Filippo Cardinale

Il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, ha convocato tutti i sindaci dei Comuni agrigentini per il prossimo 15 febbraio, alle ore 10:30

L’oggetto della convocazione è la gestione delle risorse idriche in provincia. Oltre ai sindaci, sono stati convocati i commissari straordinari la Girgenti Acque incaricati di assicurare ai cittadini la prosecuzione dei servizi gestiti dal gestore idrico integrato e di competenza dell’ATI. Una riunione che segue l’emanazione dell’informativa antimafia di natura interdittiva a carico della Girgenti Acque.

La situazione non è rosea, anzi, c’è parecchia preoccupazione. La Girgenti Acque non ha liquidità necessaria per garantire interventi manutentivi alle reti idriche e fognarie. Sulle entrate derivanti dalle bollette, grava 1.2 milioni di euro che la società idrica deve versare a Siciliacque, di cui è socio la Regione siciliana, a decurtazione dell’ingente debito. Una somma ingente che, sommata alle uscite, altrettanto pesanti, dell’energia elettrica e del personale, crea evidenti difficoltà economiche alla Girgenti Acque.

La società idrica non riesce a garantire gli interventi manutentivi e già in diversi Comuni si registrano disagi. Intanto, l’ATI prosegue il suo silenzio sull’attività di ricerca di una soluzione alternativa per la gestione delle reti idriche e fognarie. Diversi Comuni che gestiscono in house l’erogazione dell’acqua, e sono possessori di pozzi, hanno chiaramente espresso contrarietà ad una forma di condivisione delle risorse idriche. Per l’ATI è una questione non facile da risolvere, anche perché la gestione delle reti richiede somme ingenti che i Comuni non possono permettersi.