Il Coordinatore di Titano – Gaetano Milioto

Oggi più che mai siamo convinti che la migliore soluzione possibile per una società che succeda all’ attuale gestore Unico del Servizio Idrico Integrato sia una Azienda Speciale Consortile e non una Spa.

La convinzione nasce da una considerazione: dalla sua nascita ad oggi il sistema si sarebbe dovuto avvalere di una serie di controlli, effettuati da più enti, che ci avrebbero messo al riparo da eventuali disservizi, perchè prontamente rilevati ed altrettanto prontamente sanzionati.

Doveva intervenire Ato ieri ed Ati dopo e non è intervenuto l’uno e non è intervenuta l’ altra se non in maniera molto tardiva. Doveva intervenire il Dipartimento Acque della Regione Sicilia e non è intervenuto. Doveva intervenire l’ Autorità per l’ energia Elettrica, il Gas ed il SII, AEEGSI, oggi ARERA, e non è intervenuta. Doveva intervenire il Ministero del Territorio e della salvaguardia dell’ Ambiente e non è intervenuto. E’ facile capire a questo punto che ciò che non ha funzionato è la catena dei controlli, a partire dall’ ATO/ATI.

In ragione di ciò non abbiamo mai smesso di promuovere il passaggio ad una Azienda Speciale Consortile, che più e meglio può controllare l’ operato del nuovo soggetto Gestore, controlli operati anche dai consigli comunali, reali rappresentanti dei cittadini che unitamente alla Consulta possono effettivamente verificare la puntuale erogazione del Servizio ed intervenire nel caso di inadempienze. Pensare ad una Azienda Spa oggi e per giunta “snella”, ci esporrebbe agli stessi problemi registrati nel passato ed inoltre, se la vogliamo dire tutta, con l’assenza di obbligo di avvalersi della piattaforma Mepa, per i contratti da affidare, dato il grosso ammontare di investimenti da andare a realizzare, non è difficile immaginare quali e quante saranno le pressioni per accaparrarsi detti finanziamenti.

Siamo molto preoccupati dell’ orientamento espresso dai vertici dell’ Ati e ci auguriamo che gli stessi, unitamente a tutti i sindaci componenti l’Assemblea, possano orientarsi verso l’Azienda Speciale Consortile, non dimenticando che siamo già arrivati al settimo mese dalla risoluzione contrattuale e in estate i problemi sono destinati ad acuirsi.

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