Gaetano Scorsone

 In una giornata dal tepore e dai colori primaverili si è svolta la programmata visita di una rappresentanza della comunità favarese alla Quarto Savona 15 ovvero all’auto – o , per meglio dire, a ciò che ne rimane – oggetto dell’efferato attentato di Capaci dove persero la vita il Giudice Giovanni Falcone, la sua compagna Dott.ssa Francesca Morvillo, e tre degli Agenti di Polizia di scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Stamattina alle 08.30, infatti, per la condivisa missione di Legalità, si sono dati appuntamento presso lo spiazzale antistante il campo sportivo le seguenti DSC06644_edited(1)delegazioni: Liceo M.L.King con la Prof.ssa Mariangela Patti, Istituto Alberghiero “G. Ambrosini” con la Prof.ssa Maria Concetta Grassadonio, Istituto Professionale “E. Fermi” con il Prof. Alfonso Costanza, Istituto Comprensivo Bersagliere Urso -Mendola Vaccaro con il Prof. Giovanni Costanza, Istituto Comprensivo Brancati con la Prof.ssa Sabrina Fiore, Accademia Comunale Arte, Cultura e Legalità con il Direttore Vincenzo Patti e con il Maestro Lillo Todaro, l’Arciprete don Giuseppe D’Oriente e lo scrivente. Grazie ad un autobus messo gentilmente a disposizione dalla Ditta Patti Viaggi si è agevolmente e comodamente raggiunta la Caserma della Polizia Stradale di Agrigento dove è momentaneamente custodita una delle auto coinvolte nel vile attentato di mafia del 23 maggio 1992.

A completare la nutrita rappresentanza cittadina l’Assessore Giovanni Sciortino, gli esponenti dell’Università UniTre, Angelo Sorce e Calogero Costanza, la Presidente del Centro Studi “R. Guttuso”, Lina Urso Gucciardino, Salvatore Urso dell’Aido provinciale di Agrigento, Brigida Lombardi, dirigente I.C. Bers. Urso – Mendola Vaccaro, la Professoressa Wilma Greco e don Luigi Mazzocchio per la Casa Circondariale Petrusa, la Signora Giusi D’Anna con il marito Antonio Russello per l’Accademia Comunale Arte, Cultura e Legalità tutti già presenti all’ingresso della Caserma di Via F. Crispi. Ad accoglierci gli amici della Polizia di Stato con il Comandante Giuseppe Andrea Morreale. Ritrovarsi davanti alla teca contenente i resti della Quarto Savona 15 è stato per tutti un tuffo al cuore: in silenzio e quasi increduli, ci si è sistemati tutti intorno, quasi a voler abbracciare quelle contorte lamiere che, come un vero e proprio sacrario, rappresentano le conseguenze di un abominevole attentato perpetrato in spregio alla vita da individui che si sono posti al di fuori del sodalizio umano solo e soltanto per la follia del potere, per le illusioni di un’illecita ricchezza, per un delirio di onnipotenza. Con la deposizione di una composizione floreale si è entrati, poi,  nella dimensione propriamente commemorativa guidata dall’Arciprete don Giuseppe D’Oriente il quale, dopo aver sottolineato il valore del sacrificio di chi si è immolato per contrastare gli assalti di una sempre più tracotante criminalità, ha raccolto le preghiere dei presenti ed invocato il riposo eterno non solo per gli Eroi di Capaci ma anche per tutti coloro che si sono consapevolmente sacrificati per il bene delle Istituzioni democratiche ovvero per il sereno futuro delle comunità. La lettura di alcune delle più significative e conosciute frasi del Giudice Giovanni Falcone a cura di Allievi delle Scuole e di appartenenti alle Associazioni della delegazione cittadina ha contribuito a rendere ancora più coinvolgente la commemorazione. Ad arricchire di ulteriori stimoli la di per sé già intensa giornata il discorso del Comandante Giuseppe Andrea Morreale, la testimonianza di un giovane Commissario appena dodicenne all’epoca dell’attentato, la proiezione di un filmato sull’attentato e sui funerali che segnarono un cambio di percorso per non poche persone.

Una foto di gruppo, infine, per sugellare una giornata a cui non si poteva davvero mancare e che vuol rappresentare un importantissimo prologo alla Festa della Legalità di cui è già decollata l’organizzazione di quella che, dal 6 al 10 maggio, sarà la XI Edizione. Un particolare segno della sensibilità favarese nel curare anche i minimi particolari organizzativi: nella composizione floreale posta ai piedi della teca della Quarto Savona 15, per la cura del Maestro fiorista si notavano, fra i diversi fiori, 4 gerbere di un colore ed 1 di colore diverso che si distingueva anche perché avvolta da un rametto di luminosissima mimosa. . . un doveroso tributo al ruolo della donna ed un’altrettanta doverosa gratitudine alla memoria della Dottoressa Francesca Morvillo ed all’instancabile testimonianza della Signora Tina Montinaro, moglie e non vedova di Antonio Montinaro.