Gaetano Scorsone
Nella giornata dedicata alla Immacolata Concezione di Maria Santissima, quale frutto di un concordato programma che ha visto una perfetta sinergia fra gli amici del Vespa Club Pirandello ed il Consiglio Pastorale Cittadino con le sue varie componenti coordinate da Salvatore Sutera Sardo, si è svolta a Favara la simpaticissima iniziativa dei “Babbi Natale in Vespa”.
La virtuosa iniziativa è stata ideata per promuovere, grazie alla coreografica dinamicità degli amici vespisti, una raccolta cittadina di alimenti e beni di prima necessità da distribuire alle famiglie in stato di indigenza che, purtroppo, sono ancora una dolorosa realtà che statisticamente non accenna a diminuire, al di là dei proclami e dei prospettati dati di ripresa economica e di aumento dell’occupazione. Alle 08.30 in punto, quando la messa mattutina presso la Chiesa della B.M.V. del Carmelo volgeva al termine, in Piazza Garibaldi sono giunti i numerosi Babbi Natale, tutti rigorosamente in Vespa, per raccogliersi e definire il piano d’azione che di lì a poco li avrebbe dislocati presso tutte le chiese cittadine e presso altri concordati punti strategici al fine recapitare alla comunità il loro originalissimo e simpaticissimo messaggio di solidarietà.Prima della partenza l’incontro con l’Arciprete, don Giuseppe D’oriente che, dopo aver rivolto loro delle parole di encomio e di ringraziamento per lo spirito di servizio offerto con gioioso entusiasmo e grande generosità, ha impartito una benedizione per il successo della iniziativa volta a lenire le sofferenze di quanti, nella nostra città, si ritrovano a sopportare il peso delle aberrazioni di un sistema economico nemico delle famiglie ed oppressore della dignità delle persone.
Subito dopo, con lo scoppiettante rombo dei loro motori, sono partiti per prendere in consegna i siti assegnati, portando in giro, fra le vie della città, una ventata di colorata, gioiosa e coinvolgente allegria. Dei messaggeri di solidarietà quanto mai originali e, a giudicare dal risultato ottenuto, quanto mai credibili che hanno saputo veicolare
con successo il vero significato della Carità, forse più di quanto non siano riusciti a fare operatori più qualificati mossi – si fa per dire ! – da una concezione particolare – se non personale – che poco o nulla ha a che vedere con quell’autentico spirito di servizio di cui Favara ha tanto bisogno. La felice raccolta frutto del loro impegno è stata, poi, concentrata presso i locali della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, da dove, dopo essere stata smistata e distinta per classi di appartenenza, è stata avviata alle varie parrocchie cittadine che, tramite L’Area Madre Teresa del C.P.C. coordinata dalla Prof.ssa Giuseppina Pitruzzella cui fanno riferimento i Centri di Ascolto, nei successivi giorni provvederanno alla distribuzione alle famiglie. Un GRAZIE, dunque, a dir poco doveroso agli amici del Vespa Club Pirandello che sono la prova lampante della ricchezza di sentimenti e della virtuosa operosità della migliore gioventù favarese.
con successo il vero significato della Carità, forse più di quanto non siano riusciti a fare operatori più qualificati mossi – si fa per dire ! – da una concezione particolare – se non personale – che poco o nulla ha a che vedere con quell’autentico spirito di servizio di cui Favara ha tanto bisogno. La felice raccolta frutto del loro impegno è stata, poi, concentrata presso i locali della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, da dove, dopo essere stata smistata e distinta per classi di appartenenza, è stata avviata alle varie parrocchie cittadine che, tramite L’Area Madre Teresa del C.P.C. coordinata dalla Prof.ssa Giuseppina Pitruzzella cui fanno riferimento i Centri di Ascolto, nei successivi giorni provvederanno alla distribuzione alle famiglie. Un GRAZIE, dunque, a dir poco doveroso agli amici del Vespa Club Pirandello che sono la prova lampante della ricchezza di sentimenti e della virtuosa operosità della migliore gioventù favarese.A loro un ulteriore ringraziamento anche per il più che positivo esempio offerto alla nostra amata città dove ancora si registrano sacche di indifferenza, di bigotta spiritualità e di piatta reattività per le quali non si riesce – o non si vuole ! – vedere ciò che accade oltre il proprio orticello con tutto ciò che di negativo, ahimè, ne deriva.












