RESTA AL PALO IL PIANO ‘YOUTH GUARANTEE’. A PAGARNE LE SPESE 1864 LAVORATORI E 400 MILA NEET. LA RESPONSABILITA’ DELLA POLITICA CHE HA PUNTATO SUL MODELLO PUBBLICO SENZA STRUTTURARE IL CIAPI
 
Prosegue stamattina la protesta dei lavoratori protagonisti ieri sera dell’occupazione della saletta della Commissione regionale per l’Impiego del dipartimento Lavoro in via Imperatore Federico a Palermo.
Una quindicina di operatori ex sportelli multifunzionali hanno trascorso la notte tra dubbi e aspettative.
Attendono notizie dal dirigente generale del dipartimento Lavoro, la dottoressa Anna Rosa Corsello, volata a Roma per cercare risposte ai nodi da sciogliere su Cassa integrazione guadagni in deroga e Piano Garanzia Giovani.
E poi c’è il Ciapi che fa le ‘bizze’ che non perde l’occasione per negare all’avvio delle misure ed all’assunzione di 1865 lavoratori. Il presidente Egidio Ortisi ha detto che c’è da definire la mappatura delle sedi operative per l’impiego contemporaneo di tutti i 1864 idonei all’Avviso sul reclutamento degli esperti per le misure della Garanzia Giovani Sicilia. Mah…
Sugli ammortizzatori sociali in deroga il Governo nazionale avrebbe chiuso le porte ai lavoratori della Formazione professionale, riconducendo tutte le istanze di accesso alla Cigd alla nuova procedure che esclude i lavoratori delle aziende operante senza finalità di lucro.
 
Proviamo a fare il punto, cercando, attraverso l’analisi critica, i motivi che hanno impedito finora l’avvio del Piano della Garanzia Giovani.
 
Dopo oltre sette mesi dalla chiusura del progetto ‘Spartacus’, resta impantanata la vertenza lavorativa dei 1750 operatori ex sportelli multifunzionali, ingabbiati tra il Governo del presidente Rosario Crocetta e dell’assessore al Lavoro, Bruno Caruso, la burocrazia del dipartimento guidato dalla ‘condottiera’ Anna Rosa Corsello, i sindacati ed il Ciapi di Priolo.
Non è nuovo il Ciapi a colpi di mano per ostacolare il Governo regionale. L’ente di formazione di proprietà della Regione siciliana, che esprime un presidente di estrazione pidiessina, ha fatto saltare accordi ed equilibri con fatica raggiunti tra tutti gli attori, irrigidendosi – di continuo –  prima su alcuni aspetti del bando pubblico di reclutamento del personale per la gestione delle azioni previste dalla ‘Youth Guarantee’, poi sulla disponibilità delle risorse finanziarie. E non è tutto, Il Ciapi è stato il vero e proprio ‘tallone d’Achille’ perché si è messo di traverso anche su altri aspetti, impedendo la contrattualizzazione degli operatori e l’avvio reale e concreto della misura di orientamento specialistico o di secondo livello. Chissà perché? Atteggiamento che risponde a quale logica?
In una recente intervista al nostro giornale, il presidente Egidio Ortisi ha sottolineato come la mancanza di sedi ed attrezzature non permetta al Ciapi di avviare contemporaneamente i 1864 idonei dell’Avviso del 25 luglio scorso per l’assunzione del personale da impiegare per l’attuazione del personale da impiegare nelle misure offerte dal piano della ‘Garanzia giovani Sicilia’. Dopo tutti questi mesi non è affatto credibile la posizione del Ciapi che di tempo ne avrebbe avuto a sufficienza per organizzare la mappatura delle sedi operative.
Anche i i tanti lavoratori, che si sono rivolti al nostro giornale, parlare a dicembre di una criticità legata alla individuazione delle sedi e delle attrezzature è davvero paradossale. Alludere poi all’ombra della Guardia di Finanza che sarebbe pronta ad intervenire appare più come un messaggio cifrato indirizzato a qualcuno piuttosto che un vero problema. In effetti, le forze dell’ordine fanno il loro mestiere e si muovono laddove si ravvisano possibili illiceità o reati. Cosa c’entra l’avvio degli operatori al lavoro con la Guardia di finanza. Ci sono 65 Centri per l’Impiego ed un centinaio di Comuni (Youth Corner) pronti ad accogliere i lavoratori per offrire ai giovani i servizi previsti dal Piano della Garanzia Giovani.
Dopo sette mesi come si può sostenere che non vi sia ancora una adeguata organizzazione. E se pensiamo che la rete degli sportelli multifunzionali è stata smantellata dal presidente della Regione Crocetta il 30 settembre del 2013, i mesi sono 14 e non sette.
Ha avuto 429 giorni il Governo della rivoluzione e della legalità per strutturare i Servizi per il Lavoro e dare una continuità lavorativa alla platea di professionisti che la Regione siciliana a proprie spese ha specializzato nel tempo.
Ed invece, ancora si cincischia in una melina insopportabile per chi attende da mesi un posto di lavoro.
L’aspetto più odioso per i lavoratori è che il Governo, l’amministrazione regionale, i sindacati ed il Ciapi si rimbalzano le responsabilità sul mancato avvio delle misure della ‘Youth Guarantee’.
È sul Piano della Garanzia Giovani che il Governo supera se stesso.
Sono trascorsi sette mesi, come dicevamo, dall’avvio del programma Garanzia Giovani in tutta la Penisola (ad eccezione della Regione Calabria) e nella nostra Regione ancora non si riesce ad articolare sul territorio le sedi formo-orientative necessarie per svolgere, a beneficio dei giovani siciliani, tutte le azioni previste.
Ci sono voluti sette mesi lunghi per adottare gli atti legislativi e amministrativi necessari come il Piano esecutivo regionale  di attuazione  del programma, l’apposita delibera di Giunta, la Convenzione con il ministero. Poi c’è voluta una apposita norma di legge per strappare la commessa ai soggetti privati ed affidarla ad un solo organismo di natura pubblica. Ed ecco che il Parlamento siciliano, assecondando il progetto diabolico del Governo regionale della maggioranza parlamentare con a capo il Pd, ha approvato la  norma che assegna in ‘house providing’ al Ciapi di Priolo risorse e personale per gestire corsi di formazione professionale e politiche attive del lavoro.
Dopo la corsa per la modifica della legge regionale n.24 del 2000, avvenuta con l’approvazione dell’articolo 14 della legge regionale n.13 dell’11 giugno 2014, l’atto di affidamento al Ciapi, la definizione delle graduatoria finale dell’ avviso pubblico di reclutamento dei personale idoneo a realizzare le attività, siamo arrivati a dicembre 2014.
Mesi e mesi per definire le procedure ma di avviare le attività non se ne parla. A dimostrazione della totale inadeguatezza dell’esecutivo regionale che di danni nel settore della Formazione professionale e dell’orientamento ne ha già fatti a quantità industriale. E per ogni giorno che passa la responsabilità del Governo Crocetta e dell’amministrazione regionale aumenta sempre più.
 
E poi ci sono i giovani siciliani, abbandonati a se stessi e relegati nel ghetto dell’anonimato.
I nostri giovani sono stati illusi e traditi due volte dal Governo a trazione Pd e dalla politica regionale. Prima con i tirocini formativi, di cui non si sa più nulla dopo la ‘malafiura’ coi fiocchi confezionata lo scorso agosto dal Governo Crocetta e dalla giovane Nelli Scilabra. L’ex assessore alla Formazione professionale bocciata per i due anni fallimentari proprio dai suoi coetanei ai quali non ha saputo dare nulla. Tutti i coetanei residenti nelle altre Regioni lavorano presso aziende con contratti temporanei, esperienze di apprendistato e tirocinio.
E poi con il mancato avvio dell’orientamento e delle misure del Piano della Garanzia Giovani.
In Sicilia i giovani sono di serie ‘B’, sono diversi perché non hanno le stesse opportunità degli altri connazionali. In questo versante schiaccianti sono le responsabilità de Governo del presidente Crocetta. La Sicilia ha perso una grande occasione, quella di offrire un ventaglio di strumenti per il rilancio occupazionale dei giovani siciliani attraverso il ‘Piano Giovani’ rivolto a coloro che non superano i 35 anni di età ed il Piano della Garanzia Giovani, destinato ai giovani ‘Neet’ di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Giovani, questi ultimi,  non impegnati in una attività lavorativa, nè inseriti in un percorso scolastico o formativo che ammontano a circa 4000 mila. Un fardello sul groppone del Governatore Crocetta pesante da digerire. Non lamentiamoci poi se dei 400 mila ‘Neet’ solo il 10 per cento ha creduto nelle capacità del Governo regionale di fornire risposte adeguate alla domanda di lavoro dei giovani.
E poi c’è la grande questione legata alla Cassa integrazione guadagni in deroga.
Il fabbisogno per il comparto dei Servizi formativi è di 25 milioni di euro e da Roma ci sarebbe solo un milione di euro per la deroga alla nuova disposizione che vieta l’accesso ai lavoratori delle aziende che operano senza finalità di lucro. Cifra destinata a tutti i lavoratori dei settori in deroga e non solo per la Formazione professionale. Somma, quindi, irrisoria per rispondere al fabbisogno.
Inoltre, va sottolineato che, sugli ammortizzatori sociali pende come un macigno la responsabilità del Governo del presidente Rosario Crocetta e dell’amministrazione regionale nell’aver gestito la vicenda in maniera fallimentare.
La decisione di non trattare nei mesi scorsi, presso gli uffici periferici del dipartimento lavoro, le istanze di accesso alla Cigd, rischia di ‘mortificare’ il diritto dei lavoratori all’indennità sostitutiva.
L’orientamento del ministero sarebbe quello di trattare con la nuova procedura, stabilita dal decreto interministeriale n.83473/2014 e dalla successiva circolare ministeriale del 19 settembre, anche le istanze di accesso agli ammortizzatori sociali precedenti al 31 luglio 2014 ma non decretate.
Questo significa che nella ripartizione ministeriale delle risorse in favore delle Regioni, per la copertura del fabbisogno di ammortizzatori sociali in deroga in favore dei lavoratori delle aziende che svolgono attività senza finalità di lucro, rientrerebbero anche le richieste avanzate prima del 31 luglio e non decretate e quindi liquidate. Si penalizzerebbe così la Sicilia ed i lavoratori delle aziende che operano senza finalità di lucro che potrebbero non beneficiare degli ammortizzatori sociali.
Il Governo Crocetta è corso ai ripari per rimodulare 150 milioni di euro dei fondi Pac (Piano azione e coesione) per coprire il fabbisogno complessivo di ammortizzatori sociali?
Ore di apprensione, quindi per i 1750 operatori ex sportelli multifunzionali che continuano a non lavorare e potrebbero pure subire la beffa del mancato accesso alla Cassa integrazione guadagni in deroga.