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Franco Pullara


Rifiuti, da “stasira chi si etta?” a “dumani sa coglinu?”
Editoriale, Evidenza

Rifiuti, da “stasira chi si etta?” a “dumani sa coglinu?”

Sul piano dei rifiuti abbiamo fatto un bel salto di qualità, passati come siamo dal dubbio sulla tipologia da conferire all’incertezza sul buon fine della raccolta dell’indomani. 

Spettacolare, la sera mettiamo il cestello della spazzatura davanti l’abitazione, il giorno dopo la riportiamo a casa sempre pieno degli stessi rifiuti. Mentre, c’è chi non si pone assolutamente il problema continuando ad alimentare le discariche abusive. Rassegnati, siamo davanti ad una colossale fallimentare gestione della cosa pubblica.

Ieri, non è stato raccolto l’umido e non abbiamo notizie su come dobbiamo comportarci questa sera. Ce lo faranno sapere, speriamo, in giornata.

Sulla causa del disservizio non abbiamo comunicazioni ufficiali da parte del Comune, ci pari ladiu farci sapere. Sappiamo di nostro che la stazione di trasferenza di Lercara ha chiuso i cancelli a Favara e ad altri Comuni non in regola con i pagamenti. Favara è messa in turno e dovrebbe scaricare giovedì prossimo, scaricano regolarmente i Comuni che hanno pagato. Ciò significherebbe che per la seconda volta dovremmo tenere in casa i rifiuti organici per una settimana. Ho cercato di saperne di più, ma non mi è stato possibile.

E’ una situazione paradossale, con Musumeci che annuncia trionfalmente la fine dell’emergenza rifiuti nell’Isola e del nostro assessore locale, Giuseppe Bennica, che si ammazza l’esistenza a correre su e giù per la città senza apprezzabili risultati.

Può essere che nessuno conoscesse la decisione della stazione di trasferenza di Lercara di chiudere al conferimento di Favara? Ci sarà stata una notevole produzione di solleciti al pagamento, di avvisi su particolari azioni, di telefonate, perché non è pensabile diversamente. E’ pensabile, invece, che il Comune di Favara abbia sperato fino alla fine che ciò che è successo, non sarebbe mai accaduto.

Sono, dicevamo, ipotesi, ché non ci sono comunicazioni ufficiali, lo stesso avvocato Giuseppe Di Miceli ci dice di avere appreso dal giornale “che la raccolta dei rifiuti, riguardante l’umido e il secco residuo, non sarà più effettuata.
Questo, ha indotto molti dei nostri iscritti a chiederci il da farsi.
Orbene, considerato che, incomprensibilmente, l’Amministrazione Comunale abbia interrotto con chiunque qualsiasi confronto sulla questione, l’ultimo in ordine di tempo con Konsumer risale a Settembre 2018, assumendosene in toto la responsabilità della gestione stessa, generando una situazione di disordine e confusione, la quale trova fondamento prima negli incivili poi nelle aziende che operano la raccolta ed infine dalla stessa Amministrazione nella quale, da ultimo in  ordine di tempo, il Sindaco la settimana scorsa emana un’ordinanza sul non conferimento dell’umido, il giorno dopo non rispettata ne da alcuni cittadini, ne da alcuni operatori ne tanto meno fatta rispettare dall’Assessore al ramo nonché vicesindaco, che anziché sanzionare il conferimento vietato, lo avalla giustificandone la raccolta.
Ancora, in una situazione dove il calendario della raccolta prevedere il conferimento di 3 distinti materiali, dove uno solo viene raccolto, mischiando i rifiuti di più utenti non raccolti in più mastelli appartenenti a utenti diversi, costringendo il più civile a ritirarsi il mastello della propria immondizia con quella del vicino, come accaduto ieri, oggi non riusciamo più a consigliare il conferimento corretto ai nostri utenti.
Ritenendo di fondamentale importanza il vostro ruolo nella comunicazione civica, per la prima volta non riuscendo a dare noi una risposta alla domanda se sarà possibile il conferimento dell’umido e del secco residuo, esortiamo l’Amministrazione Comunale a relazionare tempestivamente, tramite voi, prima che le strade di Favara si riempiano di rifiuti, rendendo la cittadina sempre più bistrattata, sullo stato della raccolta e quale sarà, se ci sarà, la modalità di conferimento dei Rifiuti”.

Noi, dal canto nostro, tutti i giorni cerchiamo di fare arrivare dentro il Palazzo di Piazza Cavour il malumore e il disagio dei cittadini, ma sembra di parlare a sordi che non vogliono sentire.

 


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29 marzo 2019

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Franco Pullara


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