Stefan Luca Mangione racconta la toccante storia di Davide D’Anna un ragazzo uscito dal coma. 

“Il coma è tutto ma anche nulla, io non ricordo assolutamente nulla di quel momento, so soltanto che sono stato fortunato ad uscirne fuori”.

Direi di partire dall’infanzia se per te va bene. Cosa ricordi della tua infanzia ?

Ricordo poco, perché dopo l’incidente non ricordavo più nulla, in seguito i miei genitori e i miei amici hanno iniziato a raccontarmi delle cose e ho fatto mente locale. Tuttavia ricordo qualcosa di bello dell’infanzia, ricordo quando eravamo io , tu , Luca, Piero e Stefano e al ritorno prima di tornarcene a casa si passava tutti assieme da Turiddu Pipa “un negozio di alimentari”, compravamo le gommose e via verso l’infinito e oltre , durante il tragitto mangiavamo la caracitula “acetosella”. Ricordo le partite a calcetto, le gare con le biciclette, ma in questi giorni un ricordo in particolare mi è venuto in mente ovvero di quando noi con le macchinine a modellino gareggiavamo giù per un marciapiede in salita. Noi pensavamo che le macchine più veloci fossero la Ferrari o la Lamborghini, ma col tempo ci siamo resi conto che non fosse così.

E’ vero, ricordo bene, la macchinina più efficace era la Land Rover che si capovolgeva in corsa rendendo la sua marcia inarrestabile.

Poi ricordo i petardi per le strade, le riunioni alla playstation, rammento quando mia mamma mi veniva a lasciare a scuola e poi mi diceva “mi raccomando stai attento”, questo si ripeteva ogni mattina. Ricordo quando la domenica uscivo con papà , io con l’enduro e lui con il motorino e si andava assieme alle colonie. Al ritorno mi portava all’edicola per comprare le figurine affinchè completassi l’album. Ma il ricordo più bello della mia infanzia è relativo ad una partita di calcio ad Aragona,   dove io ho fatto un gol da centrocampo e il mio mister me lo ricorda ancora oggi quando mi vede, ed io mi metto pure a piangere se ci penso. Considera che io vivo di passioni allora il calcio per me era tutto, adesso mi sono dedicato ad altro , ho dovuto cambiare e mi sono interessato ad altro.

Tutti siamo portati al cambiamento, diceva Oscar Wilde “ solo gli stupidi non cambiano opinione” pertanto non bisogna temere un mutamento. Parliamo dell’oblio della tua vita, parliamo del coma .

davide2 (1)Il coma è tutto ma anche nulla, io non ricordo assolutamente nulla di quel momento, so soltanto che sono stato fortunato ad uscirne fuori. Tu sai che c’è chi è ancora in uno stato di coma da tanti anni e chi invece ha perso la vita , ringrazio Dio ogni giorno proprio per questa ragione. È iniziato tutto il 26 Novembre del 2003 , io dovevo andare al calcetto a Sant’Anna, ma siccome pioveva e non c’era nessuno mia madre non si è fidata di lasciarmi là e quindi sono andato con lei. Tu sai io non riesco a stare fermo nemmeno per un attimo , neanche ora ci riesco, allora mi sono messo a giocare a calcio al centro dove lavora mia mamma e sono caduto battendo violentemente la testa . Mia madre mi ha portato all’ospedale e lì non hanno capito nulla , quasi mi stavano mandando a casa , fortunatamente quando il dolore alla testa aumentava mia madre ha insistito e mi hanno fatto una tac . Una volta che  si sono accorti dell’ematoma era già troppo tardi, ad Agrigento nel vecchio ospedale non era presente la sala rianimazione, quindi non mi hanno potuto operare.  Venni portato d’urgenza a Palermo ma durante il trasporto verso l’ospedale sono entrato in coma, da quel momento io non ricorderò più nulla. Sono rimasto in coma per 27 giorni, ricordo gli audio che avete registrato per me mentre giocavate , la presentazione di ogni compagno di scuola ,questo però quando mi stavo per svegliare . Grazie a questi audio mi sono svegliato.

Dimmi una cosa , sognavi nel coma ?

Si ma ho solo vaghi frammenti dei sogni .

Perché hai scritto un libro?

Il libro si intitola “ 23….un sogno”, l’ho scritto sostanzialmente per due motivi. Il primo motivo è proprio il numero 23 , ero fissato con questo numero lo vedevo dappertutto, ma anche per raccontare parte della mia vita. Il libro non ha editore , l’ho pubblicato a mie spese grazie all’aiuto di una tipografia, ho fatto pochissime copie del libro, anche se adesso mi piacerebbe rivederlo aggiungere qualcosina e pubblicarlo .

Parliamo adesso del tuo periodo universitario .

L’università secondo il mio parere toglie lo spazio alla vita, alle cose belle, voglio dire se stai sempre buttato sui libri ti perdi un mondo là fuori che va avanti anche senza il tuo consenso e quando tu  sei finalmente libero dai tuoi impegni didattici, ti accorgi che sei rimasto indietro e che probabilmente ti sei perso tanto. L’università non deve essere una costrizione ma un piacere , non condivido la posizione di tanti genitori che esortano i propri figli ad intraprendere questa avventura . Oggi tutti fanno l’università , pochi si dedicano all’artigianato o ad altri lavori e secondo me questo è brutto. Se io mi fossi concentrato solo l’università avrei perso tanto , non avrei potuto occuparmi della questione delle antenne e non avrei conosciuto altre passioni.

 Cos’è la fede per te ?

Io sono cattolico , però non vado a messa , per me la fede è qualcosa che nasce dentro e rimane lì , nessun uomo può replicare la parola di Dio , la parola di Dio la devi sentire nella tua anima e basta . I preti ti fanno la predica e poi sono pedofili , oppure nascondono le loro ricchezze , voglio dire sono uomini e animali proprio come lo siamo io e te . Io ci credo in Dio infatti ho quattro santine in camera mia, Madonnina, papa Francesco, Madonna degli Infermi e la mia foto che mi ha regalato il mister, la foto di Davidino.

Sì perché Davidino per me è un grande , vorrei essere come prima ma sono contento di ciò che sono adesso.

Vediamo che mi dici sulla tua famiglia .

La mia famiglia mi ha salvato la vita, se non fosse stato per mia madre principalmente chissà oggi dove sarei, probabilmente se fossi caduto al campetto mentre giocavamo assieme, da bambino ingenuo avrei sottovalutato la situazione  che sarebbe inesorabilmente degenerata. Mio fratello e mia sorella sono i miei migliori amici, mio papà come tu ben sai è lontano a causa del lavoro e questo mi dispiace, anche se ci sentiamo spesso, mi manca, mi manca tanto. Ogni consiglio  importante lo chiedo a lui, è la mia guida, la mia ancora. Loro per me non si sono mai arresi, forse io sì mi sarei arreso, ma loro no, hanno insistito e hanno avuto ragione nel farlo. Ti voglio raccontare una cosa che pochi sanno, Padre Stefano, il nostro parroco era in continuo contatto con fra Elia un frate dell’Umbria che pregava per me , un giorno costui chiama a padre Stefano e gli dice “ padre Stefano domani Salvatore si risveglierà” padre Stefano non mi conosceva come Salvatore ma come Davide e tu invece sai come mi chiamo .

Certo che lo so , D’Anna Davide, Salvatore.

L’indomani il 23 dicembre 2003 mi sono svegliato, la vigilia della vigilia di Natale. Sono nato due volte il 23 giugno 1992 e il 23 dicembre del 2003. Considera che prima della caduta io volevo rimanere bambino , grazie a questo incidente io sono ritornato di nuovo bambino. All’inizio infatti mi nutrivo di omogenizzati, non riuscivo a camminare , non riuscivo a parlare e non ci vedevo bene , la prima parola che ho detto è stata “mamma”, ho dovuto imparare tutto un’altra volta. Ho trascorso due anni della mia vita vendendoci doppio fino a che un medico austriaco, un dottore bravissimo con le sembianze del maestro Albus Silente , il maestro di Harry Potter hai presente?

Sì certo.

Ecco , lui mi ha detto di fare un esercizio , e dopo sono tornato a vederci bene nuovamente , non vedevo più 4 mele anziché due.

La vita per te cosa è ?

Mi è rimasta impressa una frase non ricordo di chi è mi pare Roberto Benigni ma non ne sono sicuro , la frase dice così “la vita per me è la cosa più bella che mi sia capitata nella vita”. La vita è rischiare , la vita è andare avanti , la vita è credere in qualcosa , i dottori dicevano a mia mamma signora non c’è più nulla da fare , volevano indurla a staccare la spina . Sempre loro avevano detto a mia madre che anche se mi fossi svegliato sarei rimasto un vegetale ….. dimmi, ti sembro una lattuga ?

Che mi sai dire dell’amore.

L’amore per me è quando incontri una ragazza che è più bella della bellezza stessa , una ragazza piena di grazia e dignità, una ragazza alla quale tu non chiedi nulla ma lei sa già tutto perché ti legge dentro. L’amore è la mia ragazza che mi toglie il calzino e mi taglia le unghie dei piedi una cosa che a me farebbe ribrezzo . L’amore è quando qualcosa che ti fa schifo magicamente per un motivo e per un altro sembra la normalità.

Quindi l’amore è superare i limiti posti dalla società e dal suo pregiudizio .

Amore sono state le vostre registrazioni che mi hanno riportato sulla terra mentre giocavo a calcio al confine tra due mondi.

Siamo quasi al termine di questa intervista, il titolo della rubrica è il valore della vita pertanto affrontiamo il tema relativo al senso della vita.

Il senso della vita è lasciare una traccia di noi , anche un frammento del nostro essere per quelli che verranno. Ad esempio se tu nasci, butti una carta per terra e muori cosa avrai lasciato come eredità a questo mondo? Nulla . Se invece nasci , pulisci la strada e muori ,hai già fatto qualcosa di buono. Il senso della vita risiede nelle buone azioni perfino banali che possono migliorare questo pianeta.

Siamo alla fine , parliamo del legame con il tuo numero il 23.

Il 23 nella tombola napoletana vuol dire buco del culo, ed io infatti mi reputo fortunato, non c’è una cosa nella mia vita che è andata storta ,secondo me è andato tutto per il verso giusto, tutto alla perfezione.

Ci sono molte coincidenze con il 23 , sono nato il 23 giugno del 92, 92/4=23, mio fratello è nato il 23 novembre, il mio numero civico è il 23 , mi sono risvegliato dal coma il 23 dicembre, molte coincidenze che ti portano a pensare che questo numero ti appartiene , dunque il mio numero è il 23 . Se tu ci fai caso nella tastiera del computer sotto il 2 e il 3 c’è la W che è la ventitreesima lettera dell’alfabeto inglese. Questo numero mi appartiene.

Ti ringrazio Davide

No grazie a te

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