Sono trascorsi 15 giorni dalle dimissioni degli assessori comunali Pierre Vaccaro, Giovanni Sciortino e Rosanna Pecoraro che, in punta di piedi, con senso di responsabilità dimostrando di non essere attaccati alla poltrona, hanno lasciato denunciando l’assenza di sinergia con la sindaca Alba, quasi le stesse motivazioni politiche presentate, in precedenza, dall’ex capogruppo Carmelo Sanfratello.

Recentemente, nella soluzione della crisi politica, la sindaca ha lanciato, quasi timidamente, la volontà di aprirsi alla città ma allo stesso tempo ha designato la settimana scorsa l’Assessore al Bilancio, un’altra “straniera” questa volta di Bagheria, con la nomina la giunta ha raggiunto il numero legale per potere deliberare.

Ne resterebbero 2 o addirittura 4 ancora da nominare?

Oggi, Anna Alba potrebbe nominare altri 4 nuovi assessori, a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale n.3 del 3 aprile 2019 che prevede la possibilità di nominare sino ad un massimo di 7 assessori comunali, per i comuni con popolazione superiore ai 30.000 e fino a 100.000.

Anna Alba, a questo punto, può spaziare come vuole. Potrebbe aprirsi seriamente alla città, all’opposizione o scegliere persino ex amministratori comunali come per esempio Patrizio Cinque, ex sindaco di Bagheria, o Federico Piccitto, ex sindaco di Ragusa. Potrebbe far rientrare gli ex suoi assessori, Maida e Carlino, licenziate con grande sofferenza. Potrebbe nominare i propri consiglieri comunali, che aspettano sul piede di guerra di entrare in giunta o potrebbe farsi indicare dall’apposizione magari non palesemente riconducibili a nessun consigliere comunale.

Non ha mai avuto la possibilità di scegliere, adesso, finalmente, ha la storica opportunità di circondarsi di uomini e donne di propria fiducia, può anche “collocare” disoccupati fuori corso per concedere altro reddito politico. Ma ha l’obbligo morale e politico, senza alcun alibi, di completare prima possibile la squadra di governo. Non può più accampare scuse su nomine imposte da altri. Può e deve velocemente assegnare importanti deleghe come quelle dei Lavori Pubblici, alla Programmazione Europea. Deve dimostrare all’opinione pubblica che merita ulteriore credito, perché in questi tre anni è stata incatenata e adesso è libera. Deve, comunque, dimostrarlo celermente per non restare politicamente travolta dal generale malumore cittadino. I favaresi, dal canto loro, sono ormai disillusi e più che ascoltare annunci, vogliono vedere fatti concreti. Vogliono oggi e non domani l’ordinario Desiderano avvertire la sensazione dell’esistenza in  vita di una guida amministrativa della città.

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