Giuseppe Vullo

In occasione della “Giornata della Memoria” che cadrà il 27 Gennaio prossimo voglio raccontarvi una storia vera. La vita di un eroe siciliano dimenticato.

Non è famoso come Oscar Schindler e neanche come Giorgio Perlasca, però dal gennaio 2013 anche lui ha un albero nel Giardino dei Giusti d’Israele. Quest’uomo è nato a Favara, in provincia di Agrigento, il 12 maggio 1889 e lavorava al municipio, come mio nonno nato anch’egli nel 1889, e come lui dipendente comunale, quindi si conoscevano bene. Il fatto mi ha colpito.

corriere della seraCorriere della Sera la vergogna delle leggi razziali. Questo eroe siciliano dopo la Prima Guerra Mondiale, in quanto reduce, trovò un posto di lavoro nel suo comune. All’avvento del fascismo si rifiutò di prendere la tessera del “partito nazionale fascista” perciò fu inviso ed osteggiato dai notabili fascisti del suo paese e fece alcuni mesi di prigione. Nel 1931 vinse un concorso come applicato nel comune di Varese, prese la sua valigia di cartone, assieme alla moglie Giuseppina ed i 4 figli ed emigrò dal profondo sud al profondo nord.

Calogero Marrone[5]Varese grazie alle sue doti umane e professionali fece carriera e diventò capo dell’ufficio anagrafe. Da questa posizione di rilievo, e delicata, durante l’occupazione nazi-fascista, rilasciò centinaia di documenti falsi ad ebrei ed antifascisti, che cosi poterono sfuggire alla caccia dei loro persecutori. Ma il 7 gennaio del 1944, a causa delle accuse di un delatore, fu arrestato come collaborazionista e traditore della Repubblica di Salò. Quelle imputazioni prevedevano la fucilazione.

Qualche giorno prima era stato avvisato da un prete, in relazione con il Comitato di Liberazione Nazionale, un certo don Luigi Locatelli, che le SS sarebbero venute per arrestarlo, consigliandolo perciò di mettersi in salvo in Svizzera. Ma egli si rifiutò perché aveva dato la sua parola al podestà di Varese, Castelletti, e anche per evitare, così, le sicure ritorsioni nei confronti della sua famiglia.

Calogero Marrone L’emigrante di Favara, profondo sud, venne arrestato dalle SS e trasferito a Dachau dove, il 15 febbraio 1945, fu assassinato dalla barbarie nazifascista. Un uomo semplice, ma con un bagaglio di ideali e di valori oggi, purtroppo, sconosciuti. Questo grande conterraneo, non ebreo, eroe per caso, e quasi dimenticato dalle nostre istituzioni, è stato dichiarato “GIUSTO TRA LE NAZIONI”.

 Vullo Pino[7]Giuseppe Vullo