Filippo Cardinale

I comuni che autogestiscono il servizio idrico integrato non detengono alcun atto autorizzativo da parte dell’Ufficio del Genio civile di Agrigento, competente in materia di concessione dell’acqua proveniente dai pozzi del demanio dello Stato.

E’ quanto si legge in una relazione realizzata dagli uffici dell’Ati che nei mesi scorsi hanno lavorato per redigere un documento che rispondesse all’esigenza di conoscere “l’esatta ubicazione e le caratteristiche delle fonti di approvvigionamento idrico dell’Ambito, dal momento che non tutte le fonti sono gestite dalla Girgenti acque”. Lo rende noto un approfondimento del collega Gioacchino Schicchi sul quotidiano La Sicilia, che da tempo segue con molta dovizia di dettagli la situazione del seevizio idrico in provincia.

I comuni “non consegnatari”, tra l’altro, oltre a non avere autorizzazioni specifiche all’approvvigionamento dai pozzi, non avrebbero inoltre installato ad oggi i misuratori di portata sulle fonti (che consentirebbero di misurare quanto viene prelevato) e vi sarebbe anche un problema con i canoni di concessione che “non vengono regolarmente versati, tant’è che, in alcuni casi, viene attivata addirittura la riscossione coatta tramite Serit Sicilia”.