Più volte i consiglieri comunali sono stati invitati a rinunciare al gettone di presenza. Qualcuno se ne risentito arrivando alla questione personale e reagendo scompostamente. Ma in realtà l’invito è stato rivolto agli amministratori in genere, in considerazione del fatto che dinanzi ai sacrifici che i cittadini hanno dovuto affrontare per pagare gli aumenti delle tasse e delle  imposte, in assenza di funzionali ed efficienti servizi,  era l’unica strada per dimostrare alla collettività che si pensa e si agisce solo ed esclusivamente per gli interessi collettivi.

In tale contesto, vanno apprezzati per il meritevole gesto i consiglieri comunali che hanno rinunciato alle indennità per alleggerire le magre casse comunali e addirittura garantire la continuità lavorativa dei precari.

Cari consiglieri comunali, se pur in ritardo, vi va dato merito e atto del grande gesto di responsabilità, mai comunque messa in dubbio. Certamente sarete più credibili e convincenti anche verso chi si ostina a non prendervi ad esempio, se rimarranno invariati il numero di riunioni consiliari che continuerete a  svolgere in assenza di gettone. I vostri colleghi, invece, dovrebbero spiegare del perché e come mai non hanno ancora rinunciato alle indennità. Per quali propositi e per quali ragioni ?

Sarebbe auspicabile che tale senso di responsabilità andasse anche nell’ottica di una nuova normazione comunale, con l’approvazione di un regolamento vigente anche per l’avvenire. Il vostro esempio non deve essere invano deve invece impegnare i prossimi e futuri amministratori.  La riduzione dei costi della politica non deve essere oggetto della prossima campagna elettorale se sin d’ora si regolamenta tale questione etica e morale. In fondo avete già una maggioranza!