Giuseppe Maurizio Piscopo

Ha mosso i primi passi nel mondo radiofonico, e quasi per gioco, agli inizi del 2013 e da allora non si è  mai fermata.

Se c è una cosa di cui non può fare a meno durante le sue giornate è proprio la musica!

Dicono di lei che è solare, simpatica estroversa… (non mi conoscono abbastanza dice lei con ironia) in realta è testarda, amante della perfezione, combina guai e riesce da sola, e anche con molta facilità, ad incasinarsi la vita.

E’ “innamorata” artisticamente di Niccolo Fabi e del modo che ha di raccontare con parole semplici le sue poesie… A proposito di poesie la sua poesia preferita è LENTAMENTE MUORE di Martha Medeiros. Se la sua vita fosse un colore sarebbe di certo il bianco.. Il colore universale del sorriso.

FotoGiuliaTeri2Come si diventa speaker alla radio, basta solo avere una bella voce?

In realtà non basta avere una bella voce, bisogna avere metrica, una buona dizione,  bisogna avere quel coinvolgimento simpatico ed accattivante che permette a chi ti sta ascoltando di non cambiare frequenza. A mio parere occorre essere simpatici, allegri e cercare di coinvolgere gli ascoltatori con quel carisma che poche persone hanno.

Tu  presenti  il mondo, la vita e le canzoni dei giovani con una certa leggerezza ed ironia. Da dove nasce questo tuo modo di  raccontare il mondo?   

La mia maniera di raccontare il mondo la esprimo con il sorriso sulle labbra. E’ vero che possono esserci per tutti dei momenti  più o meno tristi in una giornata o in una settimana, ma quando ti trovi seduta in auto e senti dall’altra parte una persona che ti coinvolge e ti sorride, ti parla di musica  e ti invoglia a cantare, allora cambia la tua giornata e la tua vita e che ben venga!

Da chi hai appreso la passione e la conduzione radiofonica?

Ti dico la verità: per me è stata assolutamente una cosa inaspettata, nessuno mi ha insegnato nulla, non ho mai fatto un corso di speaker e nessuno mi ha detto come si fa. Tutto è successo per caso. Sono stata ospite di una trasmissione alla radio e da lì, chi era dall’altra parte del vetro ha ascoltato il timbro della mia voce, le risate e le quattro cose che mi sono venute in mente, così mi è stato proposto un programma radiofonico, cosa che non faceva parte dei miei progetti.

Cosa pensi della TV, la vedi e cosa vedi?

Io non guardo la Tv,  anzi ne guardo poco. Amo molto i documentari e i programmi musicali. Penso, che negli ultimi anni la qualità dei programmi Tv sia peggiorata. Quella di guardare poca Tv è una mia scelta di vita. Preferisco impegnare il mio tempo in altre cose più interessanti.

Che cosa rappresenta per te la musica, puoi dare una definizione …

Per me la musica è vita. L’ho detto e l’ho scritto tante volte: la musica ci salva la vita. Provate per un momento ad immaginare un momento buio della vostra giornata, provate ad accendere la radio ad alzare il volume, scegliete la canzone preferita, state lì ad ascoltare, a ridere, a pensare, magari a scatenarvi un pò e a ballare. Per me questa è la musica. Con me funziona e mi mette sempre di buonumore.

Come eri da bambina, quali ricordi conservi?

Da bambina volevo fare la ballerina, mi piaceva molto danzare, ma volevo fare anche la cantante, la presentatrice, insomma tutto quello che la mia generazione sotto la guida di Lorella Cuccarini e di Heather Parisi che erano le soubrette meravigliose degli anni 80 rappresentavano. Ricordo, che le emulavo ed il sabato sera per me era un inno alla bellezza e all’arte, introdotte dal grande e mitico Pippo Baudo che presentava quei magnifici varietà che purtroppo non ci sono più.

FotoGiuliaTeri3Ricordi primo strumento musicale?

Il primo strumento musicale che ho ricevuto è stato una chitarra che conservo ancora. Mio padre avrebbe voluto che io imparassi a suonarla. Io avrei voluto suonarla subito e senza studiarla, senza la pazienza di provare, riprovare ed apprendere gli accordi. Non avevo la pazienza di esercitarmi per bene, così la chitarra è rimasta nel salone di casa mia. Ancora non ho imparato a suonarla.

Che cosa rappresenta la radio nella tua vita?

Per me la radio rappresenta tutto. Non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo dopo. Ho iniziato a fare la radio nel 2013 per caso. In un periodo particolarmente difficile della mia vita l’ho mollata. E’ durato poco più di un mese e poi sono ritornata  un condurre un programma radiofonico. A me la radio mancava, sentivo un forte bisogno di indossare quelle cuffie,  di ascoltare la musica e parlare con il popolo che ama la radio come me.

Il clima che si respira alla radio è un clima meraviglioso. E’ vero che tutto si svolge in poche ore. Infatti, il mio programma va in onda dalle 10, alle 12, ma c’è tanta musica, molta spensieratezza .Se non si ha alla base una famiglia e un gruppo di lavoro solido, tutto questo non può avvenire. Dal suono della voce, il pubblico percepisce l’umore del conduttore. Bisogna essere sempre carichi di energia.

Alla radio si respira un clima sereno, familiare: questa è la condizione indispensabile per farsi ascoltare.

Quando parli alla Radio cosa succede nella tua mente, quando trovi l’ispirazione, in quali ore del giorno ti piace parlare in Radio?

Nella mia mente succede una catastrofe, nel senso che inizio a pensare, a elaborare ma non mi riferisco a cosa dire o all’argomento da trattare. E’ la mia mente che va avanti, che elabora più pensieri possibili e li esprime nella sequenza corretta e al momento giusto. Amo fare la radio al mattino dalle 7 alle 8 per dare la sveglia ai radioascoltatori, dalle 17, alle 19, nell’ora dell’aperitivo. Non c’è un orario preciso  per quel che mi riguarda. Avendo le cuffie e parlando di musica va sempre bene!

Che cos’è per te la musica jazz?

Io adoro la musica jazz e l’ascolto sempre, la tengo come base per le mie cene romantiche, la considero la musica chic, la musica più elegante che esiste nel panorama mondiale. Amo anche il pop, il rock e approccio tutti i generi musicali, confermo comunque che il genere del jazz è quello più elegante raffinato.

Quali sono i cantanti che ami di più e perché?

Non ho un genere di cantanti o un genere musicale ben definito, la musica deve darmi sempre delle emozioni.

Che cos’è  per te la bellezza, ti ha aiutato nella vita?

A me piace ricevere dei complimenti. La bellezza si esprime in tanti modi e con molte sfumature    diverse. La bellezza è un fatto molto soggettivo. A me piace regalare un sorriso e avere gli occhi che brillano di emozioni. La bellezza è il primo biglietto da visita ma non deve essere discriminante.  La bellezza nella vita aiuta e mi ha aiutato molto.

Qual è il brano di musica leggera che ti piace di più?

Mi piace la Cura di Battiato. Sono una fan della musica italiana. Mi piace molto la canzone Magari di Renato Zero.

La vita o si scrive o si vive( L. Pirandello). Tu che hai fatto nella tua vita?

Nella mia vita per fortuna ho sempre fatto quello che desideravo. Sono fortemente convinta che ognuno di noi ha una sorta di collegamento con il mondo, con i pensieri, con le congiunzioni astrali. Credo che siamo tutti collegati al destino, credo in queste cose fortemente. Faccio tante cose, e realizzo quelle che desidero di più. Ci metto passione, anima e corpo.

Io mi batto per portare la radio in mano ai bambini, che ne pensi?

Quando ero piccola studiavo con la radio accesa. Pensa, che una volta sono andata dalla direttrice della scuola elementare per chiedere di diffondere la filodiffusione in tutte le aule della scuola durante le ore di lezione. A casa con la radio accesa studiavo meglio e se qualcuno me la spegneva perdevo la concentrazione. Sono d’accordo con te nel ridare la radio ai bambini, come si faceva una volta quando la radio entrava nelle scuole.

Un tuo pensiero sulle canzoni del Festival di Sanremo targato Baglioni…

All’inizio ho avuto dei pregiudizi sul Festival targato Baglioni, ma sin dalla prima puntata mi sono accorto che Baglioni è stato intelligente, poiché ha fatto un passo indietro rispetto ai presentatori ufficiali e ha cercato di accontentare tutti i generi musicali. Onestamente non mi è piaciuta la canzone che ha vinto il Festival. Per me meritava di vincere la canzone cantata da Ron scritta dal grande Lucio Dalla, una bella poesia che suscita grandi emozioni. Tuttavia la vera rivelazione del Festival di Sanremo targato Baglioni per me è stata la presenza di Francesco Favino.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Penso di avere molti progetti per il futuro ma potrò concretizzarne solo pochi proprio per la mancanza di tempo. Il giorno è formato solo da 24 ore. Il progetto della mia vita si chiama musica ed in questo senso desidero continuare. La musica è la colonna sonora della nostra vita e lo dico sempre, spero di riuscire a realizzarmi anche in questa terra difficile e amabile che è la Sicilia. Spero di  realizzare qualcosa di concreto rimanendo divertente e leggera. Il mio progetto è quello di  seguire questa strada.

 

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