giovedì, 12 Marzo 2026
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    Trivellazioni In Sicilia, Rete Comitati No-Triv punta su Referendum abrogativo e intervento Corte Costituzionale

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    INVITATI I PARLAMENTARI SICILIANI A VOTARE ABROGAZIONE ARTICOLO 38 E SPINGERE IL PRESIDENTE CROCETTA A IMPUGNARE ALLA SUPREMA CORTE LA NORMA PRO TRIVELLE
     
    L’accelerazione impressa dal Governo del Premier Matteo Renzi alle trivellazioni indiscriminate mette a rischio il bacino del Mediterraneo dove si concentra più del 25 per cento di tutto il traffico petrolifero marittimo mondiale provocando un inquinamento da idrocarburi che non ha paragoni al mondo.
    La rete dei Comitati No-Triv siciliani invita i parlamentari siciliani a votare per il referendum abrogativo dell’articolo 38 decreto legge n.133 del 2014, conosciuto come ‘Decreto Salva-Italia’, che consente le trivellazioni, ed a promuovere il ricorso presso la Corte Costituzionale.
    Secondo i referenti dei citati Comitati: “Il maxiemendamento presentato dal Governo nazionale ed approvato nella ‘Legge di Stabilità’ per il 2015,  con il comma n. 553 del suo articolo unico modifica il comma 1 bis dell’art. 38 della Legge n°164/2014  (di conversione del DL 133 del Settembre  2014, c.d. “Sblocca Italia”), non modifica nella sostanza il fatto che i Comuni vengano espropriati della possibilità di esercitare il diritto di sussidiarietà nelle decisioni che riguardano la programmazione delle opere inerenti l’autonoma gestione e le sorti del proprio territorio”.
    Si tratta pertanto di un comma che, rinviando ad un futuro senza data la definizione delle aree di interesse strategico nazionale e rimandando nelle more alla vigente legislazione in materia concessoria,  ‘regala’ agli enti preposti territoriali il titolo concessorio unico ed i limiti temporali (31 Marzo 2015) perentori dell’articolo 38.
    “Lo stesso – a detta dei responsabili della rete No-Triv – resta quindi, dopo tanto clamore mediatico, un comma non vincolante per i poteri dello Stato, che certifica la tendenza accentratrice delle decisioni a discapito delle Regioni, che non ammorbidisce l’intero impianto di legge”.
    “Invitiamo pertanto i deputati del Parlamento siciliano – sostengono – a votare,  il prossimo 7 Gennaio 2015,  a favore  dell’articolato per la proposta di Referendum abrogativo dell’articolo 38 dello “Sblocca Italia”, che prevede la semplificazione normativa e procedurale in materia di concessioni per le trivellazioni, per lo stoccaggio, per le infrastrutture del gas e del petrolio, nonché per il trattamento, il trasporto, la reiniezione dei reflui”.
    Chiediamo, al contempo – concludono i promotori della Rete No-Triv – agli stessi di saper indurre il Presidente della Regione Siciliana ad impugnare, come stanno per fare sei altre Regioni, presso la Corte Costituzionale, sia l’art. 38 della legge n°164/2014,  sia l’emendamento allo stesso, contenuto nella “Legge di Stabilità”.
     

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