I NODI DA SCIOGLIERE SONO DUE: L’ASPETTO FINAZIARIO E LA DISPONIBILITA’ DI SEDI E ATTREZZATURE
“Lasciatemi lavorare, fatemi iniziare ed entro trenta giorni avvierò tutti i lavoratori”.
Con queste parole inizia la nostra chiacchierata con il presidente del Ciapi di Priolo, Egidio Ortisi, sempre disponibile al chiarimento.
Il tema è sempre quello: l’avvio delle misure del Piano della Garanzia Giovani Sicilia e la ripresa lavorativa dei 1750 operatori ex sportelli multifunzionali.
Il presidente Ortisi è stato chiaro con il nostro giornale ed ha parlato, come al solito, liberamente e senza alcun condizionamento, da persona schietta e misurata qual è.
Ci ha spiegato che la questione non riguarda solamente l’aspetto finanziario legato all’utilizzo delle prime risorse, pari a circa 39 milioni di euro, per la misura ‘orientamento di secondo livello’. E neanche i 19 milioni di euro previsti dal citato Piano della Garanzia Giovani per la misura ‘accompagnamento al lavoro’. Su questo versante pare che l’amministrazione regionale attenda il via libera del ministero del Lavoro per l’utilizzo immediato delle risorse senza attendere il raggiungimento dei risultati.
È chiara, quindi, la posizione del presidente del Ciapi che non guarda solamente all’aspetto finanziario ma anche a quello organizzativo.
“Questa pretesa – rileva Ortisi – che in un solo giorno dovrei fare partire 1800 persone è pura follia. Ci vogliono sedi, attrezzature e ragazzi da poter orientare contemporaneamente”.
“L’esperienza del progetto Spartacus – spiega il presidente del Ciapi di Priolo – ha lasciato un grande insegnamento. I controlli della Guardia di Finanza e l’indagine avviata su di noi in merito all’effettivo utilizzo dei lavoratori ha costituito un punto di non ritorno”.
Ed aggiunge: “Siamo tutti sull’orlo del baratro e far finta di niente, che non vi sia un problema organizzativo, significherebbe spingere verso la chiusura il Ciapi con conseguente licenziamento definitivo di 1800 operatori”.
Il presidente tiene a precisare che: “L’obiettivo del Ciapi è far sì che tutti i 1800 lavoratori possano essere avviati. Serve, però, iniziare con una parte, cominciare ad orientare i 15 mila giovani nel convincimento che diventeranno 40 mila giovani, dato che già si sono iscritti”.
“Fatemi partire per qualche giorno per orientare i 15 mila giovani – torna a incalzare Ortisi – fatemi trovare le sedi e le relative attrezzature per mettere sedute le persone a lavorare. Abbiamo la possibilità – aggiunge – di far partire 500 persone da subito e nell’arco dei 30 giorni successivi fa partire anche gli altri a scaglioni. E se la cosa ingrana bene lavoreranno per chissà quanto tempo perché sono 150 mila i giovani da orientare”.
Non risparmi una dose di ironia critica il presidente del Ciapi indirizzata a coloro che anziché cooperare per la soluzione immediata della vicenda, pongono ostacoli e resistenze.
“La pretesa di qualcuno di far lavorare tutti in contemporanea – ci dice Ortisi – danneggia il futuro lavorativo anche degli stessi operatori ex sportellisti”.
“Lavoro per i lavoratori e per far partire le attività – precisa – se non mi vogliono posso andarmene anche domattina. Al presidente della Regione Crocetta, ho riferito le criticità del momento legate all’avvio di tutti gli operatori contemporaneamente. E siccome la ‘Youth Guarantee’ prevede – rilancia – che non ci siano giorni di formazione ma i lavoratori devono essere operativi da subito, l’organizzazione del lavoro diventa il nodo centrale da sciogliere”.
“Non posso parlare male dei lavoratori – sottolinea soddisfatto – che hanno ben operato durante il progetto ‘Spartacus’. Ci stiamo adoperando per garantire loro una postazione di lavoro. Stiamo verificando la logistica sia preso i Centri per l’Impiego che, attraverso la ‘Youth Corner’, le sedi presso i Comuni.
“Lo ripeto, siamo pronti per il primo step – conclude Ortisi. Se avessimo le garanzie sulle attrezzature, chiameremmo da subito 500 operatori ed entro un mese assorbiremmo tutti”.











