PRESENTATA INTERROGAZIONE AL MINISTRO DEI TRASPORTI. LA SICILIA DAL PROSSIMO 13 GIUGNO, COL TAGLIO PREVISTO DA RFI, RISCHIA L’ISOLAMENTO CON PESANTI RIPERCUSSIONI SULL’OCCUPAZIONE. SI RIPRESENTA LA QUESTIONE MERIDIONALE?

Sulla vicenda della soppressione dei treni a lunga percorrenza, che rischia di isolare la Sicilia e penalizzare ulteriormente una terra già martoriata dalla crisi, è intervenuta la senatrice trapanese del Pd, Pamela Orrù.
L’esponente pidiessina ha presentato un’interrogazione urgente al ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, sull’intenzione delle Ferrovie dello Stato di sopprimere alcuni treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia, ledendo così il diritto alla mobilità dei cittadini ed il principio di continuità territoriale sancito dalla Costituzione.
La parlamentare trapanese ha sollecitato l’intervento del Governo per “scongiurare un’ulteriore penalizzazione dell’offerta di mobilità da e per il territorio siciliano a tutt’oggi ancora ben lungi dall’essere all’altezza di adeguati livelli di efficienza”.
“Il nuovo piano – si legge nell’atto ispettivo, sottoscritto da diversi parlamentari – prevederebbe, a partire dal prossimo mese di giugno, la soppressione delle navi che garantiscono il traghettamento dei treni da e per il territorio siciliano. Pertanto, i passeggeri in arrivo e/o in partenza dovranno scendere dal treno a Messina o a Villa San Giovanni e proseguire il viaggio via traghetto per poi riprendere nuovamente il treno”.
La senatrice Orrù ha, quindi, chiamato in causa dai vertici della società Rete ferroviaria italiana, per quanto appreso, lo scorso 4 febbraio, durante l’audizione presso la Commissione Lavori pubblici del Senato per il ‘Contratto di programma’ 2012-2016 tra la Rfi ed il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
“In tale occasione – ricorda la parlamentare del Partito Democratico – l’amministratore delegato, Maurizio Gentile, ha sottolineato che la riduzione di parte dei treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia in realtà costituirebbe un progetto di rimodellazione dei servizi non legato ad esigenze di RFI e che tale ipotesi di nuovo modello sarebbe scaturita a seguito dello scadere al 31 dicembre 2014 del contratto di collegamento veloce nello Stretto, affidato al consorzio ‘Metromare’, nonché all’assenza di un nuovo contratto, che non è stato possibile attivare per mancanza di copertura finanziaria”.
“Secondo quanto reso noto in audizione – continua la Orrù nel suo atto ispettivo – il predetto progetto di rimodellazione, che dispone la soppressione del traghettamento dei treni passeggeri diurni, e la loro sostituzione con 18 corse veloci, sarebbe stato discusso nel corso di una riunione presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla presenza di delegazioni della Regioni Sicilia e Calabria, e dei sindaci di Messina, Villa San Giovanni, Reggio Calabria. In tale occasione si sarebbe deciso di procedere sperimentando la soluzione delle corse veloci, con la raccomandazione avanzata dalle istituzioni presenti, di organizzare comunque adeguata assistenza ai passeggeri, nonché di prevedere nel progetto ogni tutela possibile nei confronti dei lavoratori”.
“Nonostante le informazioni fornite dai vertici di RFI –rimarca la senatrice Orrù – la soppressione dei collegamenti rischia comunque di ledere il principio di continuità territoriale, nonché aggravare una già pesante situazione economica, determinando un ulteriore fattore di isolamento del territorio siciliano e incidendo altresì sull’offerta turistica della regione con pesanti ricadute sui livelli occupazionali”.
Torna d’attualità la ‘questione meridionale’? Sembra proprio di si. Dal prossimo 13 giugno sarà più difficile passare lo Stretto di Messina. Ed il Governo regionale, in grande difficoltà nel dialogo con il ‘governo amico’ guidato dal pi diessino Matteo Renzi, riesce solamente a trovare il modo di manifestare, protestando con amministratori e cittadini. Non sarebbe meglio, forse, farsi valere nel rapporto di forza con Roma?
Ed invece registriamo che, sulla decisione di Ferrovie dello Stato di tagliare 6 treni a lunga percorrenza e lasciare una sola nave ad effettuar ed i collegamenti nello Stretto di Messina hanno manifestato oggi sotto la l’hashtag #ilferribottenonsitocca, il vicepresidente della Regione siciliana, Mariella Lo Bello, il sindaco di Messina, Renato Accorinti, e diversi amministratori della provincia e calabresi.