Lo incontriamo in piazza Cavour qualche minuto prima di salire nel Palazzo comunale dove è stato convocato per “ragionare” sulla proroga e sul nuovo appalto rifiuti. “Ma come si fa a non capire – ci dice l’assessore – che il contribuente favarese non può pagare il servizio dai costi elevatissimi e dalla bassa qualità. Bisogna tagliare i costi. Bisogna fare come hanno fatto ad Agrigento. E’ il contribuente che bisogna garantire prima di ogni cosa. Ma che devo fare per farlo capire a tutti? Mi devo incatenare davanti al Municipio?”
Quasi sicuramente non ci sarà bisogno, almeno al momento, del ricorso estremo alle catene, ché Milioti e Bottone hanno protocollato la richiesta di convocazione di una riunione di capigruppo “in considerazione delle preoccupanti esternazioni dell’assessore Zarbo”. Chiedono, inoltre, la presenza del sindaco e dei dirigenti che hanno avuto “l’incarico” del sindaco per la proroga e per il nuovo appalto.
“Io non sarò mai favorevole – ha detto Zarbo – a caricare sui cittadini una montagna di milioni di euro, quando la gente non può pagare. Devono ridursi i costi fino alla soglia dell’accettabilità contributiva. E devono ridursi anche nel caso di proroga”.
La lotta isolata potrà costare a Zarbo il licenziamento dalla carica di assessore, intanto buona parte della politica sta a guardare.











