui rifiuti e relatore per la Sicilia sul ciclo dei rifiuti ed ex segretario generale di Ugl. Intervenendo ai lavori del convegno sul tema: “Più tutele per il lavoro femminile e azioni concrete per la Conciliazione dei Tempi”, organizzato lo scorso 12 marzo dall’Ufficio provinciale Pari Opportunità dell’Unione territoriale del lavoro di Ragusa, presso la sala convegni del Palazzo della Provincia, l’esponente forzista affronta a tutto campo i temi legati alla parità di genere, al lavoro, all’occupazione, al ‘Jobs act’, senza lesinare critiche alle scelte del Governo nazionale sul lavoro, sui giovani e sulle donne.
“Due anni fa – ricorda la Polverini – l’allora presidente della Repubblica Napolitano, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo, dedicò la giornata alla violenza sulle donne e il sangue è continuato a scorrere, il nuovo Capo dello Stato Mattarella, quest’anno ha, invece, legato il tema al rapporto tra la donna e la terra”.
Nel corso del suo intervento, concludendo i lavori del convegno di Ragusa, l’ex presidente della Regione Lazio ha ricordato come la natura ed il suo legame vincente con la donna sia stato oggetto dell’azione politica che ha permesso un aumento importante delle iscrizioni di nuove imprese femminili attraverso l’utilizzo delle risorse del ‘2020’ il programma europeo che prevede l’aumento del tasso di disoccupazione delle donne.
“Le risorse vanno orientate se si vogliono i risultati – dichiara il vice presidente della Commissione Lavoro alla Camera – il 13 per cento dei disoccupati in Italia, che diventa il 44 per cento se si guarda ai giovani, con punte allarmanti come quella femminile che in Sicilia è del 25 per cento, sono dati che fanno paura. Eppure in Sicilia non vedo politiche messe in campo negli ultimi due anni”.
“Il piano Garanzia Giovani è stato venduto come se fosse la soluzione del secolo – asserisce la Polverini – non è lo strumento risolutivo anche se è un passaggio e non va confuso con una serie di sedute psicologiche. Siamo di fronte e scelte fondate sulla precarietà – evidenzia. La verità – aggiunge – è che i provvedimenti assunti dal governo Renzi vanno nella direzione opposta: l’aumento dell’imposizione sulla previdenza complementare e la tassazione sul Tfr in busta, sono esempi che non aiutano i giovani ad investire sul proprio bagaglio previdenziale”.
Critico l’esponente di Forza Italia a Montecitorio nei confronti del governo nazionale che ad oggi non ha una politica di sostegno alle donne ed alla famiglia.
“Questo è un governo che decide di non avere un ministro per le Pari opportunità che invece serve – sostiene la Polverini – perché anche senza portafoglio è comunque interlocutore al pari degli altri ministri per mettere una ‘pietra’ in più occasioni. Ed invece – prosegue – non si discute in Consiglio dei ministri di provvedimenti che vadano nella direzione dell’aiuto alla donna ed alla famiglia”.
Per il vice presidente della Commissione Lavoro alla Camera: “La donna in tutto l’arco della vita si deve sempre occupare di qualcuno, figli, genitori, nipoti e niente si fa per favorirne tutela e tempi di conciliazione lavoro-famiglia”.
“Il Governo Renzi si presenta come quello delle pari opportunità ma non è così – rilancia la Polverini – la Carta di Pechino ha compiuto 20 anni ed è rimasta lettera morta e poi senza un ministero che si occupi delle pari opportunità è davvero difficile parlare di politica a sostegno della donna”.
“E poi, l’estensione delle tutele in favore delle donne è rimasto solo sulla carta – sottolinea la Polverini – visto che le risorse non ci sono”.
Il parlamentare azzurro non risparmia critiche al ‘Jobs act’, i cui decreti attuativi sono già operativi dagli inizi del mese di marzo.
“Il ‘Jobs act’ ha ridotto le garanzie sul lavoro – puntualizza il parlamentare azzurro. Il primo provvedimento del ministro del Lavoro Poletti – dice – è stato il contratto a tempo determinato reintrodotto per tre anni senza causale. Altre che lavoro stabile – rilancia – altro che flessibilità, questa è una forma di precariato fino a trentasei mesi”.
Secondo il vice presidente della Commissione Lavoro a Montecitorio: “Il contratto a tutela crescente non è una forma di stabilità contrattuale ma garantisce solo un indennizzo maggiore in caso di licenziamento”.
“Non è questa la protezione auspicata dal mondo dei lavoratori – stigmatizza. E aggiunge, abbiamo lottato per escludere i licenziamenti collettivi che, peraltro, non erano stati oggetto di discussione durante i lavori preparatori, abbiamo combattuto sul demansionamento e sul controllo a distanza chiedendo che si facesse in accordo con le organizzazioni sindacali. Tempo sprecato, il Governo non ha sentito ragioni ed è andato avanti spedito per la sua strada”.
“Le conseguenze sono visibili a tutti – chiarisce la Polverini – la legge 223 del 1991 non esiste più e si crea una disparità di trattamento tra i lavoratori perché sui vecchi contratti i licenziati potranno essere reintegrati mentre per i nuovi è previsto solo l’indennizzo. Senza dimenticare che il Jobs act si applica anche a chi cambia ragione sociale, fatto che deve far riflettere”.
“Il momento è davvero difficile per lavoratori e sindacati – rimarca l’ex Governatore della Regione Lazio – il contratto a tempo determinato è solo per un anno, non ci sono risorse per gli ammortizzatori sociali, per 4 mila insegnanti, nonostante il lavoro sia usurante, la quota pensionamento si è spostata da 96 a 100 e per 220 mila esodati c’è il rischio che il governo non rispetti gli impegni assunti e rimangano senza copertura reddituale. Contro un governo autoreferenziale, stiamo lavorando – torna a dire la Polverini – attraverso un disegno di legge proposto da Cesare Damiano che porta la mia firma e dove sono relatore, per reintrodurre la flessibilità in uscita e salvaguardare le posizioni degli esodati e della quota 96”.
“Sul versante sindacale – riferisce l’ex segretario generale di Ugl – c’è il tentativo del governo Renzi di escludere le organizzazioni sindacali dalle decisioni, trasformando il sindacato in soggetto che assicura i servizi sul modello canadese, indebolendolo nel ruolo di protagonista. Noi pensiamo, invece, ad un modello vicino a quello tedesco – specifica – e poi la riduzione dei fondi ai patronati non è un provvedimento teso al risparmio per lo Stato ma un modo per intimorire i sindacati, per metterli all’angolo tentando di depotenziarli”.


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14 marzo 2015

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Peppe Messina


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