“L’onestà è un valore che deve essere presente in ogni azione, da sola non basta a risolvere i problemi”. A parlare è Giuseppe Sorce imprenditore favarese, che come tanti altri ha commentato l’editoriale, tutto sommato una sana provocazione, dal titolo “Contro Anna?”
“Chi si espone e si propone all’elettorato deve avere la perfetta misura di se stesso. Deve avere piena cognizione del lavoro che lo aspetta e possedere la giusta determinazione, capacità e competenza per affrontarlo. L’onesto manager, onesto operaio o imprenditore, padre di famiglia, devono essere realmente un manager, un operaio, un imprenditore o un padre di famiglia e non può solo essere convinto di esserlo. Se così fosse non sarebbe principalmente onesto con se stesso”. Difficile darli torto e conoscendolo so perfettamente che è arrivato per lui il momento di entrare nel vivo dell’argomento.
“Posso difendermi meglio da un politico poco capace ma onesto o da un politico poco onesto ma molto capace? Nulla posso fare per migliorare la mia condizione di cittadino nella situazione di avere un politico onesto ma incapace. Strano a dirsi, ma cosa diversa è con il poco onesto politico, ma capace, perché posso controllarlo, imbrigliarlo e impedirgli di essere disonesto e godere i benefici della sua preparazione. Del resto, la stessa onestà del politico virtuoso dovrebbe indurlo a riconoscere la sua incapacità, i danni che sta procurando alla collettività e dimettersi. Diversamente sorgerebbero seri dubbi sulla sua presunta onestà. Questo nei casi estremi, mentre negli altri dove meno marcata è l’incapacità ad amministrare, la sua onestà dovrebbe portarlo ad un maggiore ascolto, alla ricerca di adeguate collaborazioni, ad aprirsi piuttosto che a chiudersi dentro il Palazzo”.
Ci sono riferimenti alla politica favarese?
“Assolutamente no – conclude Giuseppe Sorce – o almeno non lo sono specificamente, a chi li ravvisa dico che è semplicemente il mio pensiero sul tuo editoriale, nulla di più”.










