Il dato emerge dalla relazione dell’Analisi del Sistema dei Controlli Interni degli Enti locali -esercizio 2017, effettuato dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti.

La notizia è stata  messa in buona evidenza dal quotidiano La Sicilia che titola: “I Comuni agrigentini tra i peggiori d’Italia – Corte dei Conti, scarsa capacita di controllo dell’attività interna. Lo studio realizzato dai magistrati contabili sui centri con più di 15mila abitanti vede Favara con il nono peggior risultato nazionale”.

C’è sembrato obbligatorio a questo punto andare a cercare la relazione e vedere di capirci direttamente qualcosa in più.

Nelle oltre 200 pagine della relazione la Sezione delle autonomie torna a fare il punto sul percorso di attuazione del sistema dei controlli interni degli Enti locali con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, tenuti alla relazione annuale da adottare sulla base delle Linee guida previste dall’art. 148 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Tuel). L’analisi, oltre ad aggiornare il quadro delle metodologie di applicazione delle sei diverse tipologie di controlli interni, mira a far luce sulle caratteristiche strutturali e funzionali del sistema nel suo complesso e ad evidenziare il grado di maturazione raggiunto da ogni singolo ente.

La Corte dei Conti ha stimato il “rischio di controllo” risultante dalla capacità di ciascuna di esse di prevenire, individuare e correggere le irregolarità gestionali e gli errori contabili più significativi. La maggioranza degli Enti consegue gli scopi perseguiti in una percentuale di casi che supera ampiamente il 50 per cento, mentre le delibere ricognitive dello stato di attuazione dei programmi sono, mediamente, almeno una l’anno. I parametri in base ai quali l’organo d’indirizzo politico verifica il suddetto stato della programmazione sono quelli relativi sia al confronto tra obiettivi e risultati, che tra i tempi previsti e le realizzazioni.

Ed eccoci alle dolenti note. Un solo Comune della Provincia di Agrigento è in “zona verde” ovvero tra gli Enti con un rischio di controllo fino al 45%, ed è Canicattì (41,69%), tutti gli altri si trovano in fasce di “attenzione”. Nella “zona gialla”: Porto Empedocle con il 52,67% di rischio, Agrigento (56,21%), Palma di Montechiaro (57,04%), il Libero Consorzio di omuni 57,45%. “Zona arancione”: Ribera (60,08%) e Sciacca (79,30%).

Ed infine la “zona rossa”, quella con percentuali di rischio tra 80% e il 100%. Licata (81,52%), e Favara, che è il Comune agrigentino a portare a casa il risultato peggiore: il 95,23%, cioè il nono peggior dato a livello nazionale. Per la cronaca l’ultima città al 100% di rischio è  Giarre, in provincia di Catania.