Non vi ammazzate a rispondere!

In democrazia il popolo delega con il voto i propri rappresentanti nel governo della cosa pubblica, Favara celebra la democrazia?

Mi sono fatta la domanda, adesso cerco di darmi la risposta, utilizzando il più recente lavoro della commissione consiliare “Partecipazione” sullo svolgimento del mercato settimanale il giorno del Venerdì Santo.

Don Marco Damanti parroco della chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo ha invitato i fedeli ad un comportamento consono alla particolare giornata del Venerdì Santo e su come viverla. A Favara l’appuntamento con il mercato settimanale coincide con la commemorazione della passione e della crocifissione di Gesù Cristo. In questo senso apparirebbe opportuno spostare la data del mercato in un altro giorno. Il sacerdote è stato invitato e ascoltato dalla commissione comunale “Partecipazione” formata dai consiglieri Laura Mossuto, Salvatore Fanara, Salvatore Giudice, Rossana Castronovo, Antonio Scalia, Leonardo Caramazza e Giuseppe Nobile.

Don Marco è stato ascoltato il 10 aprile scorso e due giorni dopo, la commissione ha inviato all’amministrazione comunale e al dirigente la richiesta di “valutare quanto esposto da don Marco Damanti” durante la stessa seduta. Dal 14 scorso ad oggi martedì 16 aprile, praticamente a due giorni dalla “scadenza”, nessuna risposta. Eppure, dovrebbe esserci la ragionevole fretta a rispondere perché il mercato si svolgerà a brevissimo e ci vogliono i tempi per informare gli ambulanti e i cittadini nel caso di spostamento del giorno.

Ora senza entrare nel merito della questione fare o non fare il mercato nel giorno del Venerdì Santo, ché ognuno è libero di comportarsi come meglio crede, ché se ritengo nel rispetto del mio credo di non andare al mercato non ci vado oppure, viceversa, vado tranquillamente a fare i miei acquisti, ciò che non trova giustificazione, iniziamo a rispondere alla domanda posta all’inizio dell’articolo, è il silenzio irrispettoso verso la commissione comunale che è formata da cittadini eletti rappresentanti dei favaresi che pagano le tasse e tengono in piedi l’Ente.

L’assessore al ramo che, non è stato eletto, agisce su delega del sindaco e il dirigente comunale hanno l’obbligo di rispondere nei tempi e nella forma opportuna a chi esercita il proprio ruolo per mandato elettorale, ma a Favara ciò non accade. Può essere che dopo la pubblicazione dell’articolo arrivi “tempestivamente” la risposta, ma arriverà sempre tardi, a tempo scaduto. E il tempo lo pagano i cittadini, gli stessi che attraverso il voto hanno i loro rappresentanti nell’aula Falcone Borsellino, ai quali piaccia o non piaccia ai dirigenti e agli assessori si deve rispondere e rendere conto.

La democrazia, lo ricordo a me stesso, è una cosa molto delicata che bisogna tenere nella massima considerazione e attenzione come i fiori in un prato, quando basta poco per calpestarli.