I Consiglieri Comunali del Gruppo Misto al Comune di Favara, hanno presentato al Sindaco 2 interrogazioni Consiliari, a risposta urgente, sugli accertamenti Tarsu 2011 e sulla Tari 2017.E39D46BB-3316-46FC-B28C-7C933559F2D5

Durante un incontro, organizzato con la stampa ieri pomeriggio, i Consiglieri Comunali, Marilì Chiapparo, Rossana Castronovo e Vito Maglio, hanno espresso le loro perplessità e  preoccupazioni  in merito  al diffuso disagio, che l’utenza Favarese è costretta a vivere, dopo il recapito di centinaia di bollette palesemente errate per riferimenti catastali, importi tariffari, aspetti formali etc. “Ci sarebbe da sottolineare, poi, un aspetto di non poco conto- dice Marilì Chiapparo- la bollettazione Tari 2011 si prescriveva nel 2016 e la semplice consegna della bolletta per mezzo posta non interrompe la prescrizione”, dello stesso parere è, anche, l’avvocato Leonardo Cusumano, presente all’incontro, “nella determinazione 1001 del 18-11-2016 del dirigente della P.O.n2 ed in altre- dicono la Chiapparo e Cusumano- è lo stesso responsabile del sottore Tasse ad ammettere quanto segue”:‘che per avere una documentazione cartacea a sicuro supporto del credito vantato dal Comune nei dei contribuenti morosi per TARSU 2011 è stato conveniente ed opportuno notificare gli avvisi di messa in mora TARSU 2011, che ai sensi dell’art.1 comma 161, della legge 296 del 27.12.2006,  devono essere notificati entro il 31.12.2016.B2EE525B-477F-41B1-AA1E-6BB711D26D53 CB55DD9D-476A-4857-8074-2A3F9FE9C05F

I dubbi della Chiapparo, della Castronovo e di Maglio si sono concentrati anche sul conguaglio Tari 2017, oggetto anche questo di una apposita interrogazione consiliare. I Consiglieri del gruppo misto, infatti, chiedono lumi sulla scarsa riduzione dei costi degli utenti, della destinazione delle tanto sbadierate premialità ottenute per la raccolta differenziata.

Di seguito le interrogazioni dei Consiglieri Chiapparo, Castronovo e Maglio

TARSU 2011

considerato che in ordine alla Tarsu 2011 vengono notificati accertamenti come omessa denuncia nei confronti di contribuenti che hanno un ruolo Tarsu definito da anni;

considerato che vengono emessi doppi accertamenti per la stessa unità immobiliare, traendo spunto pure da indirizzi catastali superati, a carico di contribuenti che invece sono schedati da lustri con un ruolo Tarsu creato, correttamente, sulla base dell’indirizzo di residenza;

considerato che, altresì, vengono riproposti accertamenti su ruoli Tarsu a contribuenti in regola con i pagamenti erroneamente contestati;

considerato che si sono registrati casi nei quali, nell’ambito di un nucleo familiare che paga il ruolo Tarsu a nome di un componente dello stesso, viene notificata l’omessa denuncia anche a nome di un altro componente familiare residente nel medesimo immobile;

considerato che su immobili per i quali era già stata pagata la Tarsu come residenza per l’anno 2011 sono stati notificati accertamenti relativi allo stesso anno addebitati ad attività professionali avviate solo successivamente nella stessa unità catastale;

preso atto che il Comune di Favara, per opera della precedente amministrazione, aveva già emesso accertamento per l’anno 2011;

tenuto conto che per dimostrare le svariate inesattezze riportate nelle notifiche di accertamento il contribuente, qualora per “via amicale” (come riportato nell’allegato alla bolletta) non riuscisse a far valere le proprie ragioni dinanzi all’ufficio tributi del Comune di Favara, deve giocoforza recarsi “per via giudiziale” (opzione capestro ivi riportata nel medesimo allegato) presso la sede della Srr, ubicata presso la zona Asi di Aragona, con evidente dispendio logistico per i soggetti anziani, disabili o non provvisti di patente, nonchè di ferie o permessi per chi lavora;

considerato che oggi, per ovviare alla miriade di errori riportati nelle notifiche di accertamento, esistono diverse opzioni e sistemi di controllo incrociato di cui la Srr, peraltro, dispone da anni;

preso atto che a fronte della moltitudine di utenti in coda per ore nei pochi giorni di ricevimento, dinanzi allo sportello, non si registra, purtroppo, la presenza di un congruo e qualificato numero di funzionari preposti da parte della Srr,

tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri comunali

chiedono

con carattere d’urgenza e in forma scritta, di relazionare su quanto segue:

  • quali sono le condizioni, procedure, modalità operative, tempi e costi della convenzione stipulata con la Srr;
  • quali atti, di verifica, ispettivi e di monitoraggio periodico, l’amministrazione comunale di Favara ha adottato o intende adottare, in fede alla su richiamata convenzione, per ricondurre nell’alveo della regolarità l’emissione degli accertamenti Tarsu a carico dei contribuenti Favaresi e così garantire efficacia, efficienza e trasparenza, nonché equità, nella politica tributaria cittadina;
  • quali dati, relativi ai ruoli Tarsu pregressi, il Comune di Favara ha trasmesso alla Srr a margine della stipula della convenzione;
  • perché l’accertamento dei ruoli Tarsu in capo alla Srr per convenzione sia a decorrere dal 2011, laddove il Comune di Favara aveva già emesso, in proprio, gli accertamenti per il medesimo anno.
  • a quanto ammonta il dato del sommerso tributario a Favara, stante, appunto, l’accertamento effettuato dalla precedente amministrazione comunale in ordine all’anno 2011.Auspicando un celere riscontro alla presente, qualora non si predisponessero tempestivamente in atto gli accorgimenti amministrativi del caso, i sottoscritti consiglieri comunali si riservano di intraprendere le inevitabili azioni legali presso le sedi istituzionalmente preposte.
  • Le su citate richieste, che rappresentano solo uno spaccato delle svariate problematiche insite nell’emissione degli accertamenti Tarsu 2011 e per le quali si invita l’amministrazione comunale e la presidenza della Srr (che legge per opportuna conoscenza) a porre l’inderogabile attenzione, nascono dall’improcrastinabile esigenza di porre un freno al dilagante scempio messo in campo dagli organi in argomento relativamente agli accertamenti sui ruoli Tarsu pregressi. Lo si deve con solerzia, non fosse altro perché – nemo potest alicui laedere – non è consentito ad alcuno, tantomeno a un ente pubblico, perseverare in questa sorta di accanimento impositivo, in quanto non si può continuare a vessare, chiedendogli più volte il tributo per lo stesso immobile, chi ha sempre onorato i pagamenti della Tarsu prima e della Tari oggi.

TARI 2017

In riferimento al conguaglio della Tari 2017, recapitato ai cittadini favaresi nelle ultime settimane, i sottoscritti consiglieri comunali del Gruppo Misto Marilì Chiapparo, Rossana Castronovo e Vito Maglio,

considerato che durante l’anno appena trascorso nel centro abitato di Favara è stata effettuata a tappeto la cosiddetta “raccolta differenziata”, finalizzata alla riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani;

considerato che nel corso del 2017 l’amministrazione comunale, sia pure per le vie non istituzionali, ha più volte comunicato l’ottenimento della “premialità” per la percentuale di rifiuti differenziati smaltiti, incoraggiando, così, la cittadinanza ad aumentare lo sforzo in tale direzione;

considerato che sono tanti i favaresi i quali, avvalendosi dell’isola ecologica ubicata presso la villa Ambrosini, conferiscono, scrupolosamente divisi per tipologia, i rifiuti solidi;

tenuto conto che il costo della Tari 2016 si è rivelato molto più alto del consueto per via dei maggiori costi di conferimento dovuti alla prolungata chiusura, durante l’estate dell’anno in questione, della discarica di Siculiana, con dirottamento degli autocompattatori nella più lontana Lentini (SR), e quindi il suddetto dato non può risultare attendibile ai fini della comparazione dei costi con la Tari 2017;

preso atto che, dall’unica analisi oggettivamente comparabile dei costi annuali (rate più conguaglio), effettuata confrontando la Tari 2015 (quando peraltro la raccolta differenziata è stata parziale, per non dire esigua) e il 2017 (anno di completa, o quasi, raccolta differenziata e senza aggravio di costi), il risparmio medio per unità immobiliare sulla tariffa è stato di appena l’1,6%, non configurandosi, così, la tanto attesa diminuzione dei costi a fronte delle premialità riconosciute;

tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri comunali

chiedono

con carattere d’urgenza e in forma scritta, di relazionare su quanto segue:

  • quali sono, suddivisi per tipologia di rifiuto solido urbano (carta, plastica, ferro, vetro, legno, ect.) le quantità di rifiuti differenziati dal Comune di Favara durante il 2017;
  • quali sono, distinte per medesima tipologia di rifiuto solido urbano conferito, le somme riconosciute come premialità per l’anno appena trascorso;
  • come sono state impiegate le suddette somme introitate da premialità;
  • quali atti, di verifica, ispettivi e da capitolato d’appalto, l’amministrazione comunale ha messo in campo o intende disporre, per migliorare la raccolta, il conferimento lo smaltimento e il riutilizzo dei rifiuti differenziati;
  • quali procedure sono state attivate per favorire l’emersione delle perduranti sacche di evasione della Tari nel Comune di Favara.
  • Le suddette richieste, dettate dalle osservazioni di cui sopra e memori dell’approvazione del piano Tari 2017 avvenuta nell’estate scorsa malgrado il parere negativo dei Revisori dei conti, sono finalizzate ad accertare lo stadio qualitativo raggiunto nella politica della raccolta differenziata intrapresa dal Comune di Favara e, nondimeno, a chiarire se in questa città i rifiuti si conferiscono per tipologia, sia da contribuenti noti che da evasori ignoti ma con lo strategico obiettivo di diminuire la tariffa, o invece, passivamente, solo per evitare che la stessa continui ad aumentare – “obtorto collo” – per i soliti noti contribuenti.