Girgenti acque ha agitato lo spettro dell’emergenza idrica dovuta alla mancanza di piogge. Meglio, Siciliacque ha preannunciato una riduzione nell’approvvigionamento al verificarsi nel prossimo mese di Dicembre della siccità. E l’azienda di Marco Campione ha girato l’allarme all’utenza.

Per fortuna, almeno al momento, ci sono state abbondanti precipitazioni atmosferiche nella zona montana della nostra provincia e, anche, nella fascia costiera.

E se da un lato non ci fanno mancare le brutte notizie agitando, dicevamo, una possibile scarsità di piogge, dall’altro nessuno si preoccupa di dare le buone. Lo facciamo noi.

Prima delle recenti piogge il lago Castello conteneva 6milioni di metri cubi d’acqua, il Fanaco 5,5milioni di metri cubi e il Leone 750mila metri cubi di prezioso liquido. E’ chiaro che sono al minimo rispetto alla loro capacità di accumulo, ma è la situazione che si verifica tutti gli anni alla fine della stagione estiva. Come dire “è Autunno e tutto va bene”. Ci sta benissimo il fatto del minimo di prezioso liquido negli invasi, dopo i mesi di caldo e di totale assenza di piogge.

A questo punto, apparirebbe probabile che Siciliacque e Girgenti acque si siano detti “se non facciamo bere acqua all’utenza, facciamole almeno bere l’allarme siccità!”

Ovviamente, sappiamo benissimo che ciò arriva dal cielo non va a finire direttamente e immediatamente negli invasi. Occorrono giorni e settimane. Più della pioggia, la neve è la soluzione buona per portare al massimo i laghi. Oggi, comunque, la situazione si può definire assolutamente normale. Non conosciamo le quantità di acqua entrate nei laghi, possiamo, ad ogni modo, sostenere che le precipitazioni hanno saturato i terreni e le prossime andranno ad arricchire gli accumuli negli invasi. Mentre le previsioni danno altre piogge nel fine settimana.

L’acqua c’è e il servizio resta inadeguato. E se il problema non è la carenza di risorse idriche, qualcuno, dal governatore Crocetta all’Agenzia delle acque, passando dalla deputazione all’Ars, dovrebbe preoccuparsi delle vere cause dei disservizi.