La faccenda finisce alla commissione di Vigilanza Rai

Il cluster Biomediterraneo e la Regione Siciliana finiscono sul tavolo della commissione di vigilanza Rai. A portarceli una interrogazione del M5S alla Camera (prima firmataria la deputata Giulia Di Vita)   per il “servizio edulcorato” e “per nulla rispondente alla realtà”, trasmesso dal Tg2  sullo spazio espositivo, capitanato dalla Regione Siciliana, che ospita numerosi Paesi del Mediterraneo. Il servizio è andato in onda  il 3  maggio scorso, all’indomani, cioè, che notizie non certo lusinghiere erano rimbalzate su numerosi quotidiani per descrivere un  cluster “vuoto, allagato, inagibile, senza nessun collegamento internet, nascosto ai visitatori e con pannelli attaccati male al tetto, con polvere e sporcizia”.

 A completare il quadro contribuiva l’immagine del responsabile del cluster,  Cartabellotta, armato di scopa e paletta per spazzare lo stand.

 In poche parole, un disastro (seguito da una ridda di polemiche), di cui, però, non c’era stranamente traccia nel servizio andato in onda l’indomani al Tg2

«Si è trattato – si legge nell’interrogazione – di un servizio viziato da grave incompletezza e incoerente con la missione del servizio pubblico radiotelevisivo, nella misura in cui non ha dato minimamente conto delle gravi problematiche del cluster, peraltro già denunciate da numerosi organi di informazione».

 «Trovo curioso – commenta Giulia Di Vita – che proprio a distanza di poche ore dalla notizia del flop del cluster (alcuni giornali l’hanno perfino definito “disastro” e “figuraccia mondiale”), venga trasmesso un servizio ad hoc al Tg2 che tace inspiegabilmente tutto ciò, lasciando intendere che lo spazio espositivo  fosse in buono stato e ricco di visitatori e attrattive, quasi come fosse una sorta di ‘risarcimento’ per i danni d’immagine causati alla Regione Siciliana, che ha speso per il cluster ben 3 milioni di euro. Mi auguro che sia una sensazione del tutto errata e che il servizio pubblico non venga utilizzato per giochi di questo tipo».

Di Vita  e il suo collega Airola, comunque, vogliono andare a fondo alla vicenda e per questo hanno messo a punto l’interrogazione con cui chiedono al presidente della Rai se non sia un preciso dovere della concessionaria pubblica offrire sempre un’informazione completa e obiettiva, improntata alla verità dei fatti, se non ritenga che l’indipendenza del servizio pubblico non implichi l’esercizio di una funzione critica, e, soprattutto, quali azioni intenda assumere per offrire agli utenti Rai un’informazione non edulcorata, ma competa e obiettiva.

sop