di Mimmo Russello
Pubblicata la nuova ordinanza sindacale n. 235 del 21.11.2014 (arrivata in “limine litis” o “zona cesarini”) sul nuovo servizio di deposito e di raccolta dei rifiuti solidi domestici nel centro urbano di Favara, meglio conosciuto come metodo di raccolta differenziata dei rifiuti domestici, e desidero rassegnare al sindaco, all’assessore Agrò nonchè al dirigente che ha predisposto l’ordinanza le seguenti brevi e riassuntive osservazioni, con spirito costruttivo, tono pacato, disinteresse personale di alcun genere e argomenti tecnici, per come è mio solito fare. Ho letto la recente lettera aperta dell’assessore Agrò e mi sembra, in parte, certamente condivisibile laddove si sforza di migliorare il servizio dei rifiuti e di promuovere il decoro urbano e la crescita sociale della nostra città, ed, in parte, non condivisibile laddove risponde con tono risentito e stanco alle legittime “critiche politiche ed amministrative” dei suoi avversari politici, ma anche di tanti comuni cittadini, i quali hanno cercato di evidenziare gli aspetti incerti e lacunosi del nuovo servizio, che possono migliorare la resa complessiva dello stesso e dare maggiore correttezza e trasparenza a tutta l’operazione. Se, per come in tanti avevamo ripetutamente chiesto, si fosse convocata una specifica seduta del consiglio comunale per relazionare, discutere e deliberare su tutti gli aspetti del nuovo servizio, spersonalizzando l’azione amministrativa e rendendo compartecipe il consiglio della buona iniziativa, chiarendo tutti gli aspetti della vicenda, operando con la massima trasparenza (ad oggi, infatti, a parte l’ordinanza, non sappiamo null’altro), probabilmente, l’assessore Agrò si sarebbe evitato queste critiche e questi “bocconi amari”. Nell’amministrare non basta operare per raggiungere obiettivi condivisibili e nobili, ma bisogna farlo seguendo e rispettando le regole, la partecipazione e la trasparenza amministrativa, di cui si debbono far garanti, non solo i politici e gli amministratori, ma anche i tecnici, i consulenti, i funzionari ed i dirigenti comunali.Tuttavia, poichè l’assessore ha avuto comunque il merito di affrontare una vicenda difficile e scottante per Favara, in tempi in cui vige l’immobilismo amministrativo (vedi PRG e piano di recupero del centro storico, pianificazione strategica dei fondi europei, per fare alcuni esempi) o in cui gli altri assessori non si sa cosa stanno programmando nei settori delle relative deleghe, desidero amichevolmente farlo riflettere su alcuni aspetti, per l’uso che riterrà liberamente di farne:
1) ad oggi abbiamo l’ordinanza, ma manca ancora ed aspettiamo di leggere il nuovo piano del servizio, il nuovo disciplinare ed il relativo bando di gara dello stesso, che ci spieghi metodi, criteri, costi, tempi,modalità di smaltimento, ecc…
2) La nuova ordinanza disciplina il servizio di raccolta dei rifiuti domestici nel centro urbano, dunque, restano escluse, da un lato, il servizio negli edifici pubblici, scuole ecc… e le attività commerciali, bar, ristoranti, alberghi, artigianali ed industriali ecc…e, dall’altro, le utenze situate in periferia e nelle campagne, che non sapranno cosa fare e dove e come depositare i rifiuti.
3) I palazzi condominiali con decine di appartamenti dove collocheranno (davanti l’abitazione secondo l’ordinanza) tanti contenitori? Sui marciapiedi, senza dovere ostruire il passaggio pedonale; sulle strade, senza dovere ostruire il passaggio dei veicoli, davanti i negozi, bar, supermercati a quell’ora (ore 20,00) ancora aperti? Ed in caso di incendio di decine di contenitori chi garantirà la sicurezza? E se il fuoco si propagherà nelle attività commerciali chi risponderà dei danni eventualmente provocati?
4) I materiali mono differenziati prelevati nei giorni prestabiliti dove verranno portati e smaltiti, in discarica assieme all’indifferenziato o nelle ditte specializzate per il loro riciclaggio?
5) In tale ultimo caso, quali ditte e dove sono situate e con quali gare e contratti?
6) Ancora, il nuovo servizio verrà gestito in “proroga” dalle vecchie ditte e, in questo caso, si può modificare un appalto in proroga? E se si tratta di un servizio provvisorio, non bisognava specificarne la durata nell’ordinanza?
7) Nell’ordinanza si dichiara che i rifiuti dovranno essere depositati in “idoneo contenitore”, senza nessun’altra specificazione. Dunque, significa che ogni cittadino è libero di depositare i rifiuti in un proprio contenitore (purchè idoneo, lasciando tale giudizio alla discrezionalità degli stessi cittadini) e che non vi è alcun obbligo di ritirare ed utilizzare i contenitori distribuiti dal comune. Perchè allora non è stato detto prima, avvisando i cittadini che erano liberi di utilizzare un contenitore che già possedevano, risparmiando la spesa dei nuovi contenitori?
8) Nell’ordinanza si prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa a carico di chi deposita al di fuori degli “orari” previsti, ma non anche per quelli che depositano i rifiuti al di fuori dei “giorni” previsti per il deposito.
Credo che come primo impatto possa bastare e mi auguro di essere stato positivo e propositivo.











