nino parisiSilvio Guagenti
“Altro che pentito, quello è un parassita”
Intervista all’ex sindaco di Altavilla Nino Parisi in merito alle dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia Vincenzo Gennaro
“Parlare del geometra Gennaro, è stato per me, credimi, una perdita di tempo, l’unica parentesi in cui Gennaro è entrato nella mia vita è stata disastrosa, ma confido in Dio. Colui che ora si definisce collaboratore di giustizia è solo un parassita che si è dichiarato pentito solo perché versa in condizioni economiche disastrose, è un mafioso, che adesso vivrà dei soldi dei contribuenti, uno squallido..”. (Nino Parisi).
“Ci furono le elezioni, no, io avevo avuto una promessa dal sindaco Parisi: mi dai una mano , non ti preoccupare,ti faccio lavorare come un pazzo, adesso c’è un cantiere”. Siamo ad Altavilla Milicia, e il virgolettato contiene le dichiarazioni di Vincenzo Gennaro, il pentito le cui dichiarazioni hanno portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Le dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia accusano pesantemente l’ex sindaco del Comune di Altavilla, che ha risposto, battuta su battuta, accusa su accusa, alle parole di Gennaro, rivelando retroscena della vita del mafioso e disegnando i confini che hanno delimitato il “rapporto” fra i due.
Signor Parisi, chi è Vincenzo Gennaro?
“Il signor Vincenzo Gennaro in paese era conosciuto come un geometra, che faceva i piani di sicurezza a costi irrisori, 300 euro a piano di sicurezza, mentre un tecnico qualificato e che emette regolare fattura non può farlo a meno di 700 euro” – Parisi poi batte sul fatto che il Gennaro, che si faceva chiamare “geometra Gennaro”, in realtà geometra non lo era mai stato, infatti, stando alle parole di Parisi – “ si è poi scoperto, che il Gennaro, oltre ad emettere fatture false, non era nemmeno iscritto all’Ordine dei geometri, ma la cosa grave – continua l’ex sindaco –  è che il Gennaro non ha ricevuto mai nessun incarico formale durante la mia amministrazione, se incarichi ha ricevuto, li ha ricevuti duranti l’amministrazione precedente (amministrazione Scaletta), e precisamente con determina 19 del 2005, e Gennaro ha lavorato per il Comune ed ha emesso fatture senza essere mai stato iscritto all’ordine dei geometri”.
Gennaro, iniziò la sua carriera mafiosa “aggiustando” gare, come si legge dai verbali pubblicati su “S”: “ … ad Altavilla le imprese erano scarse, non sapevano dove mettere le mani… facevo io le garette e mettevo d’accordo un pochettino le imprese. L’amministrazione non era consapevole di questa cosa… le offerte erano compilate tutte dalla stessa mano, e si vede”.
Come lavorava Gennaro? Ha dichiarato di essere uno che “metteva d’accordo” le imprese.
Il  geometra Gennaro in questo caso dice il vero, e adesso chi esaminerà il computer del Gennaro, che è stato sequestrato, ci troverà dentro tutta la storia lavorativa di quest’ultimo. Io non dico nulla di nuovo, dico solo che, durante la mia amministrazioni, cottimi fiduciari non ce ne sono stati, e di quindi durante il mio mandato il geometra Gennaro non poteva mettere nessuno d’accordo”.
Gennaro non era un boss, viene descritto come un semplice mediatore del racket, e in realtà è così, boss Vincenzo Gennaro non lo è mai stato. Afferma di essersi pentito in primis per la sua famiglia: “perché questa è una sofferenza il fatto che sono qui, soprattutto per loro, non tanto per me perché dico, qua mangio, bevo, faccio dico, però loro sacrifici ne devono fare un manicomio, e poi perché sono realmente pentito di quello che ho fatto e di quello a cui ho partecipato”  (“S”). Parisi però sembra pensarla in maniera lievemente diversa, almeno riguardo al motivo del pentimento.
“Gennaro non era un boss…”
E cosa?
“Un semplice manovale della mafia che ha fatto delle cose terribili contro i suoi compaesani. Un uomo che dichiara falsità. La verità, e che il geometra Gennaro aveva dei seri problemi economici, e solo per questo ha fatto il collaboratore di giustizia, ha semplicemente trovato l’opportunità di sistemarsi, rovinando le persone.  E’ un parassita che ha trovato l’occasione per riprendersi, perché se realmente fosse un pentito avrebbe già detto cosa ha fatto fino al 2008 nel Comune di Altavilla Milicia, con chi ha lavorato, e con chi si è rapportato.
Bisogna cercare di capire dunque se tra l’ex sindaco Parisi e il collaboratore di giustizia Vincenzo Gennaro ci sia mai stato motivo di   “guerra”  , e se qualche avvenimento particolare possa essere stato stato causa della nascita di un eventuale “cortina di ferro” tra i due. Qui Parisi tira in ballo una vicenda, che non ha come protagonista il Gennaro, ma la moglie dello stesso.
Quando Gennaro diventa suo nemico?
“Gennaro diventa mio nemico nel momento in cui, poco dopo l’arresto del geometra, un giorno la moglie si presenta a reclamare un pagamento da parte del Comune dicendomi che era stata mandata dalla ditta perché lui lavorava come coordinatore di sicurezza nei lavori di Riqualificazione Urbana, lavori appaltati nel 2010. Il tutto ha inizio nel momento in cui io nego questo pagamento. Parlo con l’Ufficio Tecnico, e quest’ultimo risponde dicendomi che il geometra Gennaro non ha rapporti con il Comune, spiego alla signora che suo marito non lavorava per il Comune, ma per la ditta, riepilogo un po’ la situazione e, poco prima di andarsene,la moglie del Gennaro, lancia nei miei confronti una minaccia velata”.
Il collaboratore di giustizia tira anche in ballo pesantemente il padre dell’ex sindaco Parisi, Salvatore, venuto a mancare lo scorso 28 maggio. Quella che Gennaro delinea è la figura di un vero e proprio usuraio: “Presta picciuli a interesse, dottoressa”. Secondo i verbali lo stesso Gennaro è andato a chiedere dei soldi, ma…: “ mi ha detto di no, non me li ha voluti prestare”.
Gennaro parla di suo padre, e la figura che delinea non è tra le più angeliche.
“ Sì, si è permesso di definire mio padre, che è scomparso da poco, come un vero e proprio usuraio.  Mio padre non aveva nessuna stima del signor Gennaro, infatti una volta colui che ora si definisce pentito chiese un prestito di 200 euro, e gli fu negato. Mio padre beneficenza ne ha fatta parecchia, e prova è il fatto che al funerale di mio padre c’era tutta Altavilla”.