Piero Mangione

La lega di Salvini è tornata alle origini: mi riferisco alla devoluzione della ministra leghista Erika Stefani messa sul tavolo del governo sull’autonomia regionale differenziata che punta a cancellare l’attuale assetto istituzionale cooperativo che mette in equilibrio i diversi livelli di governo territoriale rispetto allo Stato e alle sue entrate\uscite.

Salvini dice “prima gli italiani” ma intende quelli della padania, rimanendo nemico del sud per il quale prevede sanità, scuola, tutele sociali di serie b, visto che: vuole permettere al nord di trattenere l’attuale differenziale tra gettito fiscale versato allo Stato rispetto a quanto ricevuto. Si tratta di un processo di autonomia iniziato coi referendum di Lombardia, Veneto ed Emilia, spinto in avanti con la preintesa firmata da Gentiloni con le regioni, di cui sopra. Con il reddito procapite degli abitanti del sud già la metà rispetto a quelli del nord, ancora più alta sarà l’emigrazione verso altre terre.

Aumenterà lo spopolamento dei nostri paesi, gli investimenti si fermeranno al confine del Lazio, le infrastrutture usurate resteranno inagibili, sanità, assistenza saranno ridotte al minimo, come il diritto allo studio e la qualità formativa, il lavoro sarà sempre meno e grgio\nero, mentre cultura e socialità saranno sempre più declinanti: un disastro !!!

La lega, per quanto forte, è minoritaria in Parlamento e nel Paese. Ad ognuno di noi spetta di spiegare ai simpatizzanti di Salvini la secessione che ci condanna alla marginalità economica e sociali. Non possiamo e non dobbiamo permetterlo..!