La data di partenza è il 3 febbraio 2017 ovvero il giorno in cui il Presidente della Repubblica Italiana ha emanato il decreto, di cui all’art. 252 del Tuel, Testo Unico Enti Locali, con il quale ha nominato la Commissione straordinaria di liquidazione per il Comune di Favara, Ente in dissesto finanziario.

Consiglio comuanle favaraL’adempimento da compiere, da parte del Consiglio comunale di Favara, era quello di approvare, entro il termine di tre mesi, un’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato, preparato dall’Amministrazione comunale. L’articolo 259 del Tuel, infatti, impone al Consiglio comunale dell’Ente in dissesto finanziario di presentare al Ministro dell’Interno, entro il termine perentorio di tre mesi dalla data di emanazione del decreto di nomina, un’ipotesi di bilancio di previsione stabilmente riequilibrato. La data di partenza dei 3 mesi, come dicevamo, è il 3 febbraio 2017, tre mesi già trascorsi il 3 maggio 2017.

Pullara Maida MoscatoMa di approvazione di Bilancio di previsione stabilmente riequilibrato non vi è traccia. Solo le poche parole riportate nell’articolo del nostro direttore Franco Pullara, sulle timide dichiarazioni dell’assessore Crocetta Maida che annuncia che “Il bilancio è pronto, si tratta solo di definire, nel giro di pochi giorni alcune formalità”. Di certo ci sono le vicissitudini che a suo tempo vi abbiamo raccontato sul primo Bilancio presentato un anno fa e che non era affatto “stabilmente riequilibrato” come recitava invece l’oggetto dell’apposita delibera.

Maida RusselloIl bilancio predisposto dalla dirigente del settore Carmelina Russello, con la super visione dell’assesore Crocetta Maida e della Giunta si è scontrato con i rilievi ed i pareri “non favorevoli” dati dall’allora Collegio dei Revisori dei conti. Ma anche con la successiva dichiarazione di “squilibrio” fatta dalla stessa dirigente Carmelina Russello ed il conseguente successivo “ritiro” dell’ipotesi di Bilancio da parte dell’amministrazione comunale della sindaca Anna Alba con tutte le giustificazioni date dall’assessore Crocetta Maida sulle “difficoltà” a stilare un Bilancio stabilmente riequilibrato.

Favar consiglio comunaleIl termine “perentorio” quindi non è stato rispettato. Forse non era proprio così “perentorio” considerato che a oltre 500 giorni dalla scadenza il Bilancio non è stato approvato ed il Ministero dell’Interno non ha adottato alcun intervento (almeno noi non abbiamo alcuna notizia) sanzionatorio. Che succederà allora? Niente! Il Comune di Favara è senza Bilancio, per avere capienza nei capitoli di spesa si ricorre alle variazioni di bilancio di cui all’oramai famoso “art. 250, comma 2 del TUEL” <Per le spese disposte dalla legge e per quelle relative ai servizi locali indispensabili, nei casi in cui nell’ultimo bilancio approvato mancano del tutto gli stanziamenti ovvero gli stessi sono previsti per importi insufficienti>. Da tenere in considerazione quanto disposto nell’art. 262 del Tuel che recita: “L’inosservanza del termine per la presentazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato o del termine per la risposta ai rilievi ed alle richieste di cui all’articolo 261, comma 1, o del termine di cui all’articolo 261, comma 4, o l’emanazione del provvedimento definitivo di diniego da parte del Ministro dell’interno integrano l’ipotesi di cui all’articolo 141, comma 1, ovvero : “I consigli comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno”.

Anna Alba FirmaIn tutto questo tempo lo squilibrio di bilancio, ovvero la differenza tra uscite ed entrate, pare che sia notevolmente lievitato e può essere quantificato, in difetto, in diversi milioni di euro. Staremo a vedere i numeri che usciranno fuori dalla struttura della nuova ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, che tra pochi giorni dovrebbe essere resa pubblica con l’approvazione da parte della Giunta della sindaca Anna Alba, per poi passare al vaglio del nuovo Collegio dei revisori, poi alle Commissioni consiliari ed infine al voto finale del Consiglio comunale. Fino adesso la parola d’ordine sembra che sia stata: “Finché la barca va ….lasciala andare”.

 

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