Con l’Architetto Salvatore Pitruzzella, Energy manager ed Esperto in gestione dell’Energia  E.G.E. di diversi enti tra cui il Comune di Favara. Una breve intervista che riportiamo integralmente per capire quali sono le opportunità del Patto dei sindaci per l’energia sostenibile e il clima.E9F486E0-1C00-48B4-96E4-9F29371F7429

Quali sono le origini di questa iniziativa?

Il Piano di Azione per l’energia sostenibile e il clima, rappresenta una fisiologica e naturale evoluzione del precedente piano PAES, cioè un documento fondamentale che indica come i firmatari del Patto rispetteranno gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti che si sono prefissati per l’anno 2020. L’iniziativa del Patto dei sindaci è stata promossa dalla Commissione Europea per coinvolgere in maniera attiva le città europee ad intraprendere azioni volte alla sostenibilità energetica ed ambientale ed è stata lanciata dalla Commissione Europea il 29 Gennaio 2008, nell’ambito della seconda edizione della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile.

Essa prevede, o per meglio dire prevedeva, delle misure per il contenimento delle emissioni di anidride carbonica del 20%, nell’ottica della strategia definita dal pacchetto clima-energia 20-20-20 varato dall’Unione Europea. In tale strategia, definita nella Direttiva 2009/29/CE, l’Unione Europea si era prefissata in precedenza i tre obiettivi che la caratterizzano: ridurre i consumi e aumentare il risparmio energetico attraverso l’efficientamento energetico, ridurre le emissioni climalteranti e aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Essa metteva in atto una serie di protocolli e azioni, nell’arco temporale dall’anno 2001 all’anno 2008, e che oggi possono essere definiti come propedeutici e preparatori.

L’ambito dell’efficienza energetica ha previsto con l’azione prioritaria n.9 la creazione di un Patto dei sindaci con un memorandum d’intesa per lo scambio e l’applicazione delle migliori pratiche in una rete permanente.

In pratica, tenendo in considerazione i dati dell’Inventario di Base delle Emissioni, IBE. Esso definisce misure concrete per la riduzione dei consumi finali di energia, insieme a tempi e responsabilità, in modo da tradurre la strategia di lungo termine in azione. I firmatari sii sono impegnati a consegnare il proprio PAES entro un anno dall’adesione e a monitorarne, a pena di decadenza, i risultati e relativi consumi ed emissioni.

Quanti sono i comuni siciliani dotati di PAES ?

A partire dal primo aprile dell’anno 2014 il Dipartimento regionale dell’Energia attraverso il programma regionale Start Up Patto dei Sindaci che prevedeva una dotazione finanziaria di 7,64milioni di euro per la preparazione dei PAES nei comuni siciliani. A quella data, infatti, nessuna delle amministrazioni comunali siciliane erano dotate di PAES approvato dal Covenant of Mayors, l’ente preposto dalla Commissione Europea per la valutazione tecnica dei Piani.

Al 31 gennaio 2015, termine per la presentazione alla Regione e sulla piattaforma del Covenant dei PAES approvati da ogni Consiglio comunale, sono stati circa 220 su Comuni su 390 a dotarsi del Piano. Successivamente, vista l’obbligatorietà di esserne dotati per la partecipazione ai finanziamenti per l’efficientamento energetico, molti altri comuni hanno provveduto con fondi propri.

Cosa distingue il PAES dal PAESC?

Il PAESC, si pone traguardi ambiziosi di contenimento delle emissioni climalteranti di ben il 40% da raggiungere entro l’anno 2030 e rientra negli obiettivi dellAccordo di Parigi del 2015, adottato da 197 Paesi ed entrato in vigore il 4 novembre 2016. Esso delinea un piano d’azione globale e giuridicamente vincolante per limitare il riscaldamento terrestre ben al di sotto dei 2 °C, e per proseguire l’azione volta a limitare l’aumento di temperatura a 1,5°C   rispetto ai cosiddetti livelli preindustriali. Ciò segnerà un passo fondamentale verso la de-carbonizzazione.

Anch’esso, come il suo predecessore, PAES, prevede l’organizzazione dei processi partecipativi e di concertazione, con il coinvolgimento della popolazione e degli stakeholder nella pianificazione delle azioni di contenimento delle emissioni delle climalteranti. Inoltre, prevede di includere nella strategia le politiche per la mitigazione e quelle per l’adattamento ai cambiamenti climatici incrementando la resilienza dei territori e delle comunità, integrando il Patto dei Sindaci con il Mayors Adapt.

In cosa si traduce tutto questo per i comuni che aderiscono?

In chiare opportunità. Essere dotati di PAES, o dal 2020 in poi PAESC, rappresenta la condizione necessaria per l’Ente per potere partecipare ad ogni azione delle misure di efficientamento energetico quali ad esempio quelle facenti parte del Programma Operativo, PO FESR Asse Prioritario 4 Energia Sostenibile e Qualità della Vita, e anche le azioni della futura programmazione.

Sono importanti azioni che permettono agli Enti di ottenere importanti finanziamenti, la maggior parte totalmente a fondo perduto.

Quali sono i costi a carico degli enti?

In questo momento nulli. Il Dipartimento dell’Energia ha approvato l’attuazione del Programma di ripartizione risorse ai comuni della Sicilia, facenti parte Piano di Azione e CoesionePAC, per la redazione del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, con l’immediato scopo di promuovere la sostenibilità energetico-ambientale attraverso il Patto dei Sindaci.

Il programma di finanziamento approvato con Decreto Direttore Generale numero 908 del 26 ottobre scorso, si pone l’obiettivo di sostenere una importante transizione energetica dei comuni siciliani attraverso una serie di interventi, tra cui dotare ogni comune di un Energy Manager, esperto in gestione energetica al quale affidare la responsabilità di comprendere e guidare il risparmio energetico nelle amministrazioni locali, promuovere pratiche di produzione di energia da fonti rinnovabili e nonché di autoconsumo, analizzare e monitorare i dati sui consumi, stilare un piano energetico comunale.

L’importo complessivo dei finanziamenti è di oltre 6,5 milioni di euro. Per accedervi bisogna formalizzare l’adesione agli impegni per il 2030.