Adottare un’aiuola, uno spazio verde significa prendersene cura, pulirlo, renderlo gradevole a vedersi. Un’adozione che deve essere fatta in maniera sobria, discreta, ricordando sempre che al centro dell’interesse e dell’attenzione c’è lei, l’aiuola. Il progetto “Adotta un’aiuola”, praticato in diverse città,  è una iniziativa nobile ma se si rispettano questi canoni. Diventa una violenza se, invece, ci si dimentica che il soggetto beneficiario è l’aiuola e subentrano i nostri interessi personali. Quando fu istituito questo progetto si pensò ad un’adozione assolutamente gratuita, finalizzata a tenere curato lo spazio affidato all’adottante per renderlo, appunto,  più gradevole. Farlo diventare bello anche nel proprio interesse per un  ritorno di immagine poiché l’iniziativa da la possibilità all’adottante di pubblicizzare la propria attività. Proprio in ragione di ciò, purtroppo, si è passati, in diversi casi, dall’adozione alla violenza.

aiuola2Ci sono, infatti, aiuole, rotonde  spartitraffico che sono state letteralmente invase da tabelle pubblicitarie che sono diventate lo scopo principale dell’azione, facendo passare in secondo piano la cura dell’aiuola. Insomma si è pensato solo alla parte pubblicitaria a discapito del verde, dei fiori e dell’aiuola. L’iniziativa era, anzi è finalizzata principalmente a migliorare esteticamente Favara, a stimolare il senso di appartenenza dei cittadini verso la propria Città, a far sentire gli spazi pubblici come cosa propria e non terra di nessuno, ed anche, eventualmente a pubblicizzare l’azienda del “benefattore” che si prende cura di quel piccolo spazio verde. Invece, a vedere diverse aiuole, vien da pensare che questo nobile fine sia stato bypassato con l’unico scopo di mettere tabelle pubblicitarie, facendo anche a gara a chi la mette più bella o a chi ne mette di più. Con la scusa dell’adozione, molto spesso disattesa o solo leggermente intrapresa, si evita anche di pagare la tassa di pubblicità e di occupazione di suolo pubblico.

occupazione-suolo-pubblicoQuest’ultima “moda”, l’occupazione del suolo pubblico, è diventata una vera piaga sociale che non risparmia alcuna zona della città. Porzioni di piazze, di marciapiedi ed anche di sedi stradali che sono state occupate abusivamente da ogni sorta di attività commerciale. Un’azione vandalica che non tende ad arrestarsi, anzi che negli ultimi tempi è aumentata con l’incremento che è visibile a tutti. In questi giorni sappiamo che è stato programmato un incontro con diversi operatori commerciali, associazioni, operatori culturali e politici dove si parlerà anche di questo triste fenomeno, speriamo che ci si accorga che c’è qualcosa che non va e che si intraprendano azioni tali da porvi  rimedio, nell’interesse principale delle aiuole, degli spazi verdi, delle piazze, dei marciapiedi in poche parole di noi cittadini e della nostra Favara.