venerdì, 10 Aprile 2026
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    Favara, la DC manda a dire al PD: “Chi governa non può fare opposizione a sé stesso”

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    Recentemente il Pd ha chiesto un confronto con Palumbo sottolineando la centralità del partito all’interno della giunta e della collettività favarese.

    Cosa questa buona e giusta considerato che appartenere ad una maggioranza non significa accettare tutto a sacco d’ossa, specialmente quando potrebbe essere necessario il confronto.

    Per la Dc, quella fuori dal Consiglio Comunale, chè a Favara per le strane cose della politica locale, sembrerebbero esserci due Dc: quella consiliare, stampella di Palumbo, e l’altra fuori del Palazzo all’opposizione.

    Questa seconda non condivide la rotta del Pd e “punta il dito contro quello che viene definito un evidente corto circuito politico interno alla maggioranza.”

    La Dc dimentica il suo corto circuito e guarda ad altre possibili contraddizioni politiche che non fanno bene a nessuno.

    “Per la DC – dice Giuseppe Nobile, segretario locale – la richiesta di confronto avanzata dal PD apre una questione politica tutt’altro che marginale: come può una forza che da anni governa la città sollecitare un dibattito su problemi che rientrano pienamente nelle proprie responsabilità amministrative?”

    “Il Partito Democratico —  continua Nobile — non è spettatore né opposizione, ma parte integrante della giunta e della maggioranza. Per questo appare quantomeno singolare assistere a prese di posizione che sembrano più proprie di chi osserva da fuori che di chi amministra”.
    Secondo la Democrazia Cristiana, amministrare significa assumersi responsabilità politiche e produrre atti concreti, non limitarsi a richiamare confronti pubblici su questioni che dovrebbero essere affrontate quotidianamente dentro gli organismi di governo.”

    “Da qui le domande poste direttamente al partito democratico: quali provvedimenti ha promosso il PD in giunta per affrontare le emergenze denunciate? Quali atti amministrativi sono stati portati dal gruppo consiliare all’attenzione del consiglio comunale?”

    Per la DC, quella fuori dal palazzo  “emergerebbe ormai con chiarezza uno scollamento politico tra assessori e rappresentanza consiliare, una frattura che rischia di riflettersi sull’intera macchina amministrativa.”

    «Viene spontaneo chiedersi — afferma la DC — se il PD stia di fatto mettendo in discussione i propri assessori in giunta. Se esiste un problema politico interno, lo si risolva nelle sedi di partito e non attraverso iniziative che finiscono per bloccare e indebolire l’azione amministrativa dell’intera città”.

    “Per la Democrazia Cristiana, il rischio è quello di una maggioranza che appare divisa e priva di una linea politica condivisa, dove il confronto pubblico diventa strumento per marcare posizioni interne più che per risolvere i problemi dei cittadini.”

    «Governare — prosegue la nota — significa sostenere con coerenza l’azione amministrativa, assumersi decisioni anche difficili e portare visione politica. Diversamente si rischia di trasmettere ai cittadini soltanto confusione e incertezza».

    “Guardando al futuro politico della città, la DC invita infine i cittadini a una riflessione chiara in vista delle prossime scadenze elettorali: scegliere tra un’amministrazione segnata da tensioni e ambiguità interne o un progetto politico capace di garantire stabilità, serietà amministrativa e programmazione.
    Il confronto politico resta legittimo, conclude la Democrazia Cristiana, ma non può trasformarsi in un esercizio di distanza politica da parte di chi, ogni giorno, è chiamato a governare.”

     

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