mercoledì, 11 Marzo 2026
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    Canicattì: famiglie senza acqua, lunedì sit-in davanti al Comune

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    La “serrata” delle ditte di trasporto acqua con autobotti continua: molte famiglie e alcune attività economiche sono rimaste a secco; i turni idrici sono lunghi ed esasperanti.
    Il consigliere Gianluca Cilia interviene ancora sulla questione ed è preoccupato soprattutto per “l’assenza totale di una riflessione sulle fasce sociali più deboli, su quei cittadini che non sono in grado di sostenere i costi – spesso proibitivi – dell’allaccio alla rete idrica”.

    di        Gianluca Cilia *

    Il richiamo costante alla “legalità”, se non accompagnato dalla garanzia di un servizio essenziale, rischia di trasformarsi in un alibi. La legalità non è solo rispetto formale delle norme, ma anche tutela concreta dei diritti, primo fra tutti quello all’accesso all’acqua potabile, riconosciuto come diritto umano fondamentale.

    Da consigliere comunale non posso inoltre accettare il silenzio istituzionale che ha fatto seguito alla riunione tenutasi in Prefettura. Il Consiglio comunale e la cittadinanza avrebbero dovuto essere informati tempestivamente dal sindaco sugli esiti dell’incontro, sulle soluzioni prospettate e, soprattutto, sui tempi di attuazione.

    Che l’incontro si preannunciasse complesso era ampiamente prevedibile. Così come appare eloquente il ritardo nella diffusione del comunicato stampa della Prefettura, che lascia ipotizzare serie difficoltà nel mettere in campo soluzioni che non siano solo formalmente legali, ma anche giuste e rispettose dei diritti degli utenti.

    Il trascorrere delle ore senza risposte ufficiali dal palazzo comunale sta generando un crescente allarme nella popolazione, in particolare tra le famiglie con soggetti fragili, anziani e disabili, nonché tra i titolari di attività di somministrazione di cibi e bevande. Le scorte d’acqua nei serbatoi domestici e aziendali si stanno progressivamente esaurendo e il rischio di una vera emergenza igienico-sanitaria diventa sempre più concreto.

    Il Sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, non può limitarsi a partecipare a tavoli tecnici o a confidare in interventi tampone.

    Ha il dovere di adottare tutti gli atti contingibili e urgenti necessari a prevenire rischi igienico-sanitari e a garantire alla popolazione un minimo vitale.

    Continuare a gestire l’emergenza come se si trattasse di un evento eccezionale non è più accettabile. Dopo decenni di promesse e rinvii, non bastano più tavoli, comunicati o annunci: servono atti concreti, assunzione di responsabilità e soluzioni strutturali.

    I cittadini chiedono ciò che spetta loro per legge e per giustizia. Su questo, politica e istituzioni non possono più sottrarsi.

    In tutta questa vicenda colpisce e preoccupa profondamente l’assenza totale di una riflessione sulle fasce sociali più deboli, su quei cittadini che non sono in grado di sostenere i costi – spesso proibitivi – dell’allaccio alla rete idrica.

    Per lunedì mattina è stata preannunciata una manifestazione di protesta della cittadinanza davanti al Palazzo comunale per chiedere interventi risolutivi.

    *consigliere comunale di Canicattì

     

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