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Franco Pullara


Don Marco Damanti: “Il nostro prossimo sono solo i migranti?
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Don Marco Damanti: “Il nostro prossimo sono solo i migranti?

“Si vuole fare passare per vero il concetto di una Chiesa protesa, quasi in modo esclusivo, ai migranti, trascurando il bisogno dei locali, mentre l’esatta verità è che il prossimo non ha nazionalità, colore della pelle e ogni giorno migliaia di persone fanno volontariato lavorando in silenzio per aiutarlo. E se forzatamente si vogliono fare distinzioni di razza e di nazionalità, i migranti sono numericamente di gran lunga inferiore rispetto a chi è aiutato. Oggi la solidarietà sociale è garantita, in gran parte, dal volontariato e dalla Chiesa”.Non se parla mai per una scelta precisa, ma nel territorio della nostra provincia con tutte le amministrazioni comunali che battono cassa, ormai da anni le famiglie più povere sono sostenute dalle parrocchie, in una di queste opera don Marco con i suoi parrocchiani.

“A chi bussa non chiediamo il modello Isee o il permesso di soggiorno perché la povertà, il bisogno, la disperazione non può essere attestata da un foglio di carta, ma da una mano protesa, quella di una sorella o di un fratello che ha fame e a casa ha una montagna di bollette da pagare con aggiunta di mora e sanzioni. Nel volontariato il fratello è il fratello, la regola principale la fanno gli occhi specchio della disperazione. E la disperazione, basta mettersi nei panni di chi la vive tutti i giorni, è uno stato di sofferenza al quale si deve rispondere”.

“Il razzismo è un mostro che ha la necessità di essere alimentato, prevalentemente, da false notizie, base essenziale delle divisioni, per mettere il povero contro il povero. Così, per sostenere che con tanti poveri che ci sono in Italia, la Chiesa pensa ai migranti, si fa passare il concetto che se non ci fossero loro nella nostra Nazione non ci sarebbe la povertà. La conoscenza del lavoro del volontariato può aiutare a sciogliere questi dubbi”.  Come ad invitare tutti a verificare direttamente la loro opera e lo stato della situazione.

In effetti, credente o non credente, oggi è il volontariato a dare la prima risposta alla povertà e il bisogno ha la nazionalità italiana.


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10 gennaio 2019

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Franco Pullara


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