Crocetta-ScilabraSAREBBERO GIA’ PRONTE LE CONVENZIONI CON AZIENDE, UNIVERSITA’ E SCUOLE PER LA NUOVA FORMAZIONE. E I LAVORATORI? PARCHEGGIATI AL CIAPI SENZA CONTRATTO. ANZI PRECARIZZATI.

Il nuovo anno si appresta a compiere i primi timidi passi partendo da alcune certezze e da tanti interrogativi che hanno chiuso indecorosamente il 2013 nel settore della formazione professionale. Un dato è certo: i lavoratori hanno trascorso le vacanze con le tasche vuote. È questa è una verità che né il presidente Rosario Crocetta, né l’assessore Nelli Scilabra possono smentire.
Volendo entrare nello specifico dei temi che il 2014 sarà costretto ad affrontare, ricordiamo che l’Albo regionale degli operatori della Formazione professionale non è stato ancora pubblicato. E pensare che l’assessore del ?settore, la giovane Scilabra, aveva trenta giorni di tempo per fare le verifiche sugli iscritti prima dell’invio alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la divulgazione. Sono trascorsi altri due mesi da quella data e non si ha il sentore di una imminente pubblicazione.
Eppure sono stati adottati due avvisi pubblici, Spartacus e Prometeo, il cui requisito di accesso è stato proprio l’iscrizione dei candidati all’Albo! Le solite buffonate di una Regione siciliana sempre più screditata.
Ci chiediamo: ma se neanche l’assessorato regionale al ramo ha certezza sul cento per cento degli iscritti, come può costituire strumento di selezione, requisito per l’accesso al lavoro? Indiscrezioni riferiscono di nominativi inseriti utilmente nell’Albo pur senza possederne i requisiti o addirittura destinatari di provvedimenti restrittivi dell’autorità giudiziaria. Un mistero che né il presidente della Regione Crocetta, né la Scilabra hanno mai chiarito.
Figurarsi se lo ha fatto la dottoressa Anna Rosa Corsello, impegnata com’è a ricoprire il ruolo di “Caronte” dei lavoratori del settore. Sotto la sua gestione al dipartimento Lavoro e formazione professionale sono già stati trasferiti circa mille e 800 operatori degli Sportelli Multifunzionali al Ciapi di Priolo ed altri mille e 415 dovrebbero transitare nelle prossime settimane. Operazioni contestate da diversi ambienti politici e tecnici, ma che non hanno scalfito la volontà del Governo regionale di smantellare il settore.
Le parole del governatore della Sicilia, diffuse da “Ditelo a Rgs” di qualche giorno fa lo testimoniano. Parole confuse, vibrate con una violenza inaudita e singolare, dirette alla chiusura degli enti formativi, al ?passaggio dei lavoratori al Ciapi di Priolo e alla liberazione di risorse, ore formative e obiettivi da trasferire alle imprese, alle università ed alle scuole pubbliche.
Una decisione assunta in barba alle regole ed alle norme. Parole violente, confuse, incerte che giustificano per esempio la trasformazione unilaterale del rapporto di lavoro a danno dei lavoratori, costretti ad accettare il tempo determinato e per pochi mesi rispetto al dramma del lavoro perso. Un presidente della Regione che pur di cacciare dal settore gli enti formativi, buoni e cattivi, ed i politici collegati ha assunto il ruolo di “Sceriffo”.
Oltre che il linguaggio, gli osservatori sono rimasti basiti dai contenuti sopra il rigo e fuori luogo delle parole pronunciate dal presidente della Regione. A proposito delle inchieste giudiziarie che hanno colpito il settore, Crocetta si è vantato di “aver fatto arrestare” questo o quel dipendente, presidenti e familiari di politici collegati a diversi enti formativi.
Imbattersi nella illegalità può capitare amministrando la cosa pubblica in una terra ad altro rischio mafioso e malavitoso come la Sicilia. Ed è doveroso oltre che giusto segnalare ogni ipotesi di reato all’autorità giudiziaria. Da qui a vantarsi di “aver fatto arrestare” questo o quello, beh.Le parole e l’atteggiamento del governatore rispetto al settore avranno effetti – non esattamente positivi – sul dibattito che si aprirà tra qualche giorno a Sala d’Ercole sulla Finanziaria 2014?
Il progetto politico di Crocetta è chiaro: colpire ai fianchi il settore, screditarlo, ridicolizzarlo, creare l’opinione favorevole, trasferire il personale, indebolire la burocrazia, rallentare pagamenti e avviare dei corsi al solo scopo di arrivare al fatidico titolo di coda: “The End”.
Altro particolare sconnesso dalla realtà riportato dal governatore afferisce all’idea di dare un taglio ai percorsi formativi per qualificarli ed indirizzarli a settori di sviluppo e crescita come quello dell’energia alternativa e del fotovoltaico. Il presidente Crocetta dimentica che diversi enti formativi in Sicilia erogano da anni la formazione proprio nel settore delle energie rinnovabili.
Qualche mese addietro a seguito dell’iniziativa di alcuni di questi enti è stata trasmessa una nota all’indirizzo del Governo per segnalare decine di giovani in possesso della specifica qualifica. Scopo dell’iniziativa era di agevolare l’incrocio domanda/offerta di lavoro ed avviare i colloqui con? alcune imprese che a Gela si accingevano ad avviare un mega impianto di fotovoltaico. Quegli enti formativi ancora oggi attendono una risposta, ma il presidente Crocetta sbandiera alla Sicilia che la formazione potrà qualificarsi solamente a partire dal 2014 e grazie al suo “tocco magico”. Lo ripetiamo, sembrano parole sconnesse e prive di collegamento con la realtà quelle del governatore della Sicilia.
In questi mesi gli ha fatto eco l’assessore Scilabra che ha sempre rilasciato dichiarazioni spocchiose e di sfida. Come nel caso dello scivolone sulle clausole contenute nelle Disposizioni 2013 per l’accreditamento, oggetto di due ricorsi accolti dal Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sede di Palermo.
In maniera coercitiva il Governo ha tentato di introdurre la regola che in presenza di liti e contenziosi gli enti formativi avrebbero perso l’accreditamento o non lo avrebbero ottenuto. Di fronte alla schiacciante sconfitta, alla “malafiura2 senza appelli, la Scilabra ha trovato il coraggio di affermare che il Tar avrebbe legittimato l’operato del governo.
La giovane e inesperta studentessa universitaria confonde forse il rinvio alla “sessione di merito” della discussione sull’attività prevalente, altro criterio contestato dalle associazioni datoriali degli enti formativi, deciso dai magistrati amministrativi in sede cautelare.
Quello che è chiaro, invece, è l’arroganza e la prepotenza che hanno costellato la gestione politica e amministrativa del settore dal novembre 2012, epoca in cui si è insidiato il governo dei tecnici guidati da Crocetta ad oggi.
Il governatore ha detto che gli enti formativi debbono scomparire per affidare l’attività formativa alle imprese. E visto le difficoltà nell’attuare questo progetto per”colpa” di parte del mondo politico, il governatore siciliano non ha perso tempo nel puntare il dito contro gli enti formativi, sparandone un’altra delle sue. Certo non è nuovo a queste performance, le conoscevamo già, ma certi contenuti superano forse anche la più affinata immaginazione. Ed ha voluto sfruttare il palcoscenico radiofonico per lasciare basiti i siciliani.
Ha lasciato di stucco il ragionamento che ha fatto Crocetta sui lavoratori del settore. Ha detto che i suoi predecessori pagavano gli enti che, a propria volta, non pagavano i lavoratori. A questo punto i lavoratori del settore si recavano dal presidente della Regione che pagava per la seconda volta gli enti: i quali, finalmente, pagavano i lavoratori. Una ricostruzione strampalata che non riconosciamo. Conoscendone la verve giustizialista da “Sceriffo” consumato, ci viene il sospetto che qualche “informativa riservata” lo abbia posto a conoscenza di possibili nuovo arresti, viste le indagini in corso. Chi ha commesso reato ed ha infangato il settore della formazione professionale è giusto che paghi e prima possibile. Una circostanza però che non può costituire vantaggio politico o risultato di un’azione politica che dovrebbe invece essere rivolta a costruire e non solo distruggere.
Tornando all’idea che si è fatta il nostro governatore sui lavoratori”vessati”, è il caso di sottolineare che il Governo è da mesi che non eroga finanziamenti ed anche quando lo ha fatto ciò è avvenuto con notevole ritardo creando sacche di esuberi o eccedenze.
Come già riportato dalle colonne del nostro giornale, noi seguiamo la formazione dalla fine degli anni ’80 e non abbiamo mai visto una cosa simile. Semmai – questo sì – c’erano ritardi dei pagamenti al personale. Semmai c’erano le integrazioni che servivano, come previsto dalla legge, a pagare ai lavoratori gli aumenti stabiliti dall’Istat. E ci saranno stati anche enti che hanno utilizzato in modo improprio le integrazioni (di questo argomento si è occupata la Corte dei Conti). Ma quello che ha descritto il presidente Crocetta a noi non risulta.
Crocetta – a proposito dei mancati pagamenti degli arretrati ai dipendenti – ha detto che la Regione ha pagato gli enti. Mentre questi ultimi, a suo dire, non avrebbero pagato i dipendenti!
A noi risulta che la Regione non ha pagato gli enti. A noi risulta che il Governo regionale, quest’anno, ha promesso tre o quattro volte di pagare gli enti: ma non li ha mai pagati! E la riprova è data dai finanziamenti erogati a singhiozzo sulle attività della prima annualità dell’Avviso 20/2011, già ampiamente concluse. Così come nessuna anticipazione è stata riconosciuta agli enti formativi a valere sulla seconda annualità del citato Avviso.
Per finire, le rendicontazioni pregresse, ereditate dal precedente Governo, dovevano subire un’accelerazione con l’istituzione dell’Ufficio stralcio presso il servizio gestione del dipartimento Formazione professionale. Visti i ritardi accumulati, anche questo uno specchio delle allodole, uno dei tanti. E’ questa è maniera per gestire l’emergenza sociale? È questo il modo di dare risposte agli operatori, ai lavoratori ed alle famiglie delle decine di migliaia di allievi? Solo arresti e nulla più! Ed ancora, cosa ne pensano i partiti di maggioranza del proposito del presidente Crocetta di far sparire gli enti formativi? E della precarizzazione a vita dei lavoratori in sfregio al quadro normativo regionale?
Il PD è d’accordo a lasciare nelle mani delle organizzazioni imprenditoriali la formazione professionale? La gestione con leggerezza e strafottenza delle procedure di mobilità dei lavoratori dagli enti de finanziati al Ciapi è la conferma alla certezza che prima si smantella il sistema formativo regionale e meglio è. Almeno secondo Crocetta.