venerdì, 10 Aprile 2026
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    Raid vandalico alla Farm Cultural Park

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    Atto vandalico, intimidazione o cosa? Saranno gli investigatori a dare la chiave di lettura al raid che ha messo a soqquadro  alcuni locali di Farm Cultural Park, il progetto culturale dei Sette Cortili di Favara. Intanto la condanna è unanime e internazionale come  mondiale è la fama del sito che si è conquistato un posto rilevante nel panorama dell’arte contemporanea e delle iniziative culturali, artistiche e di innovazione urbana.  La furia bestiale degli ignoti danneggiatori si è abbattuta su un locale bar, sul giardino, sull’area beach causando danni ad attrezzature e suppellettili, rubando qualche attrezzo e imbrattando dei muri.

    Farm“Io e Andrea siamo fuori sede – ci dice Florinda Saieva titolare insieme al marito Andrea Bartoli della Farm – i nostri collaboratori ci hanno informato che all’apertura hanno trovato una serie di danneggiamenti  per i quali abbiamo sporto denuncia all’autorità competente.  Mi auguro che il fatto sia da addebbitare a dei ragazzacci – ci dice ancora Florinda – noi continueremo il nostro lavoro con più impegno e meglio di prima. Vogliamo ringraziare i tantissimi amici – conclude – per il sostegno  e gli attestati di stima che continuano ad arrivarci”.  Sulla pagina facebook  della Farm Cltural Park si registrano atti di solidarietà e stima, e naturalmente di sdegno  e condanna per la vile e meschina azione . “Già da qualche mese Farm è sotto attacco da parte di gente meschina che con modalità varie vorrebbe farci scoraggiare  o desistere – si legge sul profilo FB –  si sbagliano di grosso, continueremo a fare più attività di quante ne abbiamo fatte”. 

    florinda e andrea bartoliTra i tanti meriti di Farm Cultural Park quello di aver fatto entrare Favara nella Top 10 del mondo tra le destinazioni scelte dagli appassionati di arte moderna. La classifica è del blog inglese “Pourpletravel”, uno dei maggiori blog di viaggi del mondo, che ha posto il progetto di riqualificazione urbana attraverso l’arte, creato dal notaio Andrea Bartoli e dalla moglie Florinda Saieva, prima di città come San Pietroburgo, il Vaticano, Barcellona e Berlino nel campo dell’arte contemporanea,  ma soprattutto nel pensiero di riqualificazione urbana attraverso l’arte. Progetto che ha trovato anche la consacrazione con la partecipazione alla 13^ Biennale di Venezia, nella sezione dedicata all’Architettura Made in Italy.

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