Mask-of-Zorro-antonio-banderas-420998_800_600Giuseppe Moscato
Ospito con piacere i colleghi Giuseppe Moscato e Zorro nello spazio dedicato all’editoriale, ritenendo di fare cosa gradita ai lettori. 
Franco Pullara
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Credo di essere uno dei pochi, se non l’unico, al quale non è mai fregato niente di conoscere la persona che si cela sotto la Maschera di Zorro.
In me non ha mai campeggiato il morboso desiderio di togliere quella maschera nera ne tantomeno ho fatto supposizioni su chi, tra  i cento possibili Zorro, possa essere quello vero. Non ho mai fatto nomi o supposizioni su chi fosse l’eroe mascherato, se un giornalista dalla doppia penna piuttosto che un grigio professore; se un politico occulto piuttosto che un anonimo dipendente comunale; magari un goliardico studente oppure un affermato professionista.
Sono stato attento, invece,  a leggere quello che scrive nel suo blog, le denuncie che porta avanti per risollevare la “favela”, magari criticandolo per qualche presa di posizione forte o per aver dato libero sfogo a calunnie e invettive nei messaggi lasciati dai visitatori del suo sito.
Ho sempre detto a tutti che Zorro è tale perché ha la maschera, perché sigla con la sua Z le denuncie e mette in risalto, magari in maniera forte e schietta, le cose che non vanno, per usare un eufemismo,  nella nostra Favara. 
Non è necessario sostituire quella  Z con nome e cognome
Ma ho deciso di conoscere meglio Zorro, cercare di capire il suo essere, il suo pensiero, scoprire la sua rabbia e il suo desiderio di una Favara migliore.
La mia indole di giornalista ha subito pensato ad una intervista, magari televisiva con il volto oscurato e la voce distorta dagli effetti. Ma sarebbero state tante le difficoltà logistiche da superare, sarebbero stati coinvolte altre persone per cui ho preferito una più semplice intervista A.D.R. (a domanda risponde). Una intervista che, seppure a distanza e senza botta e risposta, ha avuto il suo fascino e sono sicuro che interesserà anche chi la legge. 
L’ho voluta realizzare anche per conoscere e far conosce meglio il pensiero di Zorro che si è diffuso ed ha trovato il suo ambiente naturale grazie alla libertà di Internet.  
Zorro, quindi, mantiene il suo anonimato anche per me, ma si fa conoscere un po’ meglio dai cittadini di Favara, moltissimi dei quali  lo apprezzano, lo invidiano e lo invocano.
Certo c’è anche chi lo ha denunciato e lo vorrebbe lapidare, ma non si può pretendere di avere l’unanimità.
 
D: Allora carissimo Zorro, iniziamo con la domanda più banale: come, quando è perché nasce Zorro?
R: La maschera di Zorro, in salsa favarese, nasce, anzitutto, da una grande voglia di emancipazione sociale. Ho deciso di dimettermi da libero e indifeso cittadino, vittima ogni giorno di soprusi da parte di un sistema secolarizzato,  ammalato e disincantato e dal quale non si ottiene nessuna risposta con le semplici denuncie. Ho deciso così di combattere questo nemico armandomi di maschera e spada. Alle armi tradizionali si è aggiunto il fenomenale mondo web 2.0 grazie al quale ho aperto una finestra verso il mondo esterno.
 
D: Quale è stato l’argomento della prima inchiesta
R: L’epopea della maschera di Zorro di Favara, ahimè, nasce da una disgrazia: il tragico crollo della casa di via del Carmine, dove morirono due innocenti, le sorelline Bellavia. L’urlo indignato di Zorro è uscito fuori la prima volta in quella occasione per denunciare decenni di disattenzione del centro storico e le problematiche di una città abbandonata a se stessa, ostaggio della cinica politica, e dell’indifferenza di larga parte dei suoi abitanti.  
 
D: Quale è stata , invece, quella più scottante
R: Di materie scottanti ne ho trattate molte. All’inizio, però, la maschera di Zorro era poco conosciuta e molte denuncie sono cadute nel vuoto. Oggi è diverso.  Direi che le ultime rivelazioni pubblicate di recente sul blog sono tra le inchieste più scabrose: l’affare del piano di lottizzazione approvato in 40 giorni, anziché i 3 anni circa che occorrono nel normale iter burocratico, ad opera del consigliere comunale Francesco Salemi, un business di milioni di euro, e l’affaire “medico compente” che il Comune di Favara ha affidato alla società Athena S.r.L., composta dal consigliere comunale Antonio Fallea e dalla moglie, per € 30.000,00.  
 
D: Zorro ha, come nel film, un fido aiutante (il muto), un fiero destriero, un padre putativo (Sean Connery) o comunque amici-informatori.
R: La maschera di Zorro è attorniata da tanti “muti”. In molti gridano all’untore, ma tra gli stessi ci sono tanti confidenti, ma anche nani e ballerine. Ci sono anche molti amici fidati e leali. Come bene comprenderai, in questo gioco delle parti, a indossare la maschera non è solo Zorro.
 
D: Ti sei mai chiesto, ma chi me lo fa fare, Favara o meglio i favaresi non meritano niente.
R: Ricredermi di una scelta fortemente sentita e voluta, no, mai. Del fatto che Favara e i favaresi non meritano nulla, ne sono da sempre cosciente: infatti niente di concreto ad oggi è cambiato grazie alla mia azione. Faccio leva su un’opinione pubblica quasi inesistente, su una comunità che non guarda in faccia i problemi della città, che si arrocca sul proprio tornaconto e continua a vivere al traino della mala politica e del malaffare. Non mi sono mai illuso in questo. Di recente c’è stata la primavera delle associazioni che si sono mosse parallelamente al mio sentiero. Ma anche loro hanno compreso di che pasta è fatta Favara e i suoi abitanti e molte di loro sono ritornate in sonno. Un risultato, però, l’ho ottenuto. La maschera di Zorro incute timore ed è un buon deterrente contro il malaffare. Chiunque pensa di compere un atto illecito ci riflette più volte prima di farlo perché sa di potere avere vicino un “mutu” pronto a raccontare all’uomo mascherato l’ennesima malefatta.
 
D: Ti sei mai pentito di avere, forse, esagerato un po’.
R: Il delirio di onnipotenza non mi appartiene. Cerco di mantenere la bussola nella direzione del cammino che mi sono prefissato. Certamente anche io sono un essere umano e come tale ho commesso degli errori. A muovermi nelle mie azioni, però, non c’è odio o risentimento verso chicchessia. In quei pochi casi  in cui sono andato oltre un certo zelo è stata colpa dell’amarezza del momento.
 
D: Hai paura di essere scoperto e magari subire qualche denuncia o peggio ritorsione se non addirittura violenza fisica.
R: Paura vera e propria non direi. E’ un rischio che ho messo in conto. Prima o poi accadrà di essere scoperto. Non so quali potranno essere le conseguenze dello smascheramento. Forse farò la fine del povero Guarino di turno. Probabilmente mi auto esilierò per la felicità di molti.
 
D: Un giorno Zorro toglierà la sua  maschera.
R:Se intendi dire che da eroe mascherato diventerò un eroe borghese, alla luce del sole, solo e vulnerabile, un Guarino di turno come anzidetto,decisamente no. Non ne vale la pena. Quando Favara diventerà una città vivibile, a dimensione umana, dove i diritti e i doveri dei cittadini saranno rispettati, dove il bene comune sarà un patrimonio di tutti e ossequiato come tale, dove non ci saranno più privilegi di casta e soprusi generati da una mentalità mafiosa, dove i servizi saranno assicurati, quando Favara, insomma, diventerà una città normale in tutti i sensi, in quel caso non si sentirà più parlare di Zorro. L’uomo mascherato scomparirà nel nulla, così come è nato.
 
D: Ed infine ti lascio libero di esprimere un pensiero, una riflessione senza domanda
R: Forse ho qualcosa di cui pentirmi. “Muti” ben informati mi hanno detto che l’elezione a sindaco di Rosario Manganella, ottenuta sul fil di lana, è avvenuta anche per merito mio avendo denunciato l’inciucio in essere tra l’altro candidato, il dott. Carmelo Vitello, e l’ex sindaco Lorenzo Airò. Gli ho dirottato parecchi voti di opinione.  E’ probabile che tra due mali abbia fatto vincere il peggiore.
 
 Come avete visto, anzi letto, Zorro è un cittadino come noi.
Non è certo il tenutario della verità assoluta; non è neanche detto che le sue inchieste e le sue denuncie siano oro colato. Qualcuno le ritiene delle vere e proprie diffamazioni, notizie e fatti visti e prospettati volutamente distorti e sensazionalistici.
Anche noi molte volte, però, vorremmo fare quelle denuncie, esprimere il nostro pensiero liberamente,  ma non abbiamo il coraggio di farlo e allora ci trasformiamo in tanti “muti”  delegando Zorro ad essere la nostra voce.
Per questo non è solo Zorro quello che indossa la maschera, Zorro è anche dentro di noi, Zorro  lo siamo o lo vorremmo essere anche noi.