giovedì, 23 Aprile 2026
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    Manganella : "Adesso vi dirò chi ha favorito parenti e amici”

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    I favaresi, io tra questi, qualche dubbio lo hanno sull’esistenza del malaffare dentro il Palazzo. Il ragionamento è semplice. Immaginiamo una famiglia che non si concede nessun extra, ha, quando ce l’ha, il minimo. Mai una gita, mai in pizzeria, mai regali e nonostante l’aver tirato al massimo la cinghia ad un certo punto si accorge si essere sommersa dai debiti. Nasce d’obbligo il dubbio sull’esistenza di un buco attraverso il quale si disperdono i sacrifici fatti.

    Lo stesso sta accadendo ai cittadini che pagano sempre maggiori tasse, non hanno servizi e sono sommersi dai debiti. E se avevamo qualche dubbio su come possono essere andate le cose, oggi con la recente affermazione del sindaco dovremmo avere solo certezze.

    Il sindaco, organo ufficiale del Governo, rappresentante locale dello Stato ha dichiarato che: “Nei prossimi giorni, renderò noto un dossier dove, con nomi e cognomi, indicherò, con dati certi ed inoppugnabili chi, in tutti questi ultimi decenni, ha speso con allegria le risorse del Comune, favorendo amici e parenti”.

    E’ una denuncia dal contenuto gravissimo e, nello stesso tempo, preoccupante per i favaresi che oggi sanno ufficialmente di essere stati derubati. Sono convinto che Manganella prima della denuncia pubblica si sia già rivolto alla Procura della Repubblica per assicurare i malfattori alla Giustizia.

    Mi piace pensare che il Pd, partito del sindaco, abbia fatto quadrato intorno a Manganella per dargli sostegno e solidarietà nell’operazione verità che si vuole fare.

    Personalmente, per il poco che conta, io sono accanto a Manganella e con me, questa volta conta, la maggior parte dei cittadini onesti e perbene. Tutti insieme per la legalità.

    Nel caso Manganella avesse inviato il comunicato stampa alle redazioni dei giornali senza passare prima dalla Procura della Repubblica, dovrebbe farlo immediatamente, ché a parlare è l’istituzione sindaco e le sue esternazioni non possono intendersi come politiche.

    Il primo cittadino conosce nomi, cognomi e fatti certi, li vogliamo conoscere anche noi e la Magistratura.

    Le cose dette oggi dal sindaco non possono avere lo stesso destino della sua precedente denuncia in occasione della Festa della Legalità nel 2014, quando dal palco, presenti carabinieri e forze di polizia, gridò che i mafiosi salgono le scale del Comune.

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