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RIDERE A CREPAPELLE INTERVISTA AD ANTONIO PANDOLFO
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RIDERE A CREPAPELLE INTERVISTA AD ANTONIO PANDOLFO

Giuseppe Maurizio Piscopo

Antonio Pandolfo è un grande attore siciliano che ha dentro una comicità straordinaria, bellissima. A 16 anni partecipa alle attività del Piccolo Teatro di Alcamo, poi segue dei Corsi molto qualificati a Roma al Teatro Contemporaneo, studia a Catania al Laboratorio Contemporaneo con Romano Bernardi, nel 2002 con Emma Dante. A Milano segue i corsi di improvvisazione teatrale. Ha fatto molta tv: con Pippo Santonastasio Ciak si ride, Sitcom Distratto di polizia, Squadra antimafia 4, Il giovane Montalbano nel 2011. Per il Cinema ha recitato nei film : La Matassa di Ficarra e Picone, La scorza delle arance a scopo benefico, L’Ora legale, La fuitina sbagliata regia di Mimmo Sposito. Ha recitato per anni in Teatro. Ha ricevuto importanti riconoscimenti: Premio giuria al Massimo Troisi, Premio Paladino al Teatro Velasquez di Siracusa. E’ un attore molto amato dai siciliani che costruisce le sue storie che sanno scavare in profondità nell’animo siciliano e non solo. Pandolfo fa ridere e fa riflettere…

Quando hai riso la prima volta?

Quando mi sono visto nudo a 3 anni.

Da bambino, cosa ti faceva ridere di più?

 Niente…ero molto triste e malinconico… scrivevo anche poesie a 7 anni. Leopardi in confronto era un Capodanno a Rio.

Ricordi i tuoi compagni, il tuo Maestro, l’atmosfera di quel tempo della tua infanzia ad Alcamo?

  Assolutamente si… forse lì ho scoperto la mia passione per il Teatro, quando la maestra fece esibire in classe un burattinaio… mi si aprì il cuore e la mente.

Ci sono persone che non ridono mai. Bisogna spaventarsi di chi non ride mai?

   Chi non ride mai… è come chi beve acqua con le cozze… Io non mi fiderei, mi allontanerei.

Hai mai fatto uno scherzo cosiddetto da prete?

    Solo da sacrestani… e qui non si possono raccontare!

Ti piacciono i  tre film di Mario Monicelli: “Amici miei”?

   Li adoro… e parliamo di alta scuola… ma mi mettono grande malinconia di purezza ormai persa… e scrittura ormai irraggiungibile.

Qual è la differenza fra allegria e comicità?

L’allegria è spensierata e pura incoscienza… appartiene ai bambini , ai pazzi e a chi non ha più niente da perdere.

La comicità è il piacere e la voglia di fare stare bene chi si ha davanti…alcuni, per lavoro, utilizzano una tecnica; altri, per amore della vita, lo fanno naturalmente.

Perché è così difficile far ridere nel mondo di oggi?

Non è difficile, basta sapere cosa dire… e sapere chi hai davanti.

Sei mai stato a Zeling?

Si… a vedere uno spettacolo! A chi ti pensi quando reciti ?

      A come ho posteggiato la macchina…

Chi sono per te i grandi comici italiani?

     Hai citato “Amici miei”, ma anche l’appena scomparso Paolo Villaggio, i nomi sono tanti… da Walter  Chiari, ad Alberto Sordi e a Gigi Proietti …a teatro… a me faceva ridere Antonio Albanese in teatro… non volendo toccare Totò…  Qualcuno ha scritto che i comici sono benefattori dell’Umanità, che ne pensi?

   Infatti, io faccio assistenza sociale… sono come la 104!

Tu sei stato interprete dell’ultimo film di Ficarra e Picone “L’Ora legale” che emozioni hai provato in questa esperienza?

Loro sono molto professionali… e geniali…a tratti, in altri momenti tanto “cagnoli” … mi sono divertito e onorato di averne fatto parte… In questi giorni esce in Spagna… e sentirmi doppiato in spagnolo fa … senso! Ti piace la comicità di Totò?

     …E come dire se mi piaceva Maradona o Pelè… parliamo di genio… fa parte di quella comicità di pancia… sana… di terra e sudore.

       Ormai tutto è scontato… banale… si cerca la risata di testa… ma quella che vincerà sempre sarà la prima. E quella americana di Olio, Stalio, Jerry Lewis?

          Jerry Lewis provava le sue scene centinaia di volte… era perfetto… ma quello che trovo geniale su tutti è Peter Sellers… geniale.

Quali sono le maggiori  difficoltà che incontra un comico come te?

Gli organizzatori… non ne capiscono niente.

Quale ruolo vorresti interpretare al Cinema?

L’OTELLO in siciliano.

E da quale regista ti piacerebbe essere diretto?

Ormai sono tutti morti… i bravi Ficarra e Picone… ma vorrei fare una cosa seria… quindi Ozpetek… o SOrrentino… e mi piace Marco Ponti.

Come sei nella vita di ogni giorno quando sei fuori dal palcoscenico?

         In mutande e canottiera.

Molti comici della tv a me non mi  fanno ridere… Che ne pensi dei comici in Tv?

Terribili… non siamo cosa… tutti a zappare ci manderei.  

Ti piace  Achile Campanile?

Tantissimo.  

Ed Ennio Flaiano?

Pochissimo.

Come sai nella vita svolgo il difficile mestiere di Maestro -Scrittore. Alcuni anni fa ti ho detto che stavo scrivendo una storia di “smanciamento” dal titolo:”La figlia di Don Fofò”  per il Cinema. Una storia  che fa ridere dall’inizio alla fine. Se la vita me lo consentirà mi piacerebbe che tu facessi il ruolo principale insieme alla protagonista, una donna siciliana vecchio stampo che rompe tutti gli schemi convenzionali… Te lo puoi prendere questo impegno sin d’ora?

— ASSOLUTAMENTE SI…  Dove devo firmare?

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Una gelateria ad Oslo… “un u sannu fari”!

 


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18 agosto 2017

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