venerdì, 13 Febbraio 2026
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    Formazione, sentenza senz'appelli per la Scilabra.. totale fallimento

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    ROSARIO CROCETTA PRESENTA IL NUOVO ASSESSORE ALLA FORMAZIONE, LA STUDENTESSA NELLI SCILABRA.“GIUDICATEMI TRA SEI MESI” SONO LE PAROLE PRONUNCIATE ALLA PRIMA INTERVISTA. L’ASSESSORE COLTO DA UBRIACANTE ENTUSIASMO HA TRACCIATO UN BARLUME DI PROGRAMMA POLITICO, CHE NON HA REALIZZATO. GIUDIZIO 2013 SENZA REPLICHE.
    “Mettetemi alla prova, magari tra sei mesi potrete dire se valgo o no”. Con queste parole rilasciate al quotidiano La Repubblica, Nelli Scilabra nel lontano 30 novembre 2012 ha esordito nel mondo dell’informazione da assessore regionale alla Formazione professionale. Oggi, a distanza di oltre un anno, quanto asserito dalla giovane assessora non troverebbe riscontro. Il valore richiamato nell’intervista non si può dire che lo abbia dimostrato. Dalle pagine di questo giornale, attento ed assiduo sui temi della Formazione professionale non lo si è colto. Dall’operato dell’assessore semmai emergerebbe tutt’altro, e non sarebbero bastati altri sei mesi di appello. Dei propositi sbandierati alla prima uscita la Scilabra non ne avrebbe azzeccato alcuno. Ed è il caso di rivedere la dichiarazione alla luce del bilancio del  primo anno di governo alla Regione.
    Lo sfracello in cui è piombato il settore della Formazione professionale semmai è emerso con chiarezza nei risultati scarsi e inadeguati raggiunti dal Governo Crocetta.
    Il bilancio di fine 2013 ha consegnato un settore nel caos, malato, il cui stato di salute nel complesso è peggiorato. Alla fine del “rodaggio” la prova non è stata superata e quindi l’assessore Scilabra si sarebbe beccata una sonora bocciatura.
    Sin dall’inizio le critiche per la scelta del presidente Crocetta di una studentessa universitaria a capo della delega all’Istruzione e la Formazione professionale, non si sono fatte attendere. “Non è un concorso per titoli” aveva replicato la Scilabra alla giornalista durante l’intervista, aggiungendo “non credo che ci sia un collegamento tra il fatto che non sono laureata e il mio ruolo da assessore”. È vero,  non esiste una correlazione diretta tra il ruolo di assessore regionale e quello di laureato, magari nell’indirizzo specialistico richiesto dal ramo dell’amministrazione.
    La politica siciliana ci ha abituato a tutto ed il contrario di tutto. Però l’assenza di un percorso universitario nella scelta dei predecessori, spesso è stata compensata dall’esperienza politica e professionale od ancora dal suffragio popolare. Nel caso del giovane ed inesperto assessore tutte queste caratteristiche sono venute a mancare per definizione, vista la giovane età. Il richiamo nell’intervista all’ “attivismo politico” è stato l’inutile tentativo della Scilabra di lanciare un messaggio credibile al mondo degli operatori della Formazione professionale. Credibilità che si è presto rivelata debole nell’impulso politico e amministrativo. Parole che nascondevano, invece, arroganza e presunzione, confermate dalle successive esternazioni rilasciate nel corso dei mesi e riscontrabili anche in molti interventi ai vari tavoli tecnici di lavoro, quando chiamata nel confronto con le parti sociali a sostenere le ragioni del Governo sulle criticità del settore, è esondata nel linguaggio sciolinato.
    Nello strenuo tentativo di “darsi un tono”, la Scilabra si è spinta oltre affermando che “di scuola e università  mi occupo da anni”.
    Alcune domande ci poniamo. È sufficiente essere iscritti ad un corso di laurea per poter affermare di avere maturato esperienza e quindi competenze e conoscenze approfondite in settori nevralgici per la società siciliana come la scuola e l’università? E poi, ci chiediamo, in quanto tempo avrebbe acquisito tali competenze vista la giovane età? E come mai ad oggi queste conoscenze non sarebbero state messe a disposizione per promuovere progetti e bandi, fermi dal 2012? Meno male che almeno sulla Formazione professionale non l’ha sparata subito. Infatti nella delicata delega del settore tra i più chiacchierati degli ultimi anni in Sicilia si è mantenuta abbottonata.
    La stessa ricordiamo aver dichiarato che “Sulla formazione ammetto che devo studiare e lo sto già facendo. Per fortuna arrivo in un assessorato pieno di gente competente dalla quale attingere a piene mani. Io ci metterò tutto il mi impegno e non avrò paura di chiedere quando avrò un dubbio”. E qua casca l’asino. E sì cara assessora, un anno non è bastato per imparare a gestire il complicato e complesso mondo della Formazione professionale. Un universo amministrativo costellato, difatti, da una giungla di leggi regionali, decreti e atti amministrativi, oltre che disposizioni nazionali e comunitarie. E quel che è peggio, la “gente competente” richiamata nella dichiarazione – chiara allusione a dirigenti e funzionari regionali -in larga parte è stato “cacciata” dall’assessorato probabilmente proprio perché troppo competente. Quindi, non solo non ha imparato velocemente i meandri più profondo dei meccanismi di funzionamento del settore ma ha anche bruciato la possibilità di “attingere a pieni mani” da quella gente professionalizzata che operava al dipartimento Formazione professionale prima che il Governo Crocetta ne trasferisse d’imperio quasi un centinaio.
    In merito poi ai propositi ed agli obiettivi dell’azione politica nei settori oggetto di delega, richiamati nell’intervista , il risultato è sotto gli occhi di tutti.
    La legge sul diritto allo studio non esiste, il monitoraggio degli enti formativi è fallito se riferito alle rendicontazioni finali dei progetti, il cui ritardo è rimasto ed anzi con ogni probabilità si è incrementato. Se il riferimento è agli arresti di diversi presidenti di Enti formativi ed alla consequenziale revoca dell’accreditamento, beh allora è positivo ma di certo non può definirsi attività di monitoraggio. In tal caso è più appropriato parlare di attività investigativa.
    Sull’uso dell’auto blu è il caso di stendere un velo pietoso. L’assessora ha sconfessato se stessa e quanto dichiarato al quotidiano La Repubblica nella citata intervista. L’auto blu non è stata utilizzata solamente per gli spostamenti istituzionali ma anche per andare a votare all’università, come hanno raccontato le cronache giornalistiche. Non sappiamo, inoltre, se la Scilabra,  che all’epoca dell’intervista meditava  di devolvere una quota del proprio stipendio alle Consulte degli studenti medi che, a suo dire ” non hanno soldi nemmeno per organizzare un concerto”, abbia dato seguito al suo proposito.
    Assolutamente debole, infine, il richiamo all’autonomia di azione e pensiero, una sorta di decisionista sgombra dai “suggerimenti” dei riferimenti politici. Un burattino nelle mani dei burattinai? Richiamiamo la battuta sull’argomento,
    “Nel Pd sono di certo vicina sia a Lumia che a Crocetta, così come a Pino Apprendi. Ma chi mi conosce sa che non ho padrini. La scelta del mio nome è solo di Rosario, che sta correndo un rischio enorme: non dormo la notte per la responsabilità che mi sento addosso”. Che l’abbia scelta il presidente Crocetta non vi sono dubbi. Alla stessa stregua non vi sono dubbi sul fatto che al governatore siciliano il nome lo hanno fatto i parlamentari dalla stessa Scilabra citati. Poi sul fatto se dorma o meno per la responsabilità, sarebbe il caso che l’assessora provi ad immaginare come si dorma senza stipendi da due anni e con la famiglia da mantenere.
    Non vi è dubbio, a distanza di un anno, il risultato è chiaro, fallimento su tutta la linea tracciata

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