Otto Marzo. Auguri a tutte le donne, in particolare a Maria picchiata dal marito, ad Anna discriminata sul lavoro, caduta in depressione e licenziata, a Sara vittima di stalking, ad Antonella tutti i giorni a confrontarsi per non far mancare nulla alla famiglia.
Auguri a tutte le donne che piangono in silenzio e nel silenzio sfogano la loro disperazione. A quelle tutto il giorno chiuse in casa, a pulire e cucinare e per molte di loro ci sono anche le botte.
Auguri per un mondo diverso con al centro le donne così come è nei fatti, sono le nostre madri, le nostre sorelle, mogli e figlie, mentre è facile constatare giornalmente che l’essere donna  è di per sé una discriminazione.
Madri, sorelle, mogli e figlie alle quali gridare “non esitate a denunciare”, questo è l’unico modo per liberarsi.
Diffuso nel nostro territorio è lo stalking, molte non lo denunciano, altre prima denunciano e poi ritirano la denuncia, sbagliando. Con questa specie di animali non ci si accorda, non smetteranno di tormentare la vita alle loro vittime. E se lo faranno, caleranno le loro attenzione su altre donne.
Allo stesso modo, il silenzio e il tempo non risolvono il problema di vivere accanto ad un violento.
Lascio concludere a William Shakespeare “La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata”.
Auguri a tutte le donne.

 

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